Il grande ritorno del vintage, i nuovi brand su cui investire, la guida di Michela D'Angelo

La stylist racconta il nuovo mondo digitale: clic to love.

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Acquistiamo online, viviamo live, condividiamo social. La materia, il prodotto, l'oggetto mai come ora sono così reali e al centro della nostra attenzione. Desideriamo fidarci di ciò che indossiamo e di chi ci consiglia una borsa costosa che duri per molte stagioni a venire. In questo Michela D'Angelo, stylist e fashion consultant per Luisaviaroma.com è la persona giusta al momento giusto. Stile, il suo, tone of voice, scouting.

Quanto influenza Instagram la tua quotidianità?
Tantissimo, da semplice app usata per raccogliere e documentare momenti di vita è divenuto strumento di ricerca (che poi va approfondita altrove) potente ed immediato.
Dalla moda all’arte, dall’editoria alla ristorazione non conosco settore che non ne stia subendo influenza.


Qual è l’accessorio che compreresti all’infinito?

Borse, sempre e solamente borse che per anni ho collezionato nella stessa forma e rigorosamente in colore nero. Negli ultimi due anni è arrivata la svolta colori e shape, modelli vintage pazzi e ricami che ricerco ossessivamente sul web. Non sono accessori ma i capi che invece non smetto mai di comprare e di averne voglia sono: t shirt; bianche e nere rigorosamente da uomo; denim (perché quelli giusti ti salvano la vita); lingerie (perché fa sempre bene); blazer (non esiste un capo che mi rappresenta di più).

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Cosa cercano le ragazze oggi? Di cosa non si stancano?
Cercano it bag e accessori chiave di stagione con cui divertirsi se molto giovani, le borse o i capi per la vita se si avvicinano come me ai 30 e vogliono costruire un armadio che rappresenti il proprio stile nel tempo e in ogni occasione.

Quali brand emergenti ami di più?

Tantissimi e anche molto diversi tra loro. Alcuni non sarei in grado di integrarli nel mio stile ma ne riconosco la creatività e soprattutto la capacità di fare qualcosa di “diverso” o di personale quando già tutto è stato fatto. Eccone alcuni: Coperni, Colville, Marina Moscone, Lido, Des_Phemmes, Nodaleto, Area, Bevza, Christopher Esber, Beaufille, IIndaco.

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Quanto ti influenza la moda del passato?

Influenza me come i designer che amo di più e che ogni stagione danno nuove interpretazioni a stili appartenuti al passato. Per fare del nuovo e farlo in modo eccellente credo che la conoscenza del passato sia la chiave imprescindibile nella moda come in ogni altro settore. Detto questo resto tremendamente affascinata dai 70 di Saint Laurent (sempre fortemente presenti anche oggi in Vaccarello) e dalla purezza estetica del minimalismo 90 di Prada (che torna nella ss 21 presentata ieri nell’edizione digitale della moda uomo), Jil Sander ed Helmut Lang.

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