"Per un mese ho detto addio al reggiseno e indossato solo copricapezzoli"

Eccesso di minimalismo? Provocazione quotidiana? Svolta geniale anche quando non necessaria? Indagine al di sopra di ogni sospetto (lingerie).

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“Io non li indosserò mai, Dita Von Teese su di me non ha alcun effetto, forse solo la coppa di Martini, piena”. Circa cinque anni fa con queste parole credo di aver liquidato Elena, cara amica di sessioni d’esami, innamoratasi in pochi giorni dei copricapezzoli, amore così sincero che ha smesso di comprare reggiseni “basta coprire i capezzoli one shot one love”. Quando a Milano aveva aperto in Rinascente il corner di Agent Provocateur quei pochi centimetri di glitter e seta avevano rubato l’attenzione di tutto il reparto intimo, non solo di Elena. Giarrettiere, reggiseni, perizomi spazzati via dalle teche di copricapezzoli. Cinque anni dopo Elena è una brillante penalista. E sotto agli abiti eleganti è tornata a indossare i reggiseni. Studiando il nuovo trend Amazon del mondo dell’intimo, dopo il fuoco di paglia dei reggiseni senza spalline con coppe che si attaccano stile ventosa, ho deciso di indagare se ci fosse un nuovo campanello in arrivo. Il fuoco lento, non diventato virale ma costante, era sempre quello di Elena. I copricapezzoli economici aumentano le performance di auto-erotismo, azzerano i costi di abbinamento (completino sì, completino no) e diventano nude per coprire il segno più evidente di un no-bra, quanto diventano piccoli gioielli da tenere in cassaforte, lontano dagli occhi, vicino al cuore. Ne ho comprati un paio, in saldo, sul sito di Chantal Thomass, queen, reine, regine etc dell’erotismo in punta di capezzolo. Belli, esageratemente luxury. Però erano troppo da occasione speciale. Quindi insieme alle sei bottiglie d’acqua di un litro e mezzo ho aggiunto su Amazon Prime anche loro, i copricapezzoli in silicone. Prezzo abbordabilissimo, efficacia immediata. Ho la seconda scarsa di seno: davvero devo spendere soldi e tempo a provare tutto il cinema di pizzo e corsetti per voler indossare una camicia bianca da uomo? “Certo cara e quando la forza di gravità ti verrà a cercare?” mi sorride una commessa altamente sincera del negozio parigino Love Stories, "pas mal" rispondo mentre pago le mie culottine di pizzo azzurre. I copricapezzoli sono troppo erotici per essere veri? I copricapezzoli sono così dannatamente provocanti per diventare genialmente utili? Va bene, proviamo. Per un mese non indosso reggiseni. Solo copricapezzoli a prezzi accessibili più varianti lussuose per abiti che meritano (il meglio) con quelle stelline, cuori, nappine che impreziosiscono il seno.

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Il più venduto? Lo ha creato DaisyFormals in silicone a forma tonda o fiorellino stilizzato (mistero della fede erotica), per 8 euro su Amazonassicura l’addio all’imbarazzo della guerra fredda. Domanda: ma in tempi di sex dolls che si conquistano il sold out (a Torino ha aperto la prima casa d’appuntamenti con bambole in silicone) l’uso del silicone non ammazza definitivamente la quota erotica che le ballerine del Moulin Rouge hanno ampiamente difeso? Nessun problema: il circolo di raso nero è lì a chiedere rispetto per l’accessorio intimo più inconfessabile del reparto lingerie. Se il copricapezzolo in silicone è una sfida tra mantenimento e performance, il mio compromesso per andare al lavoro senza reggiseno e senza imbarazzo è l’opzione in macramè del copricapezzoli Intimissimi. The Perfect Bra chiosa la scritta sulla scatolina. Vero. L’effetto non vedo e non sostengo mi assicura comfort e rigore. La camicia da uomo rimane aperta come deve, ma il sospetto di quei centimetri che neanche Janet Jackson al Super Bowl rimane, eccome se rimane. A un mese di distanza dal mio personalissimo movimento no-bra non è soltanto l’attitude a essere cambiata: è anche il portafogli visto che per questo investimento lingerie difficilmente si supera la doppia cifra. Ma anche le lavatrici e i capi inclusi nei lavaggi ringraziano: niente gancetti dei reggiseni a graffiare cotoni bio, elastici in stato di grazia, top in seta (già erroneamente finiti in acque bollenti). A fine esperimento chiamo Elena, lei ride di me, di una scelta “così fuori tempo massimo” e poi via WhatsApp mi gira il link degli Adora Pasties Silver, una chicca di Agent Provocateur che replica un piccolo cono dorato appoggiato ai capezzoli. Una miniatura del reggiseno di Madonna in Jean-Paul Gaultier per intenderci. Come dire, scelte fuori tempo massimo che mi sta chiedendo di regalarle a Natale…

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