Nella splendida stagione del Pride, la nuova capsule di Loewe & Divine

J.W. Anderson celebra le diversità, e le battaglie del movimento LGBTQ+ con una collezione e una mostra digitale, dedicata alla performer che inventò il camp

divine, loewe
GREG GORMAN

Quando si parla di Divine, oggi celebrata universalmente come madrina delle diversità e soggetto di una capsule collection di Loewe, non ci sono sfumature con le quali è possibile ammorbidire il personaggio esplosivo creato dalla mente – e poi dal corpo – di Harris Glenn Milstead. L'iniziatrice del camp, la madre/il padre di tutto ciò che è trash ( in un'accezione molto distante a quella che comunemente le regaliamo oggi, quando pensiamo a certi programmi pomeridiani della tv generalista fatti di scandali creati ad arte o agli eccessi di certe celebrities) il luminare maxìmo di una certa estetica oggi molto rivisitata, prima di tutto da Ryan Murphy con il suo Pose. Una definizione sulla quale anche J.W. Anderson, direttore stilistico di Loewe, è d'accordo.

«Divine è stato assolutamente fuori dall’ordinario. Ha vissuto una vita intensa come uomo, performer, personaggio e come corpo. Per me è l'incarnazione del principio di autodeterminazione.» Per questo motivo il brand, in occasione del mese del Pride 2020, ha deciso di lanciare una speciale capsule, in vendita solo online dal 25 giugno e nello store del marchio a New York. T-shirt con lettering famigerati (come "Is this woman the filthiest person alive?", la domanda che guidava tutti gli avvenimenti di Pink Flamingos, capolavoro del genere trash girato dal regista John Waters e che la vide protagonista), ma anche borse stampate, la linea è un'omaggio ad una drag queen e una performer che ha esercitato fino in fondo il suo diritto a essere se stessa, in tutte le versioni possibili, senza risparmiarsi nulla.

Divine nel 1983
Tom GatesGetty Images

Ispiratrice di cattive celebri anche nella narrazione disneyana, come Ursula de La Sirenetta, e attrice anche in Hairspray, blockbuster di cui qualche anno fa fu realizzato un remake nel quale il suo ruolo fu interpretato da un esilarante John Travolta, Divine è stata paladina orgogliosa della comunità LGBTQ+, tanto che inizialmente il marchio aveva pensato ad una mostra dei suoi memorabilia da organizzare presso il suo store madrileno nella Gran Via, complice il PhotoEspaña Madrid. «L’esposizione – oggi però solo virtuale – al momento include una rassegna di oggetti appartenuti a Divine fotografati dal leggendario Greg Gorman, straordinario ritrattista di celebrità pop e dello stesso Divine, ed è stata realizzata con il prezioso contributo di Noah Brodie, CEO di Divine Official Enterprises LLC» spiega Anderson. «Gli oggetti appartenuti a Divine sono davvero impressionanti: dal famigerato abito bianco al cofanetto dei trucchi in alluminio, dalla giacca indossata nel tour mondiale al disco d'oro, ai poster e copertine di riviste. È un'esplosione di colori, trash, fantasia, indignazione, trasgressione e libertà. Mai prima d'ora abbiamo cercato di racchiudere in una collezione qualcosa del genere. Si tratta di un risultato piuttosto esclusivo per LOEWE: una fusione tra il nostro senso di disinvoltura e la propensione di Divine per il camp

La borsa della capsule collection di Loewe dedicata a Divine
courtesy press office

Il progetto, nato per celebrare l'orgoglio della diversità, vedrà il 15% dei profitti devoluti a Visual AIDS, un'associazione che lotta contro l'HIV/AIDS tramite l'arte, sostenendo gli artisti affetti da HIV e celebrando la loro memoria. Inoltre, il brand riserverà una donazione al Baltimore Pride, scelta in quanto la città natale di Divine, e set del film Hairspray – Grasso è bello, e in quanto associazione LGBTQ+ gestita da afroamericani. Celebrando, e promuovendo attivamente, la lotta all'uguaglianza dei diritti, e al diritto all'autodeterminazione, a prescindere dall'orientamento sessuale, dal colore della pelle, e dal genere di appartenenza. Come sarebbe piaciuto a Divine.

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