Niente, Millie Bobby Brown non è stata bambina neanche un giorno della sua vita?

Ai Golden Globes 2018, il look (molto) adulto della protagonista di Stranger Things riapre il caso bambini prodigio = outfit precoci?

Millie Bobby Brown ai Golden Globes e l'abito che fa scandalo
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Schiena nuda, chignon da manuale, tacco midi. Millie Bobby Brown compare sul red carpet dei Golden Globe 2018, mentre noi ci domandiamo dove sia finita la sua pubertà. Domanda amletica che non ci poniamo per la prima volta, sia chiaro. Lo avevamo già fatto quando, la 13enne protagonista di Stranger Things, si era presentata alla première della stagione numero due della serie Netflix da record in minidress di pelle nera, stiletto bianco e long bob molto (troppo?) sexy. Ce l’eravamo posta anche quando, durante l’intervista di Variety Actors On Actors, si era seduta sulla poltroncina grigia dello studio, pronta per spiegare, ai tubi catodici di mezzo mondo, cosa vuol dire essere una playmaker di Hollywood quando i tuoi coetanei hanno iniziato appena la seconda media. In quell’occasione, Undici, non indossava salopette ed epistassi da copione, “solo” un monospalla bianco, molto stretch (troppo?), come una baby sposa couture in coppia con una Rachel Wood in smoking maschile nero.

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Ear cuff luminosissimo by Repossi, eyeliner definitissimo e labbra nude by Kiehl's. Oggi, Millie Bobby Brown Golden Globes è la doppietta più cercata su qualsivoglia motore di ricerca perché, il Calvin Klein in seta nerissima con cui ha varcato la soglia del premio più nero di tutti i tempi (neri), è l’abito che per l’ennesima volta la consacra a bambina-non bambina di quest’epoca in diretta streaming, di non adolescente-con tutta l’aria da adolescente (inoltrata) di quest’era devota al dio di Los Gatos in California.

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Tredici anni e sentirseli cioè leggerli solo sul passaporto. Tredici anni, sugli schermi (grandi e piccoli) da 5, sui tabloid di mezzo ops tutto il mondo da 3, ovvero da quando il debutto con Stranger Things le ha fatto guadagnare l’epiteto di bambina prodigio di Hollywood. Epiteto che era toccato a Natalie Portman ai tempi di Léon 24 anni fa. Attributo che una baby Drew Barrymore si conquistava accanto ad ET, idem Macaulay Culkin sfuggendo ogni benedetto Natale dalla sua famiglia. Millie Bobby Brown titoli di coda come Lindsay Lohan o Miley Cyrus, in un andirivieni di rehab? No, i “progetti per il futuro”, il “lavoro da grande” dell’attrice dal cachet sottosopra sono un filino più pretenziosi: “Faccio solo il mio lavoro - lapidaria su Teen Vogue - provo a cambiare il mondo”.

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