“Insomma, se non si fosse capito, siamo tre casini ma molto uniti” Belén, Cecilia e Jeremias Rodríguez

Cadere, rialzarsi, proteggersi, la storia dietro il brand dei fratelli Rodríguez.

HINNOMINATE

Ci sono una neo mamma (bis), un’imprenditrice dentro e fuori lo schermo di uno smartphone, un trentenne imprenditore dentro e fuori lo schermo di un televisore. Ci sono tre fratelli che si completano le frasi a vicenda, che non sai mai se stanno per scoppiare a ridere, commuoversi, prendersi in giro o lanciarsi frecciatine. Ci sono tre fratelli che si comportano semplicemente da fratelli, anche se spesso fuori da quegli schermi e da quelle tastiere capacitive il mondo non li considera proprio semplici. Belén Rodríguez, Cecilia Rodríguez, Jeremias Rodríguez non hanno bisogno di presentazioni didascaliche, i loro panni più o meno sporchi li abbiamo lavati insieme a loro, in diretta tv e Instagram, negli ultimi quindici anni. Più o meno da quando la maggiore dei tre, ha deciso che avrebbe monopolizzato lo showbiz italiano, prendendo poco meno che ventenne un volo di sola andata da Buenos Aires alle case (e cellulari) di ognuno di noi. Da lì, l’effetto domino sui suoi fratelli è stato agile. E altamente contaminante. Con il sarcasmo tipico di chi non ha ricevuto nulla gratis dalla vita (anzi, anche un bel po’ di porte in faccia), i fratelli Rodríguez hanno deciso di farseli in casa, i panni. Così, nel bel mezzo di una quarantena che ci ha costretti in casa, hanno lanciato HINNOMINATE brand di leisurewear (tute pandemiche incluse) completamente Made in Italy, dal debole per i cotoni biologici e le forme over, fluide, accoglienti, i colori a metà fra la linea di Kim Kardashian e quella di Justin Bieber, l’effetto shop online in tilt che non ha nulla da invidiare a Kim e Justin… Alla Milano Fashion Week di settembre 2021 hanno presentato la collezione Primavera Estate 2022, composta da un bouquet di look sporty (felpe, t-shirt, beanie, leggings e bomber) e da una inaspettata linea di completi tailoring, i power suits che il corso delle loro nuove vite adulte e imprenditoriali sembra suggerirgli.

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Come mai HINNOMINATE?
È stata un’idea di tutto lo staff, ci piacevano un sacco di altri nomi ma sono tutti già registrati, è un casino! Poi uno dei soci ha avuto questa idea, l’innominabile… Ci è piaciuto e abbiamo detto, dai sì, si chiamerà così!

C’è un innominabile nella tua vita?
Sì assolutamente sì, ma non te lo posso dire ovviamente.

È stato facile conciliare le vostre teste?
Belén: Sì perché siamo tre teste di cavolo ma molto uniti. Abbiamo mixato tutte le nostre idee e poi da lì sviluppare il progetto è stato facilissimo.
Cecilia: Dopo aver lanciato la nostra linea beachwear Me Fui, volevamo includere anche il nostro fratellino in un altro progetto, anche perché a lui quei bikini non stanno troppo bene! Abbiamo pensato a qualcosa che ci potesse rappresentare tutti e tre, così da non farlo ingelosire!
Jeremias: Io lo volevo fare da una vita ma vuoi mettere farlo con le mie sorelle che popolarità poteva avere? Sono furbo eh!
Belén: Fosse per lui non avrebbe postato niente, odia i social, non sa come gestirli, conta che si è anche cancellato da WhatsApp!

Vi siete spalleggiati spesso nella vita?
Belén: Jeremias ha raccolto da terra me e mia sorella più e più volte… Ci ha fatto da scudo, lo fa tuttora.
Jeremias: Eh sì, io nella vita ho avuto meno bisogno di loro
Cecilia: Ma stai zitto ma vaaaaa!
Belén: Insomma, se non si fosse capito, siamo tre casini ma molto uniti, tre pasticci uniti che fanno un pasticcione più grande.

Vi siete mai sentiti dire che non potevate fare qualcosa?
Sempre, ogni volta che facciamo qualcosa, ma non ci ha mai fermato nessuno, siamo sempre andati per la nostra strada.
Belén: quando ero piccolina prima di venire in Italia mi hanno detto “non puoi fare la modella”, non mi hanno accolto in agenzia a Buenos Aires, l’unica agenzia in tutta l’Argentina, perché ero “troppo formosa, troppo sexy”, sono tornata a casa in lacrime, ero una bambina, da qual momento in poi ho deciso che sarei partita per l’Italia per provare a farcela, e mi è andata bene.

Hai mai rivisto quella persona che ti aveva chiuso la porta in faccia?
Sì, ci ho pure parlato. È stata una soddisfazione enorme, mamma mia.

Coprirsi può essere un modo per scoprirsi meglio?
Sì, hai già fatto la frase, non c’è bisogno di una risposta. Secondo me più uno cresce più gli va di coprirsi, perché diventi più consapevole di altre cose. Qualche anno fa mi vestivo sempre scollata, oggi invece mi sento più a mio agio coperta ma con un pensiero in testa, e non scollata ma senza idee in testa. Penso sia il miglior modo per essere scoperti, con lo sguardo, gli occhi dicono mille cose.

Se la comodità fosse un momento, quale sarebbe?
Belén: La siesta sul divano. Io sono molto comodosa.
Jeremias: Io ancora devo capire cosa significa comodosa ma vabbè…
Belén: Tu sei comodoso! Sei un pantofolaio staresti sempre a casa a dormire.

Datevi un aggettivo a testa.
Cecilia: Io sono il manichino.
Belén: Io la determinazione.
Jeremias: Io la ricerca. Scherzi a parte, in questi ultimi due anni ho imparato un sacco su come si lancia un brand dalla A alla Z. Sai, a volte le persone famose dicono di aver creato un brand ma tanto per dire, perché ci mettono magari solo il nome e la faccia senza scegliere niente, e non è il nostro caso.

Cosa desiderate da questo inverno?
Vedere tutti con i vestiti HINNOMINATE e supportare il Made in Italy il più possibile.

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