L'abito nero di Stefania Sandrelli è la prima cosa bella ai David di Donatello

La donna che ci ha sedotto e abbandonato (di fronte allo schermo), il corpo che avevamo tanto amato (e veneriamo ancora), la musa che resteremmo a guardare un giorno in più, è Stefania Sandrelli la regina degli Oscar italiani.

64. David Di Donatello - Red Carpet
Daniele VenturelliGetty Images

Magnetica, mitologica, marmorea, materna. Scriveremmo in maiuscolo questo refrain che riassume il cinema italiano, che dà origine al cinema italiano, che dichiara ancora aperta la campagna del cinema italiano con i cineasti amici-nemici d’oltralpe e che si traduce, in carne ed ossa, in una delle sue maggiori esponenti, Stefania Sandrelli oggi. L’Evelina di Livia Giampalmo, l’Anna Michelucci di Paolo Virzì, la Beatrice di Ettore Scola, leggere alla voce Stefania Sandrelli ieri per accorgersi che l’ideale di bellezza a cui aspiriamo è molto vicino al corpo morbido e alla frangia color caviale della ragazza classe 1946 di Viareggio, controllare la voce Stefania Sandrelli anni per renderci conto, una volta per tutte, che l’età anagrafica è un’opinione, scorrere le foto di Stefania Sandrelli da giovane e, poi, ai David di Donatello 2019 per imparare che la classe non si insegna nemmeno nelle migliori scuole di recitazione.

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Alla 64esima edizione degli Oscar italiani, alla cerimonia dei David di Donatello 2019 Stefania Sandrelli in abito nero lungo q.b., impalpabile q.b., scollato quanto basta per (di)mostrare quel corpo che avevamo tanto amato, che ci ha sedotti e abbandonati, che resteremmo a guardare un giorno in più. Sul palco della kermesse made in Italy, l’attrice 72enne ha condiviso standing ovation e l’ambita statuetta insieme ai colleghi protagonisti del film di Gabriele Muccino A casa tutti bene, in cui interpreta la matriarca di una famiglia sui generis. E ancora, protagonista del momento di commozione in ricordo del regista Bernardo Bertolucci, scomparso lo scorso 26 novembre, Stefania Sandrelli ora calca ancora le scene del premio dell’Accademia del Cinema Italiano per svelare il vincitore della migliore sceneggiatura originale, che quest'anno consacra il verismo di Matteo Garrone e il suo Dogman. Il make up naturale e luminoso, il taglio capelli medio e leggermente mosso, il collier-girocollo totem di bellezza, il sandalo caviale nudo e il velluto che avvolge ogni centimetro di quel corpo amato/cantato da Gino Paoli, Stefania Sandrelli oggi è l’ossimoro di una delle sue frasi più celebri: “Se io dovessi prendermi sul serio come seduttrice, mi metterei a ridere”.

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