Amelia Windsor in bikini chiama Meghan Markle (che non risponde)

È bastato un mini reportage su Instagram della rampolla di Buckingham Palace per farci desiderare un mini investimento digitale sul sito del brand di costumi eco sostenibili, eco chic, eco dinastico...

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Getty Images

Cos’hanno in comune una (giovane) donna nata con la responsabilità di onorare la Corona inglese e un (giovane) brand di costumi online nato con la responsabilità di onorare l’oceano? Hanno in comune il potere di (sof)fermare il nostro scroll su Instagram quotidiano di fronte alle immagini scattate sulle scogliere più belle del mondo. Dai bagnasciuga della riviera francese, i bikini di Talia Collins, ex stylist parigina votata al design di comfortwear sostenibile, ai lungomari turchi che fanno da sfondo alle foto di Amelia Windsor in bikini dalle palette rubate alla frutta esotica. Queste istantanee ci bastano (per il momento, almeno) a desiderare di mettere in valigia il due pezzi color mango insieme a una guida turistica scritta in francese e/o turco. Vuoi per l’ascendente positivo, molto positivo, che esercita su di noi la nipote della Regina Elisabetta, la rampolla della royal family che sta alla larga da Buckingham Palace ma si avvicina sempre più alle passerelle di ogni Fashion Week, vuoi per l’influenza virale, molto virale, che un brand di costumi di tendenza a-stagionale e a-generazionale esercita sui nostri portafogli in perenne spending review.

Realizzati a partire dagli scarti di plastica abbandonati sulle spiagge e mixati a tessuti completamente ecosostenibili, i bikini di Talia Collins sono i protagonisti dei mini reportage marini di Amelia Windsor su Instagram. “La mia collezione è dedicata a tutte le donne cui sta a cuore la provenienza dei vestiti che indossano”, scrive sul suo diario couture online la fashion designer francese. “Ma, soprattutto, a tutte coloro che desiderano indossare un costume che duri per sempre”. Resistenti al cloro e con SPF50, i bikini basic della Collins sono anti macchia (da solari aggressivi, spray autoabbronzanti, oli per la pelle untuosissimi) e personalizzabili (vedi iniziali cifrate sul derrière di ogni costume). “In pochi sanno che l’industria tessile è la seconda a inquinare di più dopo quella petrolchimica, assurdo no???”, continua l’ex stylist. “Lavorando a strettissimo contatto con brand di ogni tipo, mi sono detta, perché non creare una linea di costumi moda che possano dare una seconda vita a tutto ciò che scartiamo ogni giorno? Sono sicura che moltissime donne seguiranno o inizieranno a seguire questa filosofia…”. In primis, Amelia Windsor. Seguita - scommettiamo, vista la sua passione per le sneakers consapevoli - da Meghan Markle, maestra della couture politik.

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