L’abito di pizzo nero di Angelina Jolie da vedova siciliana è l’autogol di Angie

La Jolie sono mesi che prova a mostrare una “divisa” ben più positiva, eppure l’abito decretato il suo best look è…

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Perché dobbiamo ricordare Angelina Jolie oggi in modalità vedova siciliana quando ci sono stati anni in tenuta Lara Croft e, ultimamente, meravigliose forme di ri-abilitazione stilistica post divorzio da Brad Pitt? Perché dovremmo asserire che quella immortalata per i prossimi N anni al museo delle cere di Madame Tussauds a Nuova Delhi è la nuova Angelina Jolie post Brad Pitt? Perché la scelta dell’abito di pizzo nero sulla nuova statua di cera di Angelina Jolie è la scelta, hollywoodiana fino a midollo, di rendere in formato cera il cliché di Angelina Jolie morigerata diva con ben altri impegni rispetto al cinema. Se il suo abito di maglia bianco senza reggiseno ci aveva mostrato il lato più libero e onesto di Angie che celebra i suoi anni (42 e parliamone) il ritorno al nero su nero che più nero non si può è parecchio anacronistico.

Angie versione lady Siciliana nella nuova versione al museo delle cere di Nuova Delhi.
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Angelina Jolie suora laica per (non) professione è una vecchia lettura di Angelina, attrice che quando indossa un abito - sia il long dress nero agli Oscar 2012 con spacco così profondo da aver alimentato meme per 12 mesi, sia un plaid beige da sciùra degli Hamptons - vuole farci passare un messaggio ben più che stilistico. Finiti i tempi dei corsetti da coppia snobissima, lei e Brad Pitt hanno calcato più aree check-in che red carpet: sempre in aeroporto, sempre con i figli di Angelina Jolie al seguito spesso vestiti con più personalità dei genitori (Shiloh inarrivabile: a 8 anni scelse di vestirsi da maschio, e con che orgoglio). A lei, Angie, interessava solo sotterrare qualsiasi immagine dei provini 16enne in bikini (ps: Angelina Jolie in costume è manuale da anni 90 per chiunque fosse ancora in crush con quell’estetica).

Angie nella nuova versione bianco think positive (after Brad).
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La parabola stilistica di Angelina Jolie oggi è dunque più chiara che mai: e perché, allora, uno dei musei più frequentati al mondo, uno dei Madame Tussauds, (Louvre, spo-sta-ti) deve immortalare Angelina Jolie in cocktail dress nero con inserto di pizzo, capelli sciolti e nessun ombra di make-up (dopo aver ri-messo il rossetto rosso per parlare di coscienza sociale davanti all’assemblea dell’UNHCR)? Perché abbiamo bisogno di dipingere Angelina come una diva di 40 anni più matura, ingessarla nel suo periodo più bigio (amoroso e stilistico) e consacrarla alla Hollywood che fu quando poche settimane prima di questo stampo è apparsa in pigiama di seta bianca a dichiarare una serenità che manco il gossip becero della nuova fidanzata di Brad Pitt ha potuto alterare? Please: ridateci Angie.

Angie nella versione lady killer dalla gamba più lunga del mondo (e dei meme) agli Oscar 2012.
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