Come scegliere la scarpa da sposa comoda…e iper-chic?

Consiglio di una wedding planner (doc): mai sopra i 10 (cm), mai con l'obiettivo di strafare (se no poi il vero party chi se lo gode?).

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L’abito bianco, voluminoso o a sirena, il pizzo, il lungo strascico, un diadema importante o il lungo velo che accarezza il suolo.... sono o non sono tutti preziosi elementi che ci hanno fatto sognare sin da bambine? Ma all’appello manca l’accessorio più prezioso. L’accessorio che ha il potere di trasformare una splendida sposa in una vera principessa: stiamo parlando della immancabile wedding shoe, in italiano, semplicemente, scarpa da sposa. Un denominatore comune ad ogni matrimonio che giocherà, insieme all’abito, un ruolo da assoluto protagonista il giorno delle nozze.

Nessuna donna rinuncerà mai ad investire in questo prezioso dettaglio per completare il proprio look, in vista di un’occasione così unica ed irripetibile! E, badate! Non ho utilizzato il termine “investire” a caso. La scarpa da sposa, infatti, diventa un vero e proprio investimento, duraturo nel tempo, sul quale vale davvero la pena spendere anche un pochino di più (anche perché sarà, forse, l’unico ricordo di questo giorno così memorabile ad essere realmente riutilizzabile anche in seguito).

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Che optiate, quindi, per un prodotto di nicchia, realizzato e cucito su misura da piccoli laboratori artigiani, piuttosto che preferiate affidarvi allo storico expertise di blasonati Premium Luxury Brands, specializzati in Bridal Shoes ad alto livello (come, ad esempio, Badgley Mischka, Renè Caovilla, Jimmy Choo, Manolo Blahnik, Christian Louboutin, Lory Blu e Valentino Garavani, potentissimi marchi internazionali, alcuni dei quali facilmente reperibili anche in Italia), acquistare un prodotto che sappia coniugare al meglio l’estetica alla funzionalità sarà l’obiettivo da perseguire nella ricerca della scarpa da sposa perfetta.

Questo gioiello così prezioso si ricopre, infatti, di funzionalità importantissime: sarà utile optare, quindi, per calzature di massima qualità, capaci di coniugare all’unisono eleganza, classe, bellezza, fascino, comodità, funzionalità e praticità.

Per tranquillizzare le spose meno avvezze alle vertiginose altitudini, è il caso di cominciare affermando che la scarpa, in generale, nasce come protezione funzionale per proteggere il piede e migliorare la postura dell’intera colonna vertebrale. Nel caso della scarpa da sposa, in particolare, abbiamo una calzatura pensata proprio per essere indossata per molte ore consecutive, indi per cui la comodità non è certo un fattore trascurabile e di conseguenza il consiglio sarà, appunto, quello di non superare i 10 cm di altezza.

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La scarpa da sposa deve vestire il piede a pennello: non deve battere in punta, non deve essere troppo stretta ma nemmeno troppo larga, deve slanciare la figura, senza compromettere, eccessivamente, la comodità del piede e dovrà brillare ed irradiare di luce ogni singolo passo della nostra incantevole sposa.

In quanto ai modelli di scarpa da sposa facilmente reperibili in commercio, possiamo risalire, principalmente, a cinque tipologie di scarpa da sposa e, in abbinamento, a sette possibili varianti di tacco.

Le cinque fogge di base da qui partono, poi, ad evolversi, tutti i modelli di wedding shoe che troviamo in commercio, sono riconducibili ai seguenti:Abbiamo la décolleté classica ed intramontabile (la odierna pump, così definita nelle altezze più vertiginose): scarpa da sposa per eccellenza che risulta essere un vero e proprio evergreen dello stile e della storia della moda.

