Il colore nudo non esiste

Il color carne è sempre stato un argomento tabù anche sulle passerelle. Però negli anni alcuni designer hanno provato a interpretarlo, a capire se è possibile rendergli giustizia. Vedi alla voce "nuova collezione di Kim Kardashian Skims".

Skims, aka skin (pelle) più Kim (Kardashian). È il brand di intimo e lounge wear voluto dalla più in vista delle figlie di Kris Jenner, che pare non ne potesse più di cercare senza successo l’intimo perfetto, quello in grado di avvolgere tutte le sue forme. E perché non crearsene uno proprio? Fondato con il nome Kimono nel 2019, poi cambiato in Skims per via di una protesta da parte dei giapponesi con tanto di campagna social #KimOhNo, il marchio promette una linea di undergarments modellanti, in accordo con tutte le fisicità e taglie, dalla xxs alla 4xl, nelle colorazioni nero, bianco, marrone e nudo. Il 18 febbraio, su Instagram Kim Kardashian annuncia con una foto il lancio della collezione Naked, prevista per il 24 febbraio, con tanto di lista d’attesa. E c’è da scommetterci, andrà a ruba. O forse no. Perché il colore nude è molto difficile da portare; non funziona a livello estetico e bisogna essere veramente self confident per sceglierlo, anche quando è indossato sotto i vestiti. “La biancheria può essere di qualsiasi colore, tranne color carne.” Scrive l’architetto austriaco Adolf Loos nel suo saggio Parole nel Vuoto. E l’intellettuale ne aveva di frasi da scrivere, anche sulla moda.

Il color carne - il nudo - è sempre stato un argomento tabù. Anche sulle passerelle. Però negli anni alcuni designer hanno provato a interpretarlo, a capire se è possibile rendergli giustizia. Ma prima di arrivare a loro, basta pensare alle amate nonne che indossano da sempre le calze in queste nuance anche, e soprattutto, in estate. E se si vuole andare più in alto, nell’olimpo dell’aristocrazia, il protocollo della casa reale britannica è molto severo a riguardo: Kate Middleton e le altre altezze devono sempre indossare collant nude. L’unica eccezione che possono concedersi è la versione black. Ma solo in rarissimi casi. Maison Margiela propone sin dagli esordi una personale interpretazione del nude, focalizzando l’attenzione non tanto sull’aspetto fashion dell’argomento quanto sul concetto: il colore nudo non è quello della pelle, quindi, da brand provocatore quale è, lo enfatizza di proposito in tutti quegli indumenti che più degli altri stanno a contatto con il corpo, come i body, facendoli diventare talmente iconici da meritarsi un posto fisso nella collezione permanente. Assieme alle scarpe Tabi e alla Japanese Bag.

L’iconico Body nude di Maison Margiela
Courtesy Photo

Un’altra casa di moda che non disdegna affatto il nude è Rick Owens. Lo stilista statunitense, parigino d’adozione, lo sceglie di tanto in tanto per le maglie, gli abiti, dal taglio over o super aderente, e i pantaloni. Il 2019 è stato in assoluto l’anno del colore nudo nella moda. In tutte le sue sfumature e versioni. Riccardo Tisci lo propone per Burberry in quasi tutte le uscite della sfilata primavera-estate 2020. Gigi Hadid veste per Fendi un completo pantalone a vita alta, crop-top e borsa a tracolla, tutto giocato sulle nuance del nude. Per smorzare il look vengono abbinati dei sandali open toe con delle pennellate azzurre, come gli orecchini. E che dire di Max Mara. Lo storico brand italiano ne è così affezionato da mandare in passerella la top model Karen Elson in un abito, soprabito e décolletées dello stesso punto di nudo. Completo, tra l’altro, che potrebbe benissimo apprezzare Kim Kardashian. Magari indossando sotto un completo intimo della sua nuova collezione Skims.

Karen Elson, Max Mara Primavera Estate 2019
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