Perché avremmo potuto leggere la storia di Elsa Hosk in un compendio del basket

L'angelo in pink di Victoria's Secret sognava il parquet e le canotte XXL, ma la (s)fortuna l'ha condotta in alto. Mooolto più in alto.

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Getty Images

Bionda e svedese, due canoni della bellezza, a prescindere. Elsa Hosk, supermodella nata a Bromma, nella contea di Stoccolma, parte già col piede giusto, nel pieno rispetto di quei criteri che fanno parte della carta d'identità di una top model. Si chiama, proprio per restare sui dati del documento di riconoscimento, Elsa Anna Sophie Hosk, è nata il 7 novembre del 1988 e ha misure che fanno sognare: 79-56-89. Ex giocatrice di pallacanestro, sport giocato a buoni livelli visto e considerato che fece parte della nazionale svedese, la Hosk cominciò per caso la sua attuale attività, grazie al papà Pal, che inviò alcune foto dei figli ad agenzie di moda locali. La bellezza, dunque, come canone riconosciuto, visto che oltre ai fratelli la Hosk si ritrova in famiglia un'altra modella da prima pagina, la cugina Alice, vincitrice fra le altre cose del programma televisivo Sweden's Next Top Model. Elsa dal canto suo apparve diciottenne in un video musicale (Who's That Girl) di un cantante svedese di origine curda, Darin, attualmente uno dei personaggi più in voga nel Paese scandinavo.

Le foto inviate dal papà diventano nel volgere di breve tempo un biglietto da visita esplosivo per la ragazza, che poco alla volta comincia a lavorare nel mondo della moda. Gli esordi di Elsa Hosk sono in passerella per Ungaro e Dolce&Gabbana, Alessandro Dell'Acqua e Guess, Blumarine, Carolina Herrera e Dior. Insomma, la scalata di Elsa Hosk ai vertici del mondo della moda appare come un crescendo rossiniano, e a seguire farà da testimonial anche per Oscar de la Renta, Levi's, Simonetta Ravizza, Guy Laroche, Thomas Tait. Insomma, un'ascesa per certi versi imprevedibile, ma con una famiglia capace di sfruttare al meglio l'immagine della ragazza che è anche comparsa in un videoclip di David Guetta e Justin Bieber.

Un'azienda di moda dietro l'altra, e poi le copertine delle riviste patinate, l'ascesa da top model di Elsa Hosk culmina con la chiamata di Victoria's Secret. Il telefono di casa Hosk squilla nel 2011, e da allora Elsa - che in quell'anno partecipa al fashion show del brand statunitense di abbigliamento femminile e di prodotti di bellezza - diventa punta di diamante dell'azienda, e nel contempo la maggiore esponente della linea Pink. Insomma, a 30 anni Elsa Hosk, ovvero l'ex giocatrice di basket che "da grande" avrebbe voluto fare la cestista, si ritrova sulla carta d'identità la dicitura di supermodella. Ma la Hosk non ha abbandonato il parquet, né lo sport. Continua ad andare sotto canestro nei ritagli di tempo e il SuperBowl, momento epico dello sport statunitense, nel 2016 l'ha fatta entrare nelle case di tutto il pianeta visto e considerato che è stata protagonista dello spot realizzato da Victoria's Secret per il Super Bowl, in cui viene ricreata una partita di football. Una partita nella quale le protagoniste erano, oltre a lei, anche Adriana Lima, Taylor Hill, Alessandra Ambrosio e Jasmine Tookes. Diventata nel frattempo anche testimonial di Bioterm, Elsa oltre a sfilare dedica il suo tempo a Fair Girls, un'associazione umanitaria che si occupa di fermare il traffico di esseri umani. Le bastò vedere un film sul tema, The Whistleblower, una pellicola che racconta il traffico di prostitute, per farle decidere di contribuire alla causa. Come ogni modella che si rispetti, è ovviamente una regina dei social. Inutile andare a far la conta dei follower, meglio raccontare un aneddoto. Pubblicò una foto osé, senza veli, coperta solo da un asciugamano, e scrisse semplicemente la frase “Niente da indossare...”. In poche ore le arrivarono 162 mila like.

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