L'abito turchese di Carolina di Monaco nel suo ultimo ballo con Stefano Casiraghi

Una coppia bellissima e felice in una serata di gala, tutti gli occhi puntati su di loro, la sfortuna che incombe sui loro destini.

Montecarlo, 4 agosto 1989. Una coppia balla allacciata al centro della Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo. Hanno gli occhi socchiusi e le espressioni inebriate l’uno dalla vicinanza dell’altra. Sembrano due amanti segreti che sognano di trascorrere il resto della loro vita insieme. Invece sono Carolina di Monaco e Stefano Casiraghi e sanno già - credono -, che la loro vita trascorrerà insieme davvero perché si sono sposati sei anni prima, hanno tre splendidi figli e niente e glielo impedirà perché lo ha detto anche l’officiante alle loro nozze civili – la Sacra Rota non ha ancora annullato il primo matrimonio di lei – finché morte non vi separi.

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Si può essere disinteressati alle storie delle famiglie reali, o a quelle di tutti i personaggi famosi che non abbiamo mai conosciuto di persona. Ma non si può restate insensibili alla storia d’amore di Carolina di Monaco e Stefano Casiraghi, dolce e tragica come un dramma shakespeariano, o come il mito di Tristano e Isotta. Quando la morte li separò davvero il 3 ottobre del 1990 per un incidente durante una gara dei Campionati di off shore a Montecarlo in cui l'unica vittima fu Stefano, la principessa perse qualcosa di più di un marito. Stefano era bello, era il suo complice, era il padre perfetto e un uomo affidabile al quale il principe Ranieri stava riservando importanti incarichi finanziari nel principato perché aveva dimostrato di saperli portare avanti con precisione e determinazione. Forse, a entrambi capitava di pensare che errore del destino sarebbe stato non incontrarsi, quando invece erano nati per stare insieme. Un’unione così miracolosa che quando il principe Ranieri incontrò i genitori di Stefano, aveva una tale timore che qualcosa andasse storto da trovarsi a spiegare che sua figlia era una brava ragazza e non dovevano badare ai sui ingenui scivoloni sentimentali, dal playboy Philippe Junot al tennista Guillermo Vilas.

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Quella sera d’agosto, abbracciati a tempo di musica lentissima, Carolina e Stefano erano al Gran Ballo della Croce Rossa, l’evento mondano di beneficenza più prestigioso del mondo. Per quella serata di magia, Carolina si è vestita di turchese e oro da capo a piedi. L’abito in taffetà e voile, lungo fino ai piedi, aveva un corpetto a cuore ricamato con fili d’oro che le lascia scoperte le spalle, trattenuto al collo da due fasce. La pettinatura raccolta è un tripudio di forcine gioiello, gli orecchini in turchese puro sono importanti, ma non esagerati. Le slingback di satin azzurro, appuntite, sbucano appena dall’orlo. Stefano è in tight nero, il colletto inamidato e candido della camicia sale alto fino a metà collo, i polsini sigillati dai gemelli d'oro fanno capolino dalle maniche. Guardarli mentre ballano vale da solo il costoso prezzo del biglietto che hanno pagato gli ospiti, per essere lì. È il loro ultimo ballo insieme in pubblico. L’anno dopo, i riflettori si poseranno sul principe Alberto e la sorella Stefania, in una sorta di equa distribuzione delle attenzioni dei sudditi. Per Carolina e Stefano ci saranno altre occasioni di immortalarli, pensano i fotografi. Lo pensano anche loro due, sempre insieme “finché morte non ci separi”.

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