Quel confetto di pelle pregiata che è la Lady Dior, la borsa preferita di Lady Diana

Come è nata, come è (ancora) realizzata una delle borse più legate a Diana e alla libertà dell'essere royal-contemporanea.

Può sembrare pasta di zucchero che viene plasmata sotto polpastrelli di seta. Può sembrare una sinfonia di trama e ordito. Può sembrare la creazione di un mobile, dettagliato, ardito, ricercato, vincente. Per secoli. La nascita della borsa Lady Dior è tutto questo. Una silhouette vincente per entrare nella blasonata definizione di iconic-bag, un savoir faire salito alle cronache fashioniste del made in France, una borsa che lega il suo nome alle celebs che l’hanno stretta tra le mani. Anche quando la celeb rimaneva lei, la co-protagonista di qualunque abito da red carpet, la borsa di Dior che più riassume savoir-fair parigino. La Lady Dior è uno scrigno quadrato, manico corto da mano, dettagli ton sur ton, impunture che sono state riprodotte su svariati pellami e tessuti. Il suo profilo rimane tra i più ambiti. Motivazione? Entrare nella classifica degli evergreen senza neppur dover partecipare ai gironi di selezione. E molto di tutto ciò ha a che fare con una foto di Lady Diana in sottoveste nera, un abito che avrebbe scandalizzato oggi la Royal Family e, all'epoca, entrò di diritto negli abiti da museo.

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Il motivo è semplice: la Lady Dior debutta il 25 settembre del 1995 tra le mani di Lady Diana, dono di Bernadette Chirac. Ci vogliono pochi scatti per far sì che dal suo nome/nomignolo, Chouchou, il nome ufficiale diventi Lady Dior. E se la borsa preferita da Lady Diana diventa un trofeo di stile minimal-chic, un patto siglato tra le due Rose (Francia e Inghilterra), il corso dell’icona borsa di Dior segue lidi non solo europei. Nel gennaio del 1996 la prima campagna pubblicitaria dedicata, il quadrato di pelle martellata con cura diviene una borsa da collezione, da ereditare dalle madri, da scovare nelle boutique di vintage parigino.

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Nelle sue, personalissime, epoche la Lady Dior trova supporting role nelle figure di Monica Bellucci, italianissima prestata agli arrondissement parigini, per poi diventare lo scettro discreto e über chic di Marion Cotillard, prima vera francese e condividere il set con la borsa chiave della maison. In una moda che ha ampiamente archiviato la tentazione streetwear anni Novanta per dedicarsi all’aspetto meno esplorato di quegli anni, il minimalismo couture, i 24 anni della Lady Dior sono un punto dove fermarsi a riflettere. Che sia il decennio più sottovalutato che abbiamo avuto?

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