Come spiegare a una 30enne il passo della Swinging London con questi stivaletti René Caovilla

I quattro centimetri più regali e rivoluzionari della storia della couture, la storia degli it-boots LadyPerla in un compendio couture.

697, 1216, 1928. Nascita dell’impero bizantino, nascita dell’espressione “gioielli della Corona”, nascita del casato couture che incastona come mosaici d’autore gli ori della Repubblica di Venezia che fu e le perle fra i capelli dei monarchi anglosassoni all’oggetto d’arte del quotidiano, la scarpa. Mentre i canali della Serenissima s’increspavano fra le due Guerre Mondiali, un artigiano di Fiesso d’Artico rimestava le epoche e le materie prime, trasformava le visioni in creazioni, faceva di quel lusso, calma e voluttà il manifesto del suo “laboratorio di calzature di qualità”. Così, Edoardo Caovilla, era solito definire l’azienda liaison fra l’alta moda e l’oreficeria che diventerà di lì a poco il colosso del savoir-faire à porter René Caovilla.

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Come una crasi couture tra l’opulenza bizantina, il valore della manifattura tricolore, l’ispirazione artistica lagunare, guidata dalla lezione settecentesca di Canaletto e quella contemporanea delle Biennali, lo stile di René Caovilla è figlio di una secolare tradizione artigianale custodita con devozione lungo la riviera del Brenta. Ed è grazie a questo codice genetico, che non ha mai smarrito le coordinate geografiche del luogo dove è stata posata la prima pietra di maison, che in 91 anni le tre generazioni di artigiani-imprenditori che si sono succedute non si sono mai fermate alla sterile rincorsa del “bello per amore del bello”. Ma hanno deciso di raccontare la storia di intuizioni evolute in collezioni, di passioni diventate occupazioni fisse e di uomini che sono artisti prima e realizzatori poi. “Poeti delle calzature” li chiamerebbe Edoardo Caovilla, nipote e omonimo del capostipite fondatore del brand. E che, colto il testimone dal padre René nel 2009, ha deciso di trasformare il marchio di scarpe di famiglia in un brand fatto e finito.

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“Quando ho iniziato a lavorare sulla collezione invernale volevo realizzare un modello dalle linee minimal ma con un dettaglio che esprimesse il concetto di lusso ed artigianalità”, ci confida lo stesso CEO e Direttore Creativo parlando di quel viaggio tra gli archivi del passato e le tendenze (da riscrivere) del futuro rappresentato dall’ultimo drop di maison. Dove, tra pump imbevute di micro cristalli e sneakers da tappeto rosso, gli stivali René Caovilla LadyPerla sono il trait d’union fra il glamour anni Sessanta e lo stile (di vita) less is more. “Insieme al team creativo siamo partiti dal tacco come elemento distintivo di comfort ed eleganza per sviluppare poi il bootie, la LadyPerla è nata proprio con questo intento. L’ispirazione mi è venuta pensando ai gioielli regali e ad alcuni oggetti d'antiquariato di famiglia, da qui il desiderio di reinterpretarli in chiave moderna”. Il paio di it-boots dell’Autunno Inverno 2019/2020 in pelle bianca vinilica, metafora dell’edonismo della Swinging London. Il paio di stivaletti bassi dalla punta affilat(issim)a, binomio di quella femminilità-austerità che si cela dietro gli occhi di ogni donna. Il paio di tacchi 4 centimetri che rubano bouquet di perle dagli scettri da museo della storia per incoronarci regine del quotidiano.

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