Storia degli orecchini di perle di Maria Callas, in questa cartolina di un'estate barocca

Indossati negli anni'50 a Venezia diventano presto un'icona, come la Divina cantante lirica, che negli anni ne fa una vera e propria collezione.

orecchini pendenti di perle maria callas
Archivio Cameraphoto EpocheGetty Images

Venezia, estate del 1950. Al Lido, la ventisettenne Maria Callas prende il sole indossando degli orecchini pendenti di perle, un costume da bagno con stampa floreale, mentre legge il giornale. Una descrizione apparentemente comune se non fosse che dietro quell'aria giovane e rilassata, quel look della bella stagione italiana, ci sia la più grande ed elegante cantante lirica di tutti i tempi. Nata negli Stati Uniti d’America nel 1923, di origini greche, la Divina, come viene soprannominata durante gli anni felici della sua carriera, è amante dell’Arte, in ogni sua declinazione. Dall'opera al cinema fino alla gioielleria, non fa alcuna differenza tra i medium artistici. Recita per l'amico Pier Paolo Pasolini e al contempo veste creazioni orafe realizzate per lei dalle maison di haute joaillerie internazionali, come Swarovski, Harry Winston e Van Cleef and Arpels. Sul palcoscenico, mentre recita tra un set cinematografico e l'altro o al mare, come in questa cartolina d'epoca, in un momento di relax. E in quell'occasione ne ha tutto il diritto dato che dall’estate del 1950 al suo tormentato debutto alla Scala di Milano passa nemmeno un anno. Per la cronaca: la sua prima performance nel teatro milanese è l’Aida di Giuseppe Verdi, in sostituzione di un altro grande soprano, Renata Tebaldi. L’accoglienza fu piuttosto tiepida, ma si riprese alla grande con la Medea nel 1953. Iniziano così quelli che le biografie su Callas definiscono gli Anni d’Oro della cantante, futura amante di Onassis, imprenditore che di gioielli in generale e orecchini pendenti di perle in particolare se ne intende forse come pochi.

Maria Callas con una parure di perle, sua grande passione
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Callas incontra il tycoon greco proprio a Venezia, nel 1957 nel famoso e iconico Hotel Danieli, durante una festa. E chissà se in quell’occasione Maria Callas, nata Anna Maria Cecilia Sofia Kalos, perde già la testa per il futuro secondo marito di Jackie Kennedy oppure si chiede solamente chi è quell’uomo importante che porta il nome di un filosofo, Aristotele, niente meno. È proprio lui, infatti, per tutta la durata della loro relazione, a donarle i gioielli più opulenti. Sicuro è che questi semplici pendenti in perle di Maria Callas sono stati sostituiti da diamanti, rubini, smeraldi e metalli preziosi. E ciò nonostante dal 1958 fino all’inizio della gloriosa tournée con Giuseppe Distefano, tenore siciliano di fama mondiale, la carriera della Callas subisce un declino inarrestabile. L’ultimo spettacolo del duo si tiene in quel di Sapporo in Giappone nel 1974, dopo appena un anno l’inizio dell’avventura. La Casta Diva, dal testo della Norma di Vincenzo Bellini, una, si dice, delle migliori interpretazioni di Maria, muore a Parigi tre anni dopo, sembra, per un arresto cardiaco anche se i più vicini alla cantante credono invece alla versione del suicidio, vista la forte depressione dell'ultimo periodo cercata di curare con antidepressivi. Dopo la scomparsa della Divina, sono venuti alla luce alcuni misteri. Tra questi, la perdita inspiegabile di molti suoi gioielli: alcuni collier e svariati orecchini come un paio in brillanti e rubini.

Maria Callas indossa una collana con quattro fili di perle
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E se tra questi monili ci fossero anche quelli in perle indossati da una giovane Callas al Lido di Venezia? Chi può dirlo. Del resto la passione dell'interprete per il mondo del gioiello e quello delle perle (di ogni tipo e colore) è ben nota. Negli anni, infatti, ne costruisce una collezione notevole, tanto da apparire in innumerevoli mostre, molte in Italia, suo paese d'adozione, tra Milano, Verona e Venezia. Lì, nelle teche compaiono i Vespri siciliani, una coppia di orecchini, e il Nabucco una spilla. Esattamente, la cantante è abituata a dare un nome ai suoi preziosi e li chiama come le opere liriche a lei più care. “Casta Diva, che inargenti queste sacre antiche piante, a noi volgi il bel sembiante…”.

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