Come vestirsi a 50 anni è una domanda che dovremmo farci anche ben prima dei 50 anni?

Lunghezze midi, accessori extra, stampe in dosaggio equilibrato, stile mannish: da Julianne Moore a Jane Fonda, chi sono le maestre dello stile fifities and fabolous, e quali sono i loro alleati (compresi, sì, i jeans e i pantaloni cropped).

jane fonda photo by ron galellaron galella collection via getty images
Ron GalellaGetty Images

"C'è un tempo per ogni cosa. A 50 accetti di non essere sempre the winner, a questa età conosci i tuoi difetti e le tue debolezze; ti accetti e accetti anche l'altro: sei un po' geisha, un po' amazzone". Così pontifica un'indiscussa guru dell'eleganza Inès de la Fressange e da qui partiamo per rispondere a una neo provocazione: come vestirsi a 50 anni è una domanda che dovremmo farci anche ben prima dei 50 anni? Se è vero che la signora in questione è di certo aiutata da un physique du rôle a cui, anche volendo, non si riescono a trovare difetti neanche ora che è arrivata a 62 primavere, le sue parole non risultano per questo meno universalmente applicabili a tutta la categoria femminile. Accettarsi, però non è da intendersi come una resa incondizionata agli anni passati e alle esperienze accumulate – e in effetti la vita il guardaroba di Inès smentiscono questa traduzione – quanto la capacità di farne tesoro, e valorizzarne peculiarità, gioire della maturità e lasciarsi alle spalle, con un liberatorio je m'en fous, i turbamenti e le ansie da prestazione, spesso inutili, delle 30enni e 40enni che si è state. Un'attitudine che si riflette anche nel guardaroba, che non può e non deve abdicare alla femminilità per scadere nell'osservanza di un rigore tout court – ma perché poi? – più adatto ad altre epoche storiche. Certo, servono attenzioni e giochi di equilibrismo più raffinati dei decenni precedenti, ma le lauree in matematica e geometria applicata, francamente, sono un'altra cosa. Un esempio? Il casual, che con i 50 esiste, ed è da promuovere, a patto di potenziarlo, e trasformarlo in casual chic. Sì ai jeans con t-shirt bianca, combine senza tempo e senza predominio esclusivo di 20 e 30enni. L'importante è che il denim abbia un taglio dritto, e sopra la t-shirt si indossi un blazer, da scegliere della silhouette che meglio valorizza il punto vita e le spalle.

Emmanuel Alt durante le sfilate di Londra in jeans, t-shirt bianca e blazer
Darren GerrishGetty Images

La dimostrazione livello, pro nella sua semplicità eppure capace di arrivare dritto al cuore di fashioniste e non, è quella di Emmanuelle Alt, 52enne direttrice di Vogue Paris. Non è difficile incontrarla per le capitali della moda, durante il tourbillon di eventi e sfilate, con denim e blazer, a cui abbina addirittura sneakers e, quando la necessità o l'umore lo richiede, uno stivaletto nero alla caviglia. Chi ha detto che l'essenziale è invisibile agli occhi forse non aveva fatto i conti con il minimalismo, molto visibile eppure capace di far colpo, che la francese Emmanuelle dispensa a piene mani. Certo, il riduzionismo in questo caso è di sostanza, ma ciò non vuol dire che, laddove la palette di colori da adottare navighi in un calmo mare di neutral con punte di blu notte e bianchi, non si possa movimentare il tutto con accessori vistosi. Un contro canto gioioso all'eleganza pacificata del resto dell'outfit, il consiglio è puntare su un accessorio e renderlo protagonista: occhiali con montatura da diva, borse mignon ma dai dettagli di carattere, scarpe in cromie flash e glitter. Altro mito da sfatare, è quello che riguarda le stampe: il divieto a indossarle è mortificante, e di una validità mai dimostrata. Floreali, leziose, persino leopardate. Si può fare, e Jane Fonda lo faceva già nel 1989, quando aveva da poco passato la boa dei 50. L'importante è non adottarle all-over, ma declinarle su un solo pezzo, che sia la blusa, come nel caso di Hanoi Jane.

Jane Fonda a Cannes nel 1989 con una camicia a stampa floreale
Pool ARNAL/GARCIA/URLIGetty Images

Divise spesso tra una carriera che richiede un certo grado di formalismi e attitude executive – e gli impegni della vita personale – le cinquantenni possono fare affidamento sul look maschile, che, va detto, sanno maneggiare per maturità molto meglio delle trentenni, raramente così nonchalant con blazer maschili e pantaloni sartoriali. La lezione in questo caso arriva da Cate Blanchett, che raggiungerà la boa dei 50 questo maggio: invece del solito abito lungo richiesto dalle occasioni formali, via di smoking in velluto – altra consistenza avvolgente e matura, complessa e raffinata, che alle cinquantenni sta benissimo – con revers a scialle, da indossare con dolcevita in cashmere.

Cate Blanchett a novembre 2019, a un evento a Londra in smoking con revers a scialle
Neil MockfordGetty Images

Per le riunioni di lavoro, invece, ma anche per gli aperitivi del weekend, si può osare anche adottando un trend che alle millennial piace molto, quello delle culottes: l'imperativo però è dimenticare le varianti iper-casual e rubate allo street style delle 20enni più eccentriche, e farlo con motivi rubati dall'armadio di lui (gessati, principe di Galles, pied-de-poule) e abbinarlo al blazer, uno dei più fidati alleati delle cinquantenni come Uma Thurman, altra new entry nel club "fifties and fabolous", che completa il tutto con dei sandali con laccio alla caviglia e cappotto-vestaglia dai volumi scivolati.

Uma Thurman con pantaloni cropped in micro check a Parigi, durante la fashion week
Marc PiaseckiGetty Images

Altro insospettabile alleato è il pantapalazzo, la cui vita alta slancia e regala centimetri in più, mascherando in maniera strategica le gambe. Lo sa benissimo Julianne Moore, (59 primavere portate con sopraffina raffinatezza) che li sceglie con piega centrale e cropped, insieme a una leziosa camicia in impalpabile seta con ruches.

Julianne Moore per le strade di New York
Raymond HallGetty Images

E le lunghezze? Necessariamente midi, anche quando le gambe non temono il confronto. Questo non vuol dire arrendersi alla tristezza di certi gonnelloni folk che non esalterebbero neanche la più spumeggiante cinquantenne, ma optare per varianti dotate di uguale carattere, e che però coprano il ginocchio, da indossare dalla mattina alla sera. La variante più contemporanea è sicuramente quella di Stella McCartney, che ha 48 anni, ma si muove in anticipo adottando gonne in pelle – ovviamente eco – con volumi ad A sopra la quale indossare una semplice t-shirt bianca. A completare sandali a punta con spacco profondo, dalle vibrazioni che rimandano ai primi 2000. Quindi, siamo sicure che questi non siano altro che look papabili per 50enni di classe quanto primi investimenti e accorgimenti per chi è nell'are(n)a dei 30/40?

Stella McCartney in gonna in eco-pelle e t-shirt a Londra
David M. BenettGetty Images

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