L'abito da sposa della principessa Margaret che ispirò l'abito di Kate Middleton

Molte spose ancora oggi non sanno che il vestito indossato nel 1960 dalla contessa di Snowdon ha ispirato centinaia di modelli, persino quello di Kate.

Sono passati più di 60 anni da quando è stato confezionato l’abito da sposa della principessa Margaret, contessa di Snowdon, per il suo matrimonio con Antony Armstrong-Jones del 6 maggio 1960. Dopo così tanto tempo, in pochi sanno che questo è stato uno degli abiti più imitati della storia e lo è ancora oggi, anche se a volte le spose più giovani non sanno che quel modello che stanno scegliendo è ispirato proprio alle nozze della Principessa Reale. Un abito da favola, come si dice sempre. Ma neanche nelle favole, nascere in una famiglia reale è necessariamente la più grande delle fortune e la principessa Margaret, la ribelle di Buckingham Palace, lo aveva imparato sin da giovanissima. La sorella minore della regina Elisabetta II non era stata maledetta da una strega, né era finita succube di qualche matrigna invidiosa o aveva dovuto barattare la voce con le gambe come la Sirenetta. Semplicemente, Margaret viveva nel limbo dei “secondi in linea di successione”, quelli per cui gli obblighi, alla fine dei conti, possono superare i vantaggi, e fra questi obblighi Margaret aveva quello di obbedire a Elisabetta quando questa esprimeva la formula “non te lo sto chiedendo come sorella, ma come tua regina”, cosa che le capiterà di sperimentare, ad esempio, quando dovrà interrompere un viaggio privato con il marito negli Usa per svolgere una missione ufficiale alla Casa Bianca. Ancora nubile, però, c’era stata un’altra occasione in cui Margaret aveva dovuto prendere ordini dalla sorella maggiore, anche se questa lo aveva fatto a malincuore.

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Il 1953 era un anno complicato per i reali. Il 24 marzo era morta la regina Mary di Teck, moglie di Giorgio V, e il 2 giugno si sarebbe tenuta l’incoronazione di Elisabetta. Nel mezzo, Margaret si presentò da sua sorella per annunciarle che aveva accettato la proposta di matrimonio di Peter Townsend, un fedelissimo ufficiale della British Royal Air Force più grande di lei di 15 anni. In base al Royal Marriages Act del 1772, Margaret avrebbe potuto accettare la proposta solo dopo il consenso della regina, che lei dava per scontato. Frustrata dalla posizione secondaria rispetto a Elisabetta, la principessa era certa che la sorella le avrebbe sempre accordato tutto per consolarla e in parte era vero. Ma Townsed era divorziato e la chiesa d’Inghilterra non approvava i matrimoni dei reali con i divorziati. Per cercare di trovare una soluzione, la regina chiese a Margaret di attendere un anno prima di ufficializzare il fidanzamento e di mantenere segreta la relazione, il tempo di lasciarla insediare nel suo ruolo e di fare un tour dei paesi del Commonwealth. Quel matrimonio non si fece mai, la notizia trapelata diede vita a critiche, illazioni, incidenti diplomatici e politici, per l’arcivescovo di Canterbury, il matrimonio della sorella della sovrana con un divorziato avrebbe messo in crisi la monarchia come aveva già fatto l’abdicazione di Edoardo VIII per Wallis Simpson. Margaret dovette rassegnarsi e rinunciare al suo grande amore.

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Cinque anni dopo, a un matrimonio, Margaret conobbe Antony Armstrong-Jones che scattava fotografie agli sposi. A posteriori sembra che ormai per la principessa, che a 22 anni aveva già incontrato l’uomo della sua vita senza potercela dividere, qualsiasi relazione sarebbe stata irrimediabilmente un ripiego, e anche se l’amore per quest’altro uomo era di una qualità inferiore al primo si incaponì di volerlo sposare. La regina dovette accordarglielo anche se le indagini che aveva fatto svolgere su di lui non la entusiasmavano, e la cerimonia fu fissata per il 6 maggio del 1960. A quel punto della sua vita Margaret aveva deciso di prendersi tutti i privilegi che le consentivano la sua posizione, a cominciare da una vita mondana interessante, ed era già diventata un simbolo di stile che declinava in tutte le soluzioni più chic per valorizzare i suoi 155 cm di altezza. Il matrimonio diventò per lei un’occasione particolare per celebrare l'amore per la moda attraverso l’abito che ancora oggi viene lodato per la semplicità e l’eleganza, ma la cui creazione non fu affatto semplice. A disegnarlo era stato Norman Hartnell, che al tempo era lo stilista di fiducia dei reali. Era composto da un corpetto che simulava una giacca, leggermente trasparente e con piccoli bottoni sui polsini delle maniche lunghe. La gonna, molto complessa, era voluminosa e vaporosa e aveva richiesto da sola l’impiego di 30 metri di tessuto. Era a ruota, ma sul retro aveva un piccolo strascico e il tutto era ricoperto da un velo di tulle bordato di raso. Hartnell evitò ogni tipo di ornamento sul vestito proprio per non appesantire la corporatura minuta della principessa, niente cristalli e perline, lasciando il compito di irradiare luccichii alla tiara di Poltimore. Era uno dei gioielli preferiti di Margaret, realizzato nel 1870 dal celebre gioiellier Garrard per la moglie del secondo barone Poltimore, tesoriere della regina Vittoria dal 1872 al 1874, e non faceva parte del tesoro della regina: Margaret l'aveva comprata a un’asta l’anno prima e non l’aveva ancora mai indossata. Una dimostrazione di quell’indipendenza che la principessa porterà avanti per tutta la vita, anche a costo di farsi del male. Quel look ha ispirato apertamente, nella famiglia reale, altri tre matrimoni. Quello di Serena Stanhope alle nozze con il figlio di Margaret, David Armstrong-Jones, nel 1993. Quello della figlia di Margaret, Lady Sarah Chatto, nel 1994. E non tutti hanno notato che anche nella semplicità dell'abito Alexander McQueen indossato da Kate Middleton per le nozze col principe William c'è un omaggio alla principessa. Oggi l'abito da sposa della principessa Margaret, scomparsa nel 2002, è conservato nella British Royal Collection di Kensington Palace a Londra, simbolo della sfortuna in amore di uno dei personaggi più carismatici e indomabili della royal family, in continua riscoperta.

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