Nella borsa di Doutzen Kroes si nascondono i manifesti sull'empowerment contemporaneo

In anteprima a Marieclaire.it, il video-racconto della supermodella olandese "spiata" prima dell'inizio della sfilata Dior Haute Couture 2020.

Dior: Front Row - Paris Fashion Week - Haute Couture Spring/Summer 2020
Victor BoykoGetty Images

Se Omero fosse ancora vivo, esattamente, a chi dedicherebbe i suoi poemi epici? Come descriverebbe le vesti delle donne parafrasate fra i versi? Che accezione metaforica darebbe a ognuna di esse? Indipendenza, sessualità, prosperità, potenza. Probabilmente avrebbero lo sguardo risoluto di Doutzen Kroes oggi, mentre falca le rue parigine che la conducono al giardino del museo Rodin, location dell’ultima sfilata Dior Haute Couture Primavera Estate 2020. Probabilmente queste donne tesserebbero e innalzerebbero stendardi con manifesti engagé ricamati su, proprio come quelli scelti da Maria Grazia Chiuri per trasformare il fashion show in una installazione a cielo aperto. E se le donne governassero il mondo? La terra sarà protetta? Ci sarà violenza? probabilmente le dee della letteratura contemporanea si interrogherebbero su questi grandi temi dell’attualità, di velo carta da zucchero e oro laminato vestite. O, almeno, così le ha immaginate la Maison di Avenue Montaigne durante la Settimana dell’Alta Moda di Parigi.

“Se fossi una Dea Greca sarei Afrodite, oltre l’amore e la sessualità, però, vorrei rappresentare l’indipendenza e la forza nel prendere decisioni”, racconta la super modella Doutzen Kroes borsa Dior à la main e combat boots alti sopra la caviglia, un’uniforme da eroina moderna rivista e corretta secondo i codici couture di Maria Grazia Chiuri. “Ogni donna è una supereroina, basta ricordarselo”, Doutzen Kroes ora nasconde una ciocca di capelli che assomigliano a dell’oro colato dietro le orecchie, risponde divertita al Dior Quiz dedicato alle dee dell'Antica Grecia, mentre una telecamera s’intrufola nella sua camera d’albergo per “spiare” i final touch pre-sfilata. “Sarà banale, lo so, ma giudico le persone per come sono dentro, mica per l’aspetto esteriore… Anche se, ho un piccolo feticcio per gli specchi da borsetta”, confessa mentre ne estrae uno dalla nuova borsa Dior 30 Montaigne, la prediletta it-bag in pelle cobalto per assistere allo show all’interno del museo parigino. "Mi sento una supereroina soprattutto quando devo consolare i miei amici, ho sempre un consiglio... e un piatto speciale da preparare per loro!".

Francois Durand / Dior Courtesy
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