La storia della borsa 30 Avenue Montaigne di Dior, tra luoghi culto, sogni ancestrali e una musa speciale

Come nasce la it-bag dell'Autunno 2019? Da un incrocio tra il cuore di Parigi e quello di Monsieur Christian...

“Una costruzione molto piccola, molto chiusa, modestamente all’altezza di un ambizioso sogno”. È il mattino del 16 dicembre 1946 e, con queste parole lievi come chiffon polvere, Christian Dior inaugura il suo hôtel particulier al numero 30 di avenue Montaigne a Parigi. Un salone delle grandi occasioni, uno studió privato, un rifugio primitivo sotto forma di atelier esclusivo “dalle proporzioni ridotte, dalla sobria eleganza, privo di una storia troppo imponente”. 30 Avenue Montaigne è il luogo attorno cui ruota il New Look dell’epoca, le 85 persone che formano la prima équipe Dior e gli amici stellati di Maison (dalla fatalissima Marlene Dietrich agli innamoratissimi Lauren Bacall Humphrey Bogart). Ma sono anche le coordinate di partenza che hanno ispirato Maria Grazia Chiuri nella creazione della nuova borsa Dior 30 Montaigne, lanciata in combo con l’omonima capsule continuativa che ha il volto/il corpo/l’empatia in 16:9 della musa di maison Jennifer Lawrence.

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Dai savoir-faire tradizionali alla scrittura di codici contemporanei del guardaroba Dior, dal tributo all’artigianato più sartoriale alla celebrazione della liberà espressività di ogni donna, non solo nella couture. Le premesse della collezione Dior 30 Avenue Montaigne per l’Autunno 2019 sono rimaste immutate da quando il sarto di Granville ha messo il primo piede sulla strada della révolution della moda degli anni Quaranta (e oltre). Dai cardigan cocoon carioca ai sandali con (s)collo (del piede) a V, dai bijoux-amuleto ai cappelli-tulipano e, ancora, mitzah in twill di seta dai mood esoterici ai denim dal fit maschile e, per questo, iper-femminile. Che siano sovversivi, come i ricami “au contraire” della t-shirt bianca icona di stagione, o meticolosi come quelli incisi sulla pattina della 30 Montaigne Bag, i punti cuciti insieme sugli accessori di Dior sono piccoli momenti di rêveries, così come li aveva immaginati Monsieur Christian disteso nel suo "scrigno di calore ed eleganza".

Christian Dior davanti all’ingresso di Avenue Montaigne, 30 nel 1948
Association Willy Maywald
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