La favola dell'abito da sera con cui la Regina Elisabetta conquistò Parigi a 22 anni

Nel 1948 l'allora principessa trascorse in Francia una seconda luna di miele con il neomarito Filippo, e i loro look fecero furore.

Strizzare l'occhio agli usi e costumi del paese dove ci si reca in vista ufficiale è una forma di cortesia che le regine moderne come Elisabetta II, nate in epoche in cui il progresso consente di viaggiare con mezzi veloci, hanno sempre seguito. Colori vivi in oriente, accessori etnici in Africa. Ma quando una regina deve recarsi nella sofisticata Parigi, come si deve vestire per essere veramente elegante? La prima a porsi il problema è stata la regina Vittoria quando si recò in visita ufficiale da Napoleone III nell’agosto del 1855, e pare che in quell’occasione sperimentò per la prima volta il make-up sul viso e indossò un vestito un po' più scollato di quelli a cui era abituata. Quando la sua pronipote Elisabetta vi tornò era il maggio del 1948, appena 5 mesi dopo le nozze con il principe Filippo di Grecia e Danimarca. I membri della famiglia reale camminavano sulle nuvole. La pace regnava, la guerra era finita da ormai quasi tre anni, la ricostruzione del paese procedeva, re Giorgio VI non mostrava ancora i sintomi della malattia che lo avrebbe portato via il 6 febbraio 1952, tutto lasciava pensare che avrebbe regnato a lungo, amatissimo dai sudditi per la sua gentilezza. Ma soprattutto, la futura regina era già in attesa da quattro mesi del suo primo figlio, una notizia che non era stata ancora resa pubblica. Qualche segno di affaticamento che Elisabetta aveva dato nei primi tre mesi aveva sollevato dei dubbi sull'opportunità di far affrontare un viaggio ufficiale così importante all'erede al trono che portava in grembo a sua volta un altro erede. Ma a Parigi stava per inaugurarsi una grande mostra sulla vita britannica, qualcuno dei reali doveva essere presente e mandarne uno minore sarebbe stato deludente, in un momento i cui l'Europa ricostruiva i delicati legami fra Stato e Stato. Si era pensato subito alla coppia formata da Elisabetta e Filippo, giovani, di rango elevatissimo e di bella presenza. Quello sarebbe stata il primo viaggio ufficiale della principessa fuori da un paese del Commonwealth, che avrebbe largamente esplorato tre anni dopo con un grande tour e Re Giorgio VI, che cominciava a sospettare di non poter vivere a lungo, incoraggiava la figlia a sostituirlo il più spesso possibile. Per cui, nonostante la stampa francese inventò la voce di un complotto in corso per rapire la principessa 22enne, Elisabetta e Filippo partirono dotati di ulteriori misure di sicurezza. e cercarono di pensare solo a una cosa: si stavano recando insieme nella capitale più romantica del mondo.

La principessa Elisabetta lascia l’Eliseo il 14 maggio 1948 dopo la cena col presidente Vincent Auriol.
-Getty Images


La coppia salpò da Dover e attraversò la Manica su un traghetto notturno, fino a Dunkerque. Da lì presero un treno che venerdì 14 maggio 1948 finì la sua corsa alla Gare du Nord di Parigi. La principessa scese dal vagone con un cappotto grigio e un cappello bianco ornato di rose bianche e rosa, mentre Filippo indossava l'uniforme della marina. La giovane Elisabetta non aveva ancora a sua disposizione Angela Kelly. Quella che sarebbe diventata l'onnipotente direttrice del suo reparto guardaroba nei piani alti di Buckingham Palace, sarebbe nata solo nove anni dopo. Inoltre, la principessa e Filippo vivevano ancora a Clarence House e il loro armadio lo gestivano da soli. Elisabetta aveva però uno stilista di riferimento. Si chiamava Norman Hartnell e aveva disegnato il suo abito da sposa su indicazioni della regina madre, che ne aveva fatto il suo dressmaker ufficiale nel 1940. In questa occasione, Elisabetta chiese aiuto a lui per le mise da sera. Per i look da giorno, invece, la principessa si impegnò molto su un proposito: dimostrare ai parigini che le donne inglesi non indossano sempre e solo pesanti tessuti tweed. I francesi erano già allora una popolazione difficile da impressionare, ma nutrivano una certa simpatia per la principessa e il principe e a ogni loro apparizioni ufficiale durante il soggiorno la folla si accalcò per intravedere come si vestiva una londinese pura. Elisabetta indossò un abito blu polvere e il cappello con la veletta per ricevere la Légion d'honneur, colpì l'immaginazione sfoggiando una fusciacca rossa in vita per visitare l'Arco di Trionfo, e scelse un tailleur con gonna a trapezio e un cappello decorato con fiori seta per l'inaugurazione della mostra britannica, che si teneva al Palais Galliera. Poi tirò fuori dalla valigia i pezzi più impressive per gli eventi serali, e tutti avevano - è proprio il caso di dirlo - un filo conduttore: la seta. Per l'immancabile ricevimento all'Eliseo, Elisabetta indossò un abito lungo fino ai piedi costellato di ricami in perline e una giacca di volpe bianca (decenni prima della sua scelta fur free), mise in testa una delle sue tiare preferite, la Girls of Great Britain and Ireland, regalo di nozze della nonna Mary di Teck, e una collana di diamanti dono del governo del Sudafrica per il suo recente compleanno. Ma l'apparizione che le fece aggiudicare l'amore dei francesi la mise in scena il 16 aprile, l'ultimo sera a Parigi. Con un abito dal corpetto aderente e la lunga gonna svasata, tutto in satin, il suo tessuto preferito fino a quando l'incoronazione non la spingerà verso scelte più sobrie, e ancora la pelliccia bianca, e suo marito Filippo al fianco, bello come un attore di Hollywood uscì dal ristorante Tour d'Argent dove avevano cenato insieme. C'era il nugolo di paparazzi e l'auto che li attende per portarli allo Chez Carrère di Rue Pierre Charron, vicino agli Champs Elysées, uno dei locali notturni più chic e famosi del momento. Quella sera, Elisabetta era ancora principessa ma già la regina di Parigi, aveva vinto in stile e fierezza e ogni diva da lì in poi avrebbe dovuto competere sempre con quell'immagine, per farsi valere.

Elisabetta e Filippo escono dal ristorante Tour d’Argent di Parigi il 16 maggio 1948
-Getty Images
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