La storia segreta dell'abito da sposa di Liz Taylor alle nozze made in Hollywood con Conrad Hilton jr

Il favoloso vestito per il primo matrimonio della diva dagli occhi viola era l'elemento chiave di una messinscena destinata a durare poco.

Lo sposo aveva 23 anni, la sposa appena 18. Giovani come erano, Elizabeth Taylor e Conrad "Nicky" Hilton all'altare sembravano i protagonisti di un libro di favole semplice da leggere e pieno di figure. Fuori dalla Chiesa Cattolica del Buon Pastore di Beverly Hills, il 6 maggio 1950, c'erano 3000 persone accorse per vedere l'abito da sposa delle nozze di Hollywood dell’anno. “Ecco la deliziosa Elizabeth Taylor che arriva accompagnata dal padre, attesa da una folla immensa, per andare in sposa al giovane Conrad Hilton Jr: lui è il rampollo della rinomata famiglia di hoteliers e uno dei partiti più ricchi d’America, lei la più amata teenager del momento”, diceva il cinegiornale dell’epoca che poi mostrava le immagini delle celebrità che prendevano posto in chiesa per la cerimonia. Quello fra Liz Taylor e il prozio di Paris Hilton era stato un fidanzamento precipitoso. I due ragazzi si erano conosciuti al nightclub Mocambo di Los Angeles nell'ottobre 1949. Liz Taylor aveva 17 anni ma era già una star con alle spalle diversi film di successo, fra cuiGran Premio, Il coraggio di Lassie e Piccole donne. Liz si era trasformata in una giovane donna dalle curve floride e la Metro Goldwyn Meyer, che la teneva sotto contratto, riteneva che un matrimonio avrebbe favorito la transizione artistica da bambina ad adulta. Conrad Hilton jr era detto “Nicky” per distinguerlo dall’omonimo padre fondatore della catena alberghiera. La madre e il padre avevano divorziato nel 1934, ma nel 1942 il padre si era risposato con l’attrice di origine ungherese Zsa Zsa Gabor. Quando lui e Liz si conobbero, nessuno sapeva che il ragazzo era già dipendente dal gioco d’azzardo e alcolici e nessuno immaginava che da adolescente avesse avuto una liaison segreta con la matrigna più grande di lui di solo 9 anni, una storia che Zsa Zsa Gabor confesserà solo nel 1969. Per tutti, Nicky Hilton era il ragazzo carino, ricchissimo, elegante, l’equivalente di un principe in un paese senza monarchia che ha sempre cercato idoli inavvicinabili da adorare. Per Liz non si trattava del primo fidanzamento. Era già stata legata al campione di football americano Glenn Davis e al milionario Bill Pawley, entrambi molto più grandi. Ma nessuno dei due si adattava all'immagine che la MGM voleva costruire intorno alla sua attrice più promettente. Presto quella cerimonia si trasformò in una messa in scena di cui i due sposi, incitati dai genitori ad andare all'altare, erano solo vagamente consapevoli. Nicky Hilton era rimasto colpito sinceramente da Liz e iniziò a corteggiarla. Intanto, proprio come tra famiglie aristocratiche, i genitori di Liz e la famiglia di Nicky trattavano i termini dell'unione e nel mezzo c’era la MGM che si poneva con lo stesso ruolo di sensale che la Corona britannica avrebbe tenuto per le nozze di un erede al trono. Quando gli accordi furono presi, la macchina si mise in moto. Durante quell’anno, la giovane Liz conseguì il diploma al liceo e girò il film Il padre della sposa in cui lei interpretava, appunto, la sposa. Tutto si incastrava perfettamente nell’ingranaggio promozionale della compagnia cinematografica. Tutto doveva essere perfetto, dal ricevimento al vestito. Soprattutto il vestito.

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Tutto venne organizzato come la scena di un film. L’anello di fidanzamento, un brillante da 4 carati incastonato in una vera di platino, costò alla famiglia del giovane ereditiere 10mila dollari, una cifra notevole per il tempo che corrisponde a circa 105mila dollari di oggi, ma che non avrebbe mantenuto a lungo il primato fra i leggendari gioielli di Liz. La MGM si sobbarcò tutta il resto: il ricevimento, l’allestimento della chiesa realizzato dagli scenografi dei suoi film, l’enorme torta, il vestito e persino il cachet di alcuni invitati. Molti anni dopo si scoprirà, infatti, che le damigelle della sposa non erano amiche della ragazza ma giovani comparse ingaggiate per tenerle il velo. Anche i quasi 700 invitati furono selezionati attentamente per occupare quanto più possibile le pagine dei rotocalchi: oltre ai facoltosi dirigenti di hotel e gli addetti ai lavori di Hollywood, c'era uno stuolo di star tra cui Gene Kelly, Ginger Rogers, Fred Astaire, Esther Williams e Spencer Tracy, protagonista de Il padre della sposa. Quando Liz Taylor uscì dalla limousine che l’aveva portata alla chiesa, i 3000 ammiratori si accalcarono per vederla. L’abito da sposa di Elizabeth Taylor doveva riassumere in tutti i suoi molti metri di stoffa l’idea di un matrimonio reale, per questo la MGM aveva incaricato della sua realizzazione la migliore delle sue costumiste Helen Rose, che sei anni dopo disegnerà anche l'abito da sposa di Grace Kelly.

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Il vestito del primo matrimonio di Elizabeth Taylor su cui hanno lavorato incessantemente quindici sarte agli ordini della costumista Rose, costato al tempo 3500 dollari, sarà il più sontuoso delle sue otto nozze. Era un grande bocciolo di raso avorio con un lunghissimo strascico, interamente decorato con perline sferiche e a seme. Le maniche erano lunghe e lo scollo a cuore era congiunto da un impalpabile tulle di seta al ricamo sul collo, lasciando scoperte le spalle. Dalla cima della testa scendevano dieci metri di tulle di seta tenuti fermi da un Juliet Cap, il fermacapelli che simula una tiara. Il girovita del corpetto, inizialmente da 55 cm, era stato stretto ulteriormente a 50 cm, il giorno prima, per enfatizzare la sagoma a clessidra della giovane attrice, ma rendendole praticamente impossibile mandare giù anche solo una tartina al party che si tenne al Bel Air Country Club, dopo la cerimonia. Mentre quell’abito meraviglioso faceva sognare le giovani americane sulle pagine delle riviste, in luna di miele Liz si rendeva già conto che quel giovane alcolizzato e manesco non somigliava neanche lontanamente all’idea di ragazzo d’oro che si era fatta di lui durante il corteggiamento. Trenta settimane più avanti Elizabeth chiese il divorzio. Pare che fosse rimasta subito incinta e che avesse perso il bambino per le botte prese dal marito ubriaco. Da quel momento l'attrice 19enne assunse il controllo della sua vita e non permise mai più a nessuno di prendere decisioni per lei. Conrad Hilton morirà 19 anni dopo quelle nozze da favola, stroncato dall’alcol a soli 42 anni. Il meraviglioso abito disegnato da Helen Rose per il matrimonio più artificioso della storia di Hollywood non andò perso. Passato di mano in mano, è stato messo all’asta nel 2013. Partito da una base di 50mila dollari, è stato conteso fra diversi aspiranti proprietari finché un misterioso ammiratore o ammiratrice della diva dagli occhi viola scomparsa due anni prima, se l’è aggiudicato per 188.175 dollari.

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