Fino a che momento dureranno le sneakers del momento?

Analisi couture della categoria “scarpe che tutti vogliono”, fra new entry da shift epocale e soliti noti impossibili da soppiantare (?).

Street Style: September 19 - Milan Fashion Week Spring/Summer 2020
Melodie JengGetty Images

Quand’è il momento di parlare di sneakers del momento? Quando iniziamo tutti a cercarle online mentre ancora stanno calcando ai piedi delle modelle su passerelle da Fashion Week oppure quando iniziamo a renderci conto che siamo gli unici rimasti a non averle (ancora) acquistate? E qual è, precisamente, il “momento” di cui si parla quando riconosciamo le scarpe che tutti vogliono in quel momento? Un momento storico, ad esempio, che ha fatto quasi da spartiacque couture è stata l’incoronazione di Daniel Lee a direttore creativo di Bottega Veneta poco meno di 365 giorni fa. A distanza di un anno, infatti, a suon di pelli tabacco e impunture azzurro polvere, la maison tricolore è entrata per la prima volta nella classifica dei brand più desiderati della piattaforma di ricerca di moda globale Lyst, guadagnando così 21 posizioni. Apripista della consacrazione di Lee sono i sandali di Bottega Veneta in nappa imbottita, e le sue 27 mila ricerche al mese effettuate durante lo scorso trimestre. Lo spazio dedicato i “soliti noti”, ovvero ai brand responsabili di quel sneakers che tutti vogliono di cui prima, sono ancora, sempre e comunque Adidas e Nike. Le ex scarpe da ginnastica rimangono la categoria di prodotto più desiderata e su cui si è più propensi a investire. Soprattutto se si tratta di trainers che fanno di cognome Adidas Continental 80 o Nike Air Jordan 1 Mid SE o, ancora, Ozweego di Adidas by Raf Simons. Mentre le prime, costantemente indossate/instagrammate da Kendall Jenner e Hailey Bieber si aggiudicano il terzo posto della classifica dei prodotti da donna più desiderati, le seconde conquistano invece la terza posizione della classifica dei prodotti da uomo più ricercati. Fun fact: un rarissimo paio di sneakers Nike è stato recentemente venduto all’asta da Sotheby’s per 437,5 mila dollari.

Mule in nappa trapuntata e suola quadrata Bottega Veneta
bottegaveneta.com

Dall’analisi del comportamento di oltre 9 milioni di utenti che ogni mese cercano e acquistano online capi e accessori, scegliendo tra più di 12 mila boutique online, la classifica 2019 di Lyst ha confermato il monopolio della moda italiana fra i brand moda più famosi della top 20, a partire da Off-White e Gucci - rispettivamente al primo e al terzo posto. Vuoi per l’arrivederci dalle scene couture di Virgil Abloh, annunciato il mese scorso come “una pausa dal lavoro a causa di problemi di salute”, vuoi per il rilevamento della maison da parte di Farfetch (per 657 milioni di dollari), la maison nata a Milano ha strappato la medaglia d’oro dal collo di Alessandro Michele. Per la prima volta al terzo posto fra i brand più desiderati del momento, Gucci ha appena annunciato l’assunzione di una nuova figura che trasformerà i concetti di inclusione e diversity in dati di fatto, e tessuti vinilici. Fra gli italiani nella rosa dei 20 anche Versace, Prada, Dolce & Gabbana, Fendi, Moschino e Valentino, che ha appena annunciato la location della prossima sfilata: Pechino.

Sneakers Nike Air Jordan 1 Mid SE
courtesy photo

Dalle ricerche incrociate Google-social media, brand following, statistiche di engagement e ricerca di parole chiave correlate, è inoltre emerso che oltre alle maison storiche, tanto per la presenza nelle classifiche di Lyst quanto in quella nella storia della moda, una frotta di new entry di astri nascenti sta accostando il proprio nome a quello delle categorie accessori che tutti vogliono. Lo sono gli abiti a fiori della serie one night in Capri di Reformation, le tute worker di Hudson Jeans, i denim con applicazioni urban di Amiri, i maglioni-nuvola di Mansur Gavriel e le mini borse Le Chiquito di Jacquemus (con 12,5 mila ricerche al mese). Del 131 per cento è stato, infatti, l’aumento annuale della richiesta degli accessori e capi dell’impero provenzale di Simon Porte. Subito seguito da un nome che di “novellino” ha solo la generazione che inizia a studiarlo all’università. Menzionato da Lyst Index per la prima volta questo trimestre, Paco Rabanne è il responsabile di migliaia di ricerche online devote al culto della borsa 1969, la it-bag a spalla, costruita a mo' di refrain di anelli metallici. Che, come catene couture, ci impediscono di desiderare altro.

Sneakers Ozweego di adidas e Raf Simons
ssense.com
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