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Circondata da cuori, stretta in un abito fucsia, intenta a scappare dai gentlemen che, anche se preferiscono le bionde, non sono di suo gradimento. È il 1949 e Marilyn Monroe intona quello che diventerà un cult della musica leggera, ripreso e riadattato in tempi moderni anche da Nicole Kidman in Moulin Rouge e da Beyoncé in uno spot televisivo. Un tale ed ininterrotto successo è dovuto soprattutto a splendore e rarità - due caratteristiche che rendono i diamanti, appunto, i migliori alleati delle donne, in quanto simboli di femminilità sofisticata e di eleganza intramontabile e capaci di conquistare mente e cuore.

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OR NOT.

Dal 1949 sono passati quasi settant'anni e, nonostante Marilyn sia ancora una delle figure più chiacchierate ed emblematiche del momento, molte cose sono cambiate. In un momento storico dove la riscoperta dell'empowerment femminile ha assunto nuove sfumature, sembra anacronistico definire i diamanti come best friend. Ma, allora, chi sono gli alleati delle donne del 21° secolo? Per rispondere a questa domanda abbiamo fatto un giro in redazione e, nonostante le risposte fossero tutte diverse, le nostre colleghe hanno trovato un punto in comune: non importa chi sia il tuo migliore amico, l’importante è che te lo tieni sempre vicino a te. Metaforicamente o meno e, magari, con uno dei nuovi charms di Dodo, della collezione DodoTags. Qual è la parola che meglio rappresenta questo tuo alleato? Love, per i più romantici, o Free, per chi non ha bisogno di definizioni: scegli la tua e indossala come segno del vostro legame!

Fra una pausa e uno charm, siamo riuscite a rintracciare i nostri nuovi (unici, speciali, fondamentali) migliori amici. Eccone 4!

Non immagino una vita senza - la stylist

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Sono queste le parole che ha usato mentre, sorridendo, stringeva fra le mani una tazzina di caffè. La nostra stylist non ha avuto dubbi e ha risposto per prima, entusiasta e frizzante come sempre: il caffè, per l’appunto, è il suo migliore amico. C’era da aspettarselo per lei che corre ininterrottamente da una location all'altra, sempre sull'attenti e in preda a crisi di incertezze. “Di altri, non mie! Il caffè mi dà tutta la carica e la saldezza di nervi di cui ho bisogno.” Ma, soprattutto, ci confida, è per il suo valore simbolico che lo ha scelto: “Quante volte ho chiesto ad un’amica di prendere un caffè insieme perché volevo parlarle… senza, non sarebbe lo stesso!”

L'importanza della connessione - la digital strategist

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In tempi in cui si inneggia al #disconnect e in cui l’analogico è una forma di vanto, ammettere che il cellulare è il proprio alleato è una scelta coraggiosa. Ma, lei, audace lo è per professione: “Più che le pianificazioni, sono gli improvvisi lampi creativi a definire una strategia di successo! Per questo il cellulare è fondamentale – per essere costantemente in contatto con il mio mondo ispiratore.” Mentre ci parla le arrivano almeno una decina di messaggi e tre richieste di amicizia: “Lo smartphone ci permette di viaggiare virtualmente a New York con un solo click, non ci lascia mai soli e ci fornisce sempre una soluzione… se questo non significa essere un migliore amico!”

Tornare a casa con il sorriso – la web designer

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Si alza la manica e ci mostra una zampetta tatuata: “Chiaro, no?” scherza ridendo. Da quando c’è il suo Oreste ad aspettarla a casa, la sua vita non è più la stessa. “Prima abitavo con delle coinquiline, poi ho deciso di andare a vivere da sola, ma tornando a casa mi sembrava tutto così vuoto, così asettico: quasi avevo voglia di restare a lavoro!” Si alza qualche commento di scherno, ma lei va avanti, imperterrita: “È vero! Ma adesso non più – non vedo l’ora di fuggire da voi per tornare da lui! Mi riempie le serate e mi ha insegnato tantissime cose.” Ad esempio che per dirti “ti voglio bene” non servono le parole, ma basta uno sguardo complice del proprio migliore amico.

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Cosa significa imparare – la fashion assistant

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Mette subito le mani avanti, per proteggersi dalle possibili prese in giro: “Il mio migliore amico? È la mia capa.” Prese in giro che, però, non arrivano perché le sue parole convincono tutte noi. “Nella vita, ma soprattutto nel lavoro, è importantissimo avere qualcuno che creda in te, che ti sproni a fare sempre di più, sempre meglio, e a non mollare mai anche quando sembra l’unica scelta.” È fortunata, lei, a lavorare a stretto contatto con la fashion director. E lo sa: “Imparare qualcosa di nuovo ogni giorno è fondamentale per diventare professionisti (e persone!) migliori... io ho questa fortuna!" Per Natale, ci confida, ha deciso di ringraziare la sua capa in una maniera particolare. "Quest'anno non le regalerò i soliti fiori, ma un gioiello che le faccia capire quanto stimo il suo lavoro: la DodoTag Boss! Perché? Innanzitutto, l'oro rosa è un intramontabile simbolo di eleganza; e, poi, i ciondoli sono una vera espressione di personalità e di stile, lontani dalle classiche interpretazioni limitanti. Di tendenza, originali e liberi da strutture prestabilite: sono perfetti per lei, ma anche per ogni donna che vuole vivere al pieno la sua essenza!" La nostra fashion assistant ha ragione, siamo sicure che sarà un regalo molto apprezzato. Ma attenzione: è proprio l’assenza di etichette a rendere le DodoTags gioielli versatili e indossabili da diverse personalità. Cosa significa? Che al di là della tua job description e del tuo atteggiamento più o meno bossy, questo charm sarà un prezioso alleato di stile.

DodoTag Boss abbinato a bracciale cordino con pepita preziosa in diamanti bianchi.
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Bracciale Boss in oro rosa 9 carati con Tag Boss e Bae.
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Orecchini Boss in oro rosa con borchie in argento.
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