Abbiamo aggiornato la nostra Informativa Privacy. Consulta il nuovo testo qui.

La grande retrospettiva americana su Christian Dior e le sue donne rivoluzionarie

Dior in mostra con oltre 70 anni di storia della haute couture che ha rivoluzionato la femminilità.

Photo André Gandner © Clémence Gandner

La quintessenza della moda? Ha una fragranza sfuggente che accende il desiderio e la brama di magia, con una sorprendente capacità di rigenerarsi. Un mistero affascinante e irresistibile, perfettamente colto da Christian Dior e dalla sua Maison Haute Couture. Dal vero impero, animato per oltre settanta anni dallo stessa eleganza e modernità che ha sedotto il mondo intero, appena sfilato sulla passerella della Paris Fashion Week, come farà con la prima grande retrospettiva americana.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Dior: da Parigi al resto del mondo

Da Parigi, la collezione Christian Dior Autunno Inverno 2018/2019 continua a guardare al futuro con uno stile esportato (e imitato) in tutto il mondo. Ad animare il viaggio espositivo di "Dior: From Paris to the World" al Denver Art Museum (18 novembre 2018 - 3 marzo 2019), è proprio la leggendaria interpretazione artistica della realtà che ha reso Dior uno dei più grandi couturier del XX secolo. Sin dal debutto, con l'elegante silhouette modellata sulle curve femminili del rivoluzionario «New Look», pronto a(s)travolge l'universo fashion e superare i rigori della guerra, con il turbinio di seta e chiffon presento al mondo intero (il 12 febbraio 1947, al 30 di Avenue Montaigne), insieme al manifesto all'avanguardia di un impero costruito in dieci anni, destinato a cambiare per sempre l'industria della moda.

Christian Dior, Bar suit, Spring-Summer 1947 Haute Couture collection. Dior Héritage collection, Paris © Laziz Hamani
© Laziz Hamani

Dal New Look (rinominato dalla giornalista Carmel Snow di Harper’s Bazaar) al Total Look, l'intuizione dell'abile uomo d'affari, estesa ad accessori, gioielli, profumo e make up (lo smalto signore? Lo smalto!), costruisce l'impero commerciale della moda, esportato in tutto il mondo sin dagli anni Cinquanta, grazie anche al contributo creativo dei suoi eredi spirituali. Yves-Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons e Maria Grazia Chiuri. Tutto esposto con 150 abiti couture, schizzi originali, video di passerelle, accessori, fotografie e tanto altro materiale degli archivi Dior, compresa una selezione della Collezione Dior Héritage, quasi inedita in Nord America.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

La mostra curata da Florence Müller, nasce per compiere un viaggio nelle collezioni della Maison Dior, tra le più sognate e amate da fedeli e profani. È pronta a svelare il segreto del suo rivoluzionario approccio al fashion system, capace di rigenerarsi con il contributo creativo di grandi stilisti. Con uno stile personale, travolgente e ogni volta diverso, ma sempre in sintonia con quello del fondatore.

Yves Saint Laurent for Christian Dior, Bal masqué dress, Spring- Summer 1958 Haute Couture collection. Dior Héritage collection, Paris © Laziz Hamani
© Laziz Hamani

Eredi 'naturali' come il ventunenne Yves Saint Laurent (1958-1960), che gli succede in seguito della prematura scomparsa ma è costretto a lasciare l'incarico dopo tre anni per assolvere gli obblighi di leva (tornando a Parigi si dedicherà alla sua celebre casa di moda). La successione di Marc Bohan (1961-1989) in ventisei anni riesce a dare nuovo slancio allo stile elegante del suo fondatore, alla produzione di orologi e profumi, nel 1970 anche della prima linea Dior Homme.

Models in Christian Dior by Marc Bohan. © Mark Shaw / mptvimages.com
© Mark Shaw / mptvimages.com
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Con Gianfranco Ferré (1989-1996) la maison esce dalla sua grossa crisi, ritrovando fasto e opulenza, vincendo il premio Dé D'Or, aprendosi anche al mondo degli occhiali. L'eccesso e l'ironia dello stile anticonformista e irriverente di John Galliano (1997-2011) rendono il marchio uno dei più stimati e famosi del mondo, fino al licenziamento (motivato dall'accusa d'insulti antisemiti). Il belga Raf Simons (2012-2015) riportare forza e la perduta allure alla Maison. Le sue prime sei settimane come Direttore Creativo di Dior, nel 2014 animano anche il film-documentario "Dior and I" di Frederic Tcheng.

Gianfranco Ferré for Christian Dior, Niue ensemble, Spring- Summer 1995 Haute Couture collection. Dior Héritage collection, Paris © Laziz Hamani
© Laziz Hamani

John Galliano for Christian Dior, Cee- Shi-San ensemble, Spring-Summer 2007 Haute Couture collection. Dior Héritage collection, Paris © Laziz Hamani
© Laziz Hamani
Raf Simons for Christian Dior, “Dior red” cashmere “Bar” coat, Autumn-Winter 2012 Haute Couture collection. Dior Héritage collection © Laziz Hamani
© Laziz Hamani
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

La preziosa eredità nel 2016 viene raccolta dalla prima donna alla guida della dinastia Dior, l'italiana Maria Grazia Chiuri. Il suo debutto non lascia dubbi sul nuovo corso della Maison, femminile e femminista nel senso più puro del termine. Citando un simbolo di forza come l'atleta della paraolimpiadi Bebe Vio, con la scrittrice femminista nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie in prima fila, mentre il titolo del suo libro "Dovremmo essere tutti femministi" è adottato come slogan delle T-shirt in passerella. Una Couture Revolution in profonda sintonia con quella che anima la Maison sin dall'inizio, appena rinnovata dalla collezione Primavera Estate 2018, ispirata alle sensuali opere di Niki de Saint Phalle e il suo dialogo con Dior portato avanti dalla Chiuri. Da quella Autunno Inverno 2018/2019 che ha inaugurato il primo giorno della Paris Fashion Week con l'imperativo «C'est non non non et non» («Se è no è no, no, no»)!

Inside the House of Dior ateliers, preparation for the Spring-Summer 2017 Haute Couture collection, Maria Grazia Chiuri for Christian Dior © Sophie Carre
© Sophie Carre

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

La mostra organizzata dal Denver Art Museum, si concentra sulla portata globale della Maison Dior e il contributo che in questo hanno giocato sedi in paesi come gli Stati Uniti, il Messico, il Venezuela e il Cile. Insieme a clienti importanti che comprendevano attrici del calibro di Rita Hayworth, Elizabeth Taylor o Marilyn Monroe (indimenticabile in Dior nel 'The Last Sitting' di Bert Stern).

MM photographed in The Last Sitting by #BertStern 1962 💗

A post shared by Marilyn Chic (@marilynchic) on

Christoph Heinrich, Frederick e Jan Mayer Director del DAM non sembrano nutrire dubbi sul fatto che "questa mostra incoraggerà il pubblico a pensare in modo diverso ai confini della moda come arte, e farà progredire l'impegno del museo nel portare gli spettatori dietro le quinte per rivelare gli sforzi fantasiosi e innovativi di Dior".

In apertura Christian Dior with models, ca. 1955. Photo André Gandner © Clémence Gandner

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Tendenze