L'abito tagliato di Irina Shayk, la più camaleontica top model rimasta

Da Versace amazzone, da Etro antica, da Moschino beffarda: Irina, la top, Irina la vera.

Irina Shayk è una serie tv. La simbologia di Irina Shayk è una fashion week dentro la fashion week. Irina Shayk riesce a entrare e uscire dagli spazi di una passerella come se fosse una puntata di una serie tv: e necessita immediatamente l’episodio successivo. Durante la Milano Fashion Week Autunno Inverno 2020/2021 Irina Shayk è stata la più trasformista, camaleontica, evoluzione del concetto di top model nel 2020 dominato da influencer (le sorelle Hadid sono più influencer che modelle?). Il seno di Irina Shayk da Versace è l’ultimo episodio di binge watching nostrano: in una sfilata di modelle top, la signora Shaky guarda fisso il finale calcando la passerella con una freccia che attraversa il seno da parte a parte. Lei, che dopo la separazione da Bradley Cooper si è gettata nel lavoro come mai prima e ha indossato più volte simboli di questo tipo, con un tempismo da tabloid. L'ultimo long dress nero di Irina Shayk indossato da Versace è una freccia dietro l’altra, giù per tutto il corpo da milioni di euro (di contratti moda): un balcancino fasciato nella lamina argento (la stessa maglia della storica reunion delle top del Dream Team di qualche stagione fa), una sola falcata decisa, impassibile, e il cuore senza una goccia di sangue (mediatica).

Jacopo RauleGetty Images

Nella puntata precedente, poche ore prima, Irina Shayk era salita sulla passerella di Etro con un’attitudine diversa: prima in smoking nero e poi coat peluche per geli siberiani. Viso più disteso, falcata più indulgente e nessuna freccia a turbarle il cuore. Irina Shayk in camicia bianca accollata, chignon tirato da étoile, sguardo annegato nei flash dei fotografi: un robot instancabile con curve poetiche. In un maremagnum di nuove modelle e sorelle gemelle (nel business), Irina in pochi minuti riporta il mito delle top model/attrici il cui set è stato la passerella di Gianni Versace, Dolce&Gabbana, Giorgio Armani - non a caso all’Armani Silos la mostra dedicata a Peter Lindbergh celebra una grande parte della produzione del fotografo dedicata alle modelle di altri tempi, altri corpi, di cui Irina Shayk avrebbe potuto fare parte.

Victor VIRGILEGetty Images


Instancabile il giorno prima Irina Shayk aveva vestito anche i panni carnevaleschi di un set da pasticceria barocco-kitsch da Moschino: una gonna effetto stecche di balena e parrucca, maxi perle e sorriso beffardo. Forse, però, la migliore puntata da vedere di Irina Shayk Stagione 1 è quella in cui non sfila affatto. Ore 22, Londra, a fianco dell’amico fidato Riccardo Tisci che l’ha eletta musa di Burberry: indossava solo una camicia bianca, su gambe da airone (okay e micro shorts nascosto). Non sfilava eppure sapeva di essere sulla passerella che la riguarda di più: ha calato l'asso della camicia da uomo che non ha rubato dall'armadio di nessuno. Attrice da nomination, e non per un ruolo drammatico.

Neil Mockford / Ricky Vigil MGetty Images
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