Queste sneakers sono le più brutte del 2018 (e per questo hanno vinto tutto)?

Un brand danese ha realizzato (in sordina) una sneaker che ha molti difetti. Che piacciono MOLTISSIMO.

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ImaxtreeSzymon Brzoska

Si rincorrono, si sfidano a colpi di suole che potrebbero andare su Marte prima di Elon Musk. Rischiano il tuffo nel vuoto del dimenticatoio e invece arrivano negli scaffali virtuali per essere vendute con sagacia. Per diventare virali, claro. Dopo le sneakers di Balenciaga, dopo le Triple S per intenderci, nulla è stato più come prima. E questo 2018 si chiude con un vincitore silenzioso e ignorato: le sneakers di Ganni, le sneakers più brutte del 2018 dove la parola “brutto” è la traduzione letterale della parola “ugly”capitolo ergonomico gigante del business streetwear. Le sneakers dei saldi invernali 2019 sono dunque loro? Quelle che con suola “rollingait system” mixano le linee da scarpe da ginnastica ortopediche alle trame fluo/nere delle maison couture (che in fatto di sneakers hanno steso il mercato?).

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Il brand Ganni è una nuvola di certezze modaiola: non c’è abito lungo elegante in velluto quanto abito corto da prima comunione che non renda giustizia alle donne. Sia per i prezzi abbordabili sia per le lavorazioni che hanno portato questo atelier danese tra i brand più interessanti per la generazione Z (ma anche le Millennial hanno il clic facile online). Le sneakers più brutte saranno l’ariete che porterà Ganni nell’Olimpo dei virali? Le suole gommate, il passo pesante e il colore disturbante saranno il vero compromesso commerciale e virale del brand capace di oscurare anche il best seller, lo stivaletto basso da texana?

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