Rania di Giordania a Sanremo 2010, l'abito nero da sogno di un #tb regale

La 60esima edizione del Festival della Canzone Italiana si aggiudicò un primato che non era riuscito a nessuno: portare una regina sul palco dell'Ariston.

La sera del 17 febbraio 2010 il teatro Ariston di Sanremo è strapieno di spettatori in sala, e di giornalisti e fotografi attraverso i quali, anche nel backstage, si devono fare strada i numerosi membri dello staff. La frenesia è normale a Sanremo, nei giorni della kermesse canora, persino nelle strade dal mattino al tramonto. Ma quel mercoledì l’agitazione è alta perché sta arrivando Rania di Giordania ed è la prima volta che una regina si presta a salire su quel palco. Ironia della sorte, fra i concorrenti di quell’edizione c’è anche Emanuele Filiberto di Savoia, che senza il referendum del 1946 che ha abolito la monarchia in Italia ora ne sarebbe il re. Ma a questa curiosità non sta pensando nessuno, e dietro le quinte del palco ci si dà da fare per accogliere nel modo più dignitoso possibile Queen Rania che non è solo una regina ma anche una donna che incute una certa soggezione perché colta, intelligente, e anche molto, molto bella.

Rania di Giordania fa il suo ingresso al teatro Ariston di Sanremo
Getty Images

Il momento magico arriva alle 22:10, quando la regina della Giordania, moglie di re Abdullah II, viene accolta sul palco da Antonella Clerici. Un colpo al cuore: l’abito che indossa è un Armani Privé, e addosso a lei è la sintesi perfetta di eleganza e audacia. È nero con dettagli bianchi, lungo alla caviglia. Dalla spalla sinistra si irradia fino ai piedi uno strascico in velo che rende omaggio alla fluidità dei capi delle donne mediorientali. L’effetto boom è affidato allo scollo senza spalline interrotto da una fascia che è anche l’apice della mantellina. La regina ha uno stilista preferito, il giordano-palestinese Hama Hinnawi, da cui si lascia creare i look nei tessuti beduini locali che veste soprattutto nelle occasioni ufficiali in patria, ma in questa occasione ha preferito rendere omaggio al made in Italy. Come da rito, rende omaggio anche alla musica italiana: “è meravigliosa, come non potrebbe esserlo, vista la musicalità della vostra lingua?”, ha detto ad Antonella Clerici, “O sole mio, interpretata da Andrea Bocelli mi evoca tanti dolci ricordi dell’Italia e contiene l’essenza del vostro meraviglioso Paese: la bellezza della terra, del mare e del delizioso cibo italiano”.

Rania di Giordania insieme a Antonella Clerici
Getty Images

L’anno prima Rania aveva fondato 1Goal: Education for All, l’iniziativa con cui ha promosso l’istruzione anche nelle classi sociali più disagiate, con l’aiuto del più grandi calciatori internazionali come ambassador. La scelta dei calciatori era legata alla Coppa del Mondo di Calcio, che quell’anno si teneva in Sud Africa: "Ho viaggiato in tutto il mondo e l’appello che ho raccolto ovunque dai bimbi che ho incontrato è stato sempre lo stesso: mandateci a scuola. Non vogliono elemosina ma istruzione”, racconta sul palco. Per prestare fede al suo impegno e cercare di raggiungere l’obiettivo di scolarizzare 72 milioni di bambini in Africa, rendendolo noto in tutto il mondo, Rania ha accettato di buon grado un’ospitalità come quella del Festival di Sanremo 2010, dove ha parlato anche della sua vita di tutti i giorni, e ha lodato l’unita delle famiglie italiane e il culto dell’ospitalità. Poi, la sua uscita di scena camminando sui tacchi 12 come se fossero sneakers. E il giorno dopo, la stampa innamorata di lei che la incorona ancora regina. Di eleganza, ma anche di Sanremo.

This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Sanremo 2021