È uscito il primo film noir di Versace

Helena Christensen, Sarah Baker, una flûte di rosé mai di troppo e un'indagine al di sopra di ogni sospetto (couture).

Dear Donatella…”, inizia come la premessa di una lettera la fiaba nera che si racconta davanti a camini con parascintille imbevuti in oro in casa Versace, in occasione dell’arrivo della holiday season Natale 2019. Con un corto d’autore, firmato dall’artista e imprenditrice Sarah Baker, la maison della Medusa scrive per immagini una storia a metà tra saga suspence e cronaca couture, che riassume in un’epopea affollata di scandali in 58 secondi. Protagonisti del mini film sono torrenti di champagne rosé, sete purissime vellutate, broccati bucolici, patchwork animalier e, poi, loro, Angelina e the Baroness, interpretate dalla supermodella Helena Christensen e dalla stessa Baker. “Avevo praticamente perso tutto quello che avevo, quando…”, continua l’epistola scartata da Donatella Versace, guest editor di stagione della seconda edizione di Baroness, il magazine londinese fondato da Matthew Holroyd e Isabella Burlet che ha deciso di collaborare con la stilista in occasione delle Versace Christmas Holidays 2019.

Courtesy Photo / Versace

3, 2, 1, REC. Angelina, fondatrice e CEO della Narcissist Records, riceve una lettera anonima di ricatto e, non sapendo di chi potersi fidare e determinata a proteggere il suo impero economico, cerca aiuto dall’amica Baronessa, alias Helena Christensen. Insieme scoprono che Angelo, l’amante di Angelina, è il responsabile delle minacce. Prima che il tonfo del sipario chiuda la scena, la trama stravolge ogni prospettiva con cui avevamo immaginato l’epilogo di una fiaba ispirata a un romanzo rosa di Jackie Collins. “Sono entusiasta di collaborare con Sarah Baker per questo nuovo progetto: è un’artista visionaria e sa esattamente come rappresentare al meglio la donna Versace. I miei abiti sono disegnati per infondere forza a chi li indossa e allo stesso modo è stata concepita questa Holiday Saga”, spiega madame Donatella Versace, raccontando la scelta di una cinepresa in rosa per realizzare la pellicola che ha assorbito l’ideale iconico di femme fatale tanto da riuscirlo e poterlo personalizzare seguendo i codici (civili) di maison: il sostegno fra donne, la celebrazione della forza e complicità femminile, quella saudade che è un biglietto per gli anni Ottanta. Dove tutto (il glam) è possibile, anche farsi ammanettare con un paio di catene da polso 24 carati.

Courtesy Photo / Versace

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