Paghereste per vedere una sfilata di moda? Rebecca Minkoff, OnlyFans e la moda a pagamento

Rebecca Minkoff approda su OnlyFans, piattaforma a pagamento già usata da Cardi B e Michael B. Jordan: storia del successo improbabile di un social nato per monetizzare "contenuti adulti", e che forse è il futuro della moda americana.

infoimaxtreecom
Gregory ScaffidiImaxtree

Bloomberg lo ha definito "un gigante da miliardi di dollari che si nasconde in bella vista", e Rebecca Minkoff, marchio statunitense in calendario alla fashion week di New York, ha recepito il messaggio: per la sua ultima collezione, la stilista ha infatti deciso di collaborare con OnlyFans, piattaforma sulla quale saranno svelati contenuti extra e dietro le quinte. La particolarità del social? Che, fino a qualche tempo fa, era il ritrovo prediletto di chi era alla ricerca di "adult content", e che adesso, invece, sta registrando una crescita rapida: dai 17 milioni di utenti nel dicembre 2019 si è passati ai 100 attuali, uno dei quali è "creatore di contenuti", e secondo le parole del suo fondatore, il 37enne Tim Stokely, "si registrano 500 mila nuovi iscritti al giorno". Tra di loro, c'è anche la cantante Cardi B, che, dopo aver sentito parlare del social da amici, ha deciso, lo scorso agosto, di caricare dei video dal dietro le quinte del servizio di copertina del quale era protagonista sull'edizione americana di Elle. In seguito, ha condiviso dei video del making-of del suo video "WAP". Un nuovo modo per comunicare con la propria fan base? Non solo perché i contenuti nella maggior parte dei casi sono visibili dietro pagamento: "la media dei creatori" spiega Stokely a Bloomberg "chiede 12 dollari per utente come quota di iscrizione al proprio canale. Ovviamente le mance e le donazioni occasionali sono ben accette". Un calcolo che, dati alla mano, secondo Bloomberg, permetterebbe a personalità con il seguito di Kim Kardashian di fare "23 milioni di dollari al mese, se solo l'1 % dei suoi follower di Instagram decidesse di pagare la quota di iscrizione su OnlyFans". E in effetti, con il contenuto relativo al suo video, Cardi B ha racimolato migliaia di like e circa 1000 dollari (solo in mance, e che quindi escludono il costo di iscrizione iniziale che il "creator" impone). Da quel momento in poi, la piattaforma ha guadagnato riconoscibilità anche al di fuori della nicchia degli "adult video", nella quale avevano prosperato autorevoli stripper o praticanti di una qualche forma di feticismo, il cui lavoro era stato messo in pericolo dai club chiusi. Oggi ci sono anche musicisti che promuovono la loro arte – prima di Cardi B ci sono stati The Dream e Swae Lee – ma anche influencer di fitness che condividono video dei loro workout, o drag queen che invece mostrano le complicate fasi del make up prima delle loro performance.

This content is imported from Instagram. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site.

Certo però, brand di moda su OnlyFans non si erano ancora mai visti. «Come azienda, vogliamo sempre far parte delle nuove piattaforme per connetterci al meglio con i nostri clienti» ha detto Minkoff al Bof. «Entrare su OnlyFans ci fornisce un nuovo modo per far leva sulla nostra fan base fedele, e fornire contenuti esclusivi che altrimenti nn potrebbero essere disponibili su altre piattaforme». Se nello specifico, i contenuti del brand (1 milione di follower su Instagram) sono per ora disponibili in materia gratuita, non è detto che la moda non si adatti e sfrutti la strategia della "creator economy", la stessa sulla quale si basano piattaforme come Twitch, che monetizzano i contenuti di chi li realizza, creando al contempo una community di appassionati, disposti a pagare. D'altronde se fino a oggi, sul mercato americano, la riconoscibilità dei designer passava attraverso la presenza in qualità di giudice a competizioni come Project Runway, oggi è lapalissiano che, nella mancanza di eventi fisici, si debba ricercare nuovi modi per comunicare con i propri clienti (attuali e potenziali). Tra chi ha lanciato dei podcast (come Diane Von Furstenberg con il suo "In charge with DVF") e chi, invece nella più algida Europa sperimenta formati di connessione con il pubblico attraverso conversazioni virtuali (come Prada), la necessità è avvertita in maniera trasversale. Le potenzialità della piattaforma, anche per gli influencer, che per adesso privilegiano altri mezzi per diffondere i loro contenuti (Tik Tok, Instagram e YouTube) sono infinite, tanto che esiste già una talent agency, Unruly, specializzata nel trovare il match perfetto tra influencer già presenti sulla piattaforma, con i brand di abbigliamento). Il futuro è già qui? Se così fosse, costa solo 12 dollari (per ora).

This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Fashion News