La sapienza sartoriale di Charlène di Monaco, mossa da regina della scacchiera di Montecarlo

La principessa del principato paladina del minimalismo monegasco e di quel corpo che racconta la sua vita prima del titolo reale.

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A Montecarlo, dalla densità abitativa di un condominio del Tuscolano, nessuno può evitare di notare Charlène di Monaco nelle sue rare apparizioni pubbliche. Lo scacchiere del principato di Monaco è stretto e le sue nobili figuranti di stile si muovono regalmente per incontrarsi più raramente possibile. Diplomazia? Può darsi. Veleni non ne scorrono così tanti (almeno non più, e non quanto i presunti dei britannici) ed escluso il Ballo della Rosa, al quale persino la riservatissima Carolina non rinuncia praticamente mai, le principesse di Palazzo Grimaldi sono logisticamente spurie. Ma Charlène di Monaco, no. A lei piace assentarsi dall'evento benefico del principato e riapparire riapparire con coup-de-theatre couture all’appuntamento più pop del (suo) regno, il Grand Prix de Monaco, e al successivo gala al braccio del re Alberto II di Monaco. Che Charlène di Monaco i look li scelga con studiatissima intelligenza e intuizione sartoriale è un dato di fatto: dai simbolismi in blu agli abiti glitter supersexy, non c'è nulla di lasciato al caso. Che scelga di brillare di sontuosa discrezione quando non ci sono né Carolina, né la desaparecida Stephanie, né la nipote Charlotte Casiraghi principessa filosofa è la mossa della furbizia definitiva.

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Al gran premio di Montecarlo Charlène di Monaco ha presenziato con un paio di pantaloni rosa primavera, taglio dritto e piega affilata, e una maglia asimmetrica con collo alla coreana, senza maniche, fluida lungo il fianco fino al ginocchio, un dettaglio vezzoso in rosa più scuro sul lato più corto: la creazione di Akris scelta dalla ex nuotatrice sudafricana diventata consorte di un re ha sorpreso chiunque? No, la principessa ama il brand elvetico e ama che si notino quelle spalle da atleta più che definita. Il suo stile quasi rockeuse, lontana dallo stile parisienne tanto amato da un'icona di stile come Carolina di Monaco (e figlia Charlotte Casiraghi in scia), completamente opposto all’hippie chic della moglie di Andrea Casiraghi Tatiana Santo Domingo, nemmeno tangenziale al ladylike-sul-lago tanto caro a Beatrice Borromeo moglie di Pierre Casiraghi. Il suo ruolo nella scacchiera reale, Charlène Wittstock, l'ha trovato senza dare spallate politiche a nessuna delle madame monegasche. Per quanto siano proprio quelle spalle a volersi far notare con garbo e delizia.

Al Gala del Gran Premio, poi, la principessa Charlène di Monaco ha dato il vero meglio di sé osando un rosso d'autore. E indosso a lei il pericolosissimo satin color Ferrari (omaggio allo scomparso Niki Lauda?) firmato nuovamente Akris, con spalle (scoperte) all’americana e collo strategico è sembrato una colata liquida di rubino. Corredato da quei capelli biondi corti di Charlène di Monaco, versatili q.b. per adattarsi a tutto e sottolineati da due prodigiosi orecchini di zaffiri. Charlène, unica principessa consorte dello scacchiere monegasco, sa benissimo quali mosse (in)volontarie corteggiano la giusta attenzione del popolo. E la sua strategia couture politik è sempre sottilmente vincente.

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