Come è nato il servizio di moda "Fantasy" di Marie Claire maggio 2021

Nel backstage della storia che ci trasporta in un mondo - artigianale - incantato.

Dopo un anno di lockdown e restrizioni una cosa buona c’è: abbiamo riconquistato il bene più prezioso, il tempo. In modalità lenta non ci è mancato il tempo per fare ricerca e dare spazio a piccole ma grandi eccellenze e, mentre aspettiamo che i grandi gruppi decidano di ridare voce ai loro creativi e a ripensare una produzione sempre più sostenibile, sono i piccoli nomi, gli indipendenti, gli artigiani che ci stanno facendo sognare. Ormai a viaggiare sono solo i vestiti che fotografiamo, noi purtroppo possiamo solo sognare con la fantasia: è proprio per questa incertezza nella conferma dei vestiti sempre last minute che per il mio servizio “FANTASY” del numero di maggio di Marie Claire Italia con il fotografo Stefano Galuzzi, ho sentito la necessità di aggiungere dei props speciali, che ci parlassero del rapporto uomo e natura, di animali fantastici (ma di cartone riciclato) e copricapi unici realizzati all’uncinetto. Sono molto felice di aver conosciuto due giovani milanesi (ma solo di adozione) così aperti, disponibili e creativi.

Il primo è Davide Giglio, set designer e scultore, diplomato in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2006, a cui Stefano e io abbiamo raccontato cosa avremmo voluto realizzare sul Ticino in una giornata di shooting a metà marzo. L’idea era di avere delle sagome di cartone con cui la modella avrebbe potuto interagire, sagome animali e piccole maschere. Il risultato è stato straordinario: Davide ci ha coinvolti nel raccontare le sue proposte e le idee che ne erano scaturite, in una prima fase con piccoli modellini in carta e poi nella realizzazione finale in cartone riciclato a misure reali (il cavallo del servizio, per esempio era lungo due metri!). È molto bello quando ci racconta di sé al telefono, della sua lunga gavetta come assistente fotografo e attrezzista, della sua esperienza come scenografo, del teatro e delle sue sculture, della passione nel realizzare dei piccoli alieni in legno recuperato, i suoi T-Bot. Anche lui è un creativo in modalità stand by riflessivo, e con tanta voglia di creare opere nuove come quelle che ha realizzato per noi. (Info davidegigliostudio.it)

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Il secondo è Davide Gatto, un percorso strano il suo che nasce come perito chimico, laureato in farmacia, si trasferisce negli Stati Uniti per studiare, ma è nel calzaturificio Pollini di San Mauro Pascoli dove scatterà la scintilla per quel mondo di artigiani ed eccellenze che tutti ci invidiano e di cui lui vuole fare parte. Sono le sue numerose esperienze per grossi gruppi italiani che lo formano nel mondo degli accessori, che lo convinceranno a un progetto tutto suo: otto anni fa decide infatti di aprire una piccola bottega artigianale dove poter realizzare la sua “DESK” una valigia fatta a mano con cinghie strutturali mobili, che si trasforma e diventa una borsa da ufficio o da viaggio e poi la sua “Rosetta” un omaggio alla sua amata Milano, una borsa performante che gli ha suggerito il mondo dell’equitazione, la pelle infatti è quella usata dalle sellerie e la sua copertura in crochet, che ricorda il copriorecchie dei cavalli, la protegge e la rende immortale. È con l’Expo di Milano che si delinea il suo mercato fatto soprattutto di clienti stranieri alla ricerca di un prodotto unico e di grande qualità, ma la pandemia mondiale frena tutto e lui ripensa ed elabora nuovi progetti e piccole collaborazioni creando nella sua bottega a Milano in via Santa Marta 15 il “FATTO A MANO”, diventa sperimentale con l’utilizzo di vecchie reti da pesca recuperate al Sud, essendo un artigiano e imprenditore ha creato con la sua passione per l’uncinetto una “community” di donne che recluta su IG o collaborando con le parrocchie come quella di Lorenteggio, dando una seconda chance a signore fantastiche che per vari motivi come l’età, la perdita del lavoro e il distanziamento sociale, con le loro sapienti mani realizzano insieme a lui pezzi unici. Il suo è un vero atelier su misura, Davide è nel suo laboratorio con il camice bianco da vero artigiano/couturier, paladino come Vivienne Westwood del “PRODURRE MENO E MEGLIO” e il suo copricapo volpino con tanto di tutorial ci ha completamente lasciati senza fiato. Bravò!

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