Aprite quella porta, e meravigliatevi

Giovanni Raspini inaugura a Monte San Savino il suo nuovo atelier creativo, il Palazzo dei Topi d’Argento, un biglietto A+R nel passato, presente e futuro (soprattutto) del casato toscano.

ROBERTO QUAGLI

“Ho cercato per anni un posto ove ‘sedimentarmi’ ed esporre le cose più belle fatte in cinquant’anni di carriera. Dove portare amici, clienti, giornalisti e visitatori per mostrare che ha ancora senso lavorare e produrre in Italia. Volevo porre le basi di un luogo che fosse allo stesso tempo atelier e laboratorio creativo, sede espositiva, bottega rinascimentale d'incontro e collaborazione, fucina per nuovi talenti”. Come un Virgilio che si muove fra cantiche preziose, Giovanni Raspini ci apre le porte del suo personalissimo Paradiso, ci guida fra i perimetri delle sue wunderkammer, ci conduce per mano fra le stanze delle meraviglie racchiuse dietro ogni serratura del Palazzo dei Topi d’Argento, il nuovo spazio e atelier creativo del designer (e alchimista di sogni à porter) toscano, inaugurato a Monte San Savino, nel cuore della Valdichiana. Un luogo che racconta una storia italiana di successo imprenditoriale e volontà di bellezza, un viaggio di andata e ritorno nella favola da case study del casato devoto al gioiello, fra passato, presente e futuro, soprattutto il futuro.

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La Stanza dei Velluti al Palazzo dei Topi d’Argento
Courtesy Giovanni Raspini

Il Laboratorio di Scultura del Palazzo dei Topi d’Argento
Courtesy Giovanni Raspini

“Ho trovato casa per i molti gioielli e i manufatti progettati in questi anni. Essi, qui, sono stati ospitati in tante stanze delle meraviglie, ognuna con la propria identità, eppure tutte unite da un fil-rouge stilistico ben riconoscibile. Ecco la Stanza dei Topi d'Argento e la Stanza della Casa di Michelangelo, quest'ultima con una scultura in bronzo alta tre metri per la quale ho coordinato vari artefici di talento. Poi Dante ci guarda – opera realizzata in tandem con lo scatenato ultranovantenne Giancarlo Fulgenzi – o le collane di Gioielli da una wunderkammer, i teschi di Vanitas mundi, le madrepore argentee di Nautilus e la misteriosa King Kong suite. E ancora la Stanza dei Velluti, la Stanza dei Disegni e l'immaginifico Cabinet de Curiosités, in collaborazione con l'interior designer Andrei Dmitriev”, continua Giovanni Raspini, l’uomo che ha saldato insieme “idea, materia e lavoro” per dar vita al prezioso più inestimabile, un brand orgogliosamente Made in Italy, creazioni progettate con l'amore dell'artista e realizzate con la dedizione dell'artigiano.

La Stanza dei Bozzetti al Palazzo dei Topi d’Argento
Courtesy Giovanni Raspini
La Stanza dei Topi d’Argento
Courtesy Giovanni Raspini

Dopo l’acquisto e un attento restauro durato oltre due anni, che ha visto fra gli altri la collaborazione e direzione artistica dell’architetto Roberto Baciocchi, con l’apertura del Palazzo dei Topi d’Argento l’azienda toscana ha riportato alla luce quella che è stata la casa natia di Andrea Sansovino. “In questo palazzo aveva vissuto il grande architetto e scultore Andrea Sansovino, conosciuto in tutta Europa, aveva lavorato fino in Spagna e Portogallo, e naturalmente a Firenze e Roma. Così importante che la sua biografia era stata inserita dal Vasari nelle Vite. Eppure la grande e numerosa famiglia l’aveva lasciata al Monte, dove sempre ritornava e dove, dopo il Sacco di Roma del 1527, si era ritirato. Sansovino aveva una visione urbanistica e comunitaria della propria città, un borgo che pochi anni dopo si fregiò persino di un papa, nominato Giulio III”, spiega ancora Raspini.

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La King Kong Suite al Palazzo dei Topi d’Argento
Courtesy Giovanni Raspini

Il palazzo è un succedersi - in cinque piani e 25 stanze - di ambienti (e momenti), saloni affrescati, un cortile interno, ampie cantine d'epoca medievale e due terrazze panoramiche che raccontano la creatività del brand, mostrando una serie di pezzi unici, declinati in mostre ed esposizioni di gioielli, oggetti e manufatti. Un luogo che affonda le radici nel substrato etrusco e mostra la facciata cinquecentesca incorniciata da una piazza toscana, in altre parole, uno scrigno di tesori dove la preziosità degli oggetti risiede nella loro perfetta imperfezione, nella loro unicità creativa. “Il mio studio nel palazzo è una stanza belvedere, proprio su in cima, col soffitto a carena abbellito da fregi floreali e festoni di perle”, conclude Giovanni Raspini, emozionato, emozionante. “Da questo sovramondo ridiscendo giù nelle cantine, guardo le volte medievali, i capitelli e i fregi rinascimentali in arenaria del Laboratorio di scultura. Sento la presenza viva e l’eco del Sansovino”.

La Farmacia con Naturalia del Palazzo dei Topi d’Argento
Courtesy Giovanni Raspini

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