  • Una variante della décolleté tradizionale è, invece, la cosiddetta open toe o peep toe, in italiano, semplicemente spuntata, che non è altro che una décolleté tradizionale con la punta spuntata o aperta.
  • Abbiamo, poi, la décolleté D’Orsay, un modello iper femminile e di rara diffusione (ritornato recentemente alla ribalta, imponendosi come un must have di questa PE 2018) che dona un’allure particolarmente sofisticata a chi la indossa.
  • Se alla nostra D’Orsay aggiungiamo un cinturino che cinge la caviglia, otteniamo, poi, la terza variante di scarpa da sposa, ovvero il sandalo chiuso.
  • Infine, l’ultima variante che annoveriamo nella nostra lista di modelli di scarpa da sposa più raffinati è la scarpa Chanel, elegante e sofisticata: si tratta di un modello di calzatura che si presenta come una scarpa chiusa in punta e aperta dietro, tipo sandalo, fermato con una semplice fascetta che passa poco sopra il tallone.
  • - Ho lasciato volutamente per ultimo il must have ideale per sdrammatizzare e coniugare allegria e comodità: per il dopo ricevimento anche la sposa più solenne è autorizzata al cambio scarpa, sostituendo le altezze più vertiginose con un comodissimo paio di All Star, realizzate appositamente per le Brides e per le “Brides to Be”, rigorosamente bianche ed arricchite con decorazioni, inserti e applicazioni come gemme lucenti, strass brillanti, pietre luccicanti e ruches in tulle, tutti elementi iconici, che donano un tocco glamour anche alla scarpa più semplice e sbarazzina, arricchendola, con personalità e classe, ed irradiando la sposa di luce! Non saranno, poi, dettagli da meno tutti quei tocchi di personalizzazione oggi permessi dai Brand più all’avanguardia del settore del Wedding, come le suole decorate con particolari scritte matrimoniali piuttosto che incisioni laser recanti il nome degli sposi, la data del matrimonio o, ancora, scritte come “I do” (il nostro “lo voglio”) celebre frase simbolo dei matrimoni di tutti i tempi.
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    • Ma se queste sono le linee che caratterizzano i diversi modelli di scarpa da sposa, abbiamo da scoprire ancora tutto il mondo dei tacchi che, uniti alle fogge appena viste, porteranno alla realizzazione degli infiniti modelli differenti acquistabili in commercio.
      • Per rendere ulteriormente eccezionali queste fogge di base infatti, abbiamo la possibilità di trovare in commercio tutti i modelli appena citati, declinati in varianti differenti a seconda della tipologia di tacco scelta per la calzatura, distinguibili per altezza e per forma.
      • I tacchi, infatti, possono seguire declinazioni differenti in relazione all’altezza ed alla linea.Tra i tacchi tendenzialmente alti, abbiamo: il tacco a spillo, un tacco sottilissimo che scende dritto dal tallone fino a terra; il tacco italiano, sottile quanto il tacco a spillo ma leggermente più sinuoso (il tacco italiano, infatti, è caratterizzato da una curvatura delicata che si crea subito sotto il tallone, accompagnandolo riprendendone la forma, per poi scendere dritto fino a terra) ed il tacco a campana, un tacco tendenzialmente più spesso e grossolano, che segue una linea riconducibile alla forma di una clessidra stilizzata.Tra i tacchi più bassi, invece, abbiamo: il tacco quadrato e, in alcuni casi, addirittura svasato, revival delle scarpe anni ’70 e tipico della moda del momento; il tacco a cono, facilmente reperibile in diverse altezze (dalla versione più bassa a quella più alta), caratterizzato da una forma conica piuttosto squadrata; il tacco cubano, di nuovo un tacco spesso e squadrato che, di solito, presenta un’altezza media ed infine il tacco a rocchetto, ispirato alla moda della belle époque francese del 1800, la cui foggia rievoca la versione bassa del tacco a campana, in quanto entrambi riprendono il concetto di clessidra.
      • Ora, visti i possibili modelli e viste le differenti tipologie di tacco, ci resta un’ultimo punto da trattare: il colore, tanto importante quanto la forma.
      • Anche per ciò che riguarda i colori da prediligere nella scelta della scarpa da sposa, spesso e volentieri le ultime tendenze fashion, si pronunciano a dovere: sempre più spesso vediamo proporre scarpe da sposa a contrasto con l’abito, scelte anche nelle declinazioni del blu e del rosso, come rimando alla tradizione matrimoniale di un tempo: secondo antiche usanze, tramandate dai nostri avi nei tempi, infatti, il giorno delle nozze la sposa avrebbe dovuto indossare, tra le altre, una cosa blu, a rappresentare la purezza dei sentimenti ed una cosa rossa, a rappresentare una viva passione duratura nel tempo (e da qui la scelta di utilizzare una scarpa rossa piuttosto che blu in perfetto contrasto con il candore dell’abito).
        • Un'altra usanza (che influenza la scelta del colore per il nostro accessorio) decisamente più recente e tipica delle attuali influenze internazionali che ruotano attorno al mondo del Wedding ( che vedono il tema del matrimonio come fulcro cardine di tutto l’evento) è quella di cercare il contrasto cromatico seguendo la base colori portante dell’evento; ciò significa acquistare la scarpa da sposa declinata in un colore che, in qualche modo, richiami, un particolare dell’evento (sia questo un fiore del bouquet della sposa, piuttosto che un colore particolarmente presente negli addobbi e negli allestimenti... etc). Tuttavia, per non rischiare di incappare in gravi errori di stile, il mio suggerimento personale, per essere impeccabili, resta quello di cercare, il più possibile, di rimanere pure ed eteree; per chi proprio non volesse rinunciare allo stacco di colore, piuttosto, suggerirei, al massimo, di puntare su colori delicati ed innocenti: sfumature declinate sui toni neutri e pastello per matrimoni svolti durante la bella stagione (panna, cipria, pescati impercettibili o, al massimo, azzurri ed impalpabili tiffany) e tendenti all’argento per matrimoni invernali.
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