Post pandemia, com'è cambiato il modo in cui spendiamo, investiamo, vestiamo?

Stampe, colori, tendenze che vanno e che vengono: come (e se) il nostro guardaroba si sta preparando alla new season.

paris, france   june 04 natalia verza mascaradaparis wears a green khaki mesh jumpsuit from fendi with embroidered logo  monograms, and is playing with a vr  virtual reality oculus quest headset with a printed chanel logo, and equipped with 2 controllers, on june 04, 2021 in paris, france photo by edward berthelotgetty images
Edward BerthelotGetty Images

Colori preferiti, trend di ritorno e in partenza verso il dimenticatoio, abitudini di consumo: cosa è cambiato nel nostro approccio alla moda, lo ha appena raccontato una ricerca di Klarna. In occasione del lancio della campagna realizzata insieme ad A$AP Rocky, e che invita i consumatori a tornare a prendersi cura di se stessi, partendo dal proprio look, il leader nei servizi di pagamento ha infatti condotto un sondaggio, nel mese di maggio, insieme all'agenzia Dynata, coinvolgendo più di 15 mila consumatori e 3 continenti. Andando nello specifico dei dati italiani, si parte da un rassicurante assunto: il 40% degli intervistati dice che durante la pandemia non ha smesso di curarsi di sé, cercando di mantenere un certo decoro anche tra le mura di casa, approfittando per provare nuove combinazioni di stile (22%). Certo, ora approcciarsi nuovamente all'armadio con lo spirito di indossare abiti da portare, effettivamente, all'aperto, è un percorso graduale: 7 intervistati su 10 confermano che vogliono essere sicuri di vedere la luce in fondo al tunnel, prima di ricominciare ad acquistare. Come comprensibile, in effetti, una consistente percentuale (33%) ha affermato che durante la pandemia ha messo un freno agli acquisti di abbigliamento, mentre il 19% ha ammesso di aver continuato a comprare, escludendo però prodotti afferenti al guardaroba. Una situazione che però, per la bella stagione è destinata a cambiare, visto che il 60% ha ammesso che è pronto a ributtarsi in negozio o sugli store online sperando di abbandonare finalmente la tuta e le pantofole. Un rinnovo che porta con sé una ventata di colore, perché quasi 1 italiano su 2 (43%) afferma di volersi mettere alla prova, con colori nuovi: nella top 15 delle cromie che gli utenti affermano di voler indossare, si ritrovano sul podio acquamarina (30%), turchese (21%) e un più notturno blu (17%). A chiudere la classifica a pari merito sono bordeaux, verde pastello e rosa (6%).

«Dalla nostra ricerca emerge l’anima creativa del popolo italiano: se durante il lockdown ha saputo distinguersi continuando, nonostante tutto, a curare il proprio look, ora che il ritorno alla normalità sembra ormai alle porte, i nuovi trend di colore che domineranno gli outfit rispecchieranno ancora una volta il desiderio di esprimere la propria personalità”, dichiara Francesco Passone, Country Manager Italia di Klarna. «È questa creatività che vogliamo celebrare con gli italiani grazie a questa campagna, che nel post-pandemia vuole invitare a riprendere in mano la propria vita, iniziando dal proprio guardaroba». E seppure la sostenibilità stia diventando sempre più parola utilizzata dagli apparati di marketing, e quindi ovviamente di ostica interpretazione, gli italiani, risvegliati dalle problematiche ambientali già critiche nel pre-pandemia, sono molto più sensibili al tema: il 32% dichiara di acquistare sempre più spesso prodotti che afferiscono alla categoria "sostenibile", mentre una percentuale minore (14%) ha scelto di supportare la causa rivalutando i ritmi di acquisto, e quindi, di conseguenza, comprando meno. Un 5% sostiene di essersi votato al second-hand, mentre un 22% ha deciso di smettere con i ritmi bulimici dei consumi odierni, e di far durare più a lungo i propri capi: tutti ottimi propositi che gli intervistati del sondaggio assicurano manterranno anche in futuro (nell'89% dei casi). Percentuali che non conoscono differenza tra sessi (90% degli uomini e 88% delle donne) dichiarano di essere attenti all'argomento, una percentuale che sale al 91% quando si parla di una fascia d'età, quella tra i 18 e i 35 che ingloba Millennial e Generazione Z. Ma, andando nello specifico, quali sono i prodotti e le tendenze che, dopo un anno chiusi in casa, non vediamo l'ora di adottare? Sul podio ci sono le scarpe (36%) – e in un recente articolo del New York Times, in effetti, l'indagine di Ruth La Ferla (High Heels Are Ready to Stomp Out Crocs and Birks) ha evidenziato come, per le donne, stia esplodendo il desiderio di salire su tacchi altissimi, sconfessando i timori di quanti pensavano che, dopo aver provato la comodità delle pantofole per mesi, mai ci saremmo sottoposte nuovamente alla tortura delle stiletto. Appena dopo, al secondo posto, arrivano i jeans e le t-shirt, alleati imprescindibili della stagione estiva, a pari merito con gli abiti leggeri (25%). Medaglia di bronzo, infine, per lo sportwear (al 22%). A non passare l'esame neanche con la sufficienza, tra le tendenze, invece, è l'intimo a vista su gonne e pantaloni, trend figlio degli Anni 2000 e in questa stagione in grande spolvero presso le influencer (3%), così come l'utilizzo del sandalo con i calzini (6%). E proprio parlando di decadi dalle quali farsi ispirare, nonostante gli addetti ai lavori professino da diverso tempo il revival degli Early Aughts, ossia i primi 2000, gli intervistati ammettono di essere ancora appassionati degli edonistici Anni 80 (il 28% degli italiani riprenderà tendenze che da lì arrivano) mentre sembra definitivamente conclusa l'abusatissima era dei primi anni Novanta, con l'apoteosi della celebrazione grunge (rimpianto dal 22%). La voglia di spostare lo sguardo verso un futuro privo di nostalgie, contraddistingue invece il 12%. Stampe? Al netto delle critiche di Miranda Priestly, che trovava il "floreale per la primavera? Avanguardia pura", le stampe a fiori vincono a mani basse, con il 34% seguiti da fantasie astratte e le righe navy (27%). Più dichiaratamente invernale, e quindi meno desiderata, la stampa animalier (al 13%). Una rinnovata attenzione che, pare, si carica d'entusiasmo anche per settembre quando molti, rientrando da un eterno smartworking, torneranno nei loro uffici con un 36% di intervistati che afferma di voler dedicare molto più tempo al proprio guardaroba da lavoro: ora che abbiamo compreso quanto sia preziosa ogni occasione di uscire di casa, anche alla scrivania, si suppone, sfoggeremo outfit degni delle passerelle.

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