Milano Collezioni Uomo 2019/2020: ma che bei mostri!

Sulle passerelle italiane per il prossimo autunno-inverno sfila un uomo uscito per metà da un romanzo dandy e per metà da una serie distopica.

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Salvatore Dragone

Mostro: Dal latino monstrum,“segno divino, prodigio”, dal tema di monēre, "avvisare, ammonire".

Buio. Tenebre. Oscurità. Come avevamo già scritto a proposito di Pitti, nel prossimo autunno-inverno, la mancanza di lumi (in senso filosofico e non) si porterà molto nella moda maschile. E non come allegoria di un momento da accendere con abiti luminosi, festa di colori catarifrangenti, spazio temporale tra mattina e mattina da godere nel peccato (ma c'è ancora qualcuno che commette quel genere di peccati ? E poi: sono davvero peccati?), quando i vestiti sono indossati solo per il godimento di toglierseli. No. Nel ritorno della sartorialità più sofisticata, sepolta l'ambizione di indossare tute, felpe e sneakers tutto il giorno tutti i giorni, l'estetica virile proposta da molti brand accarezza il lato notturno della psiche umana. Viviamo in un mondo popolato di mostri – in politica e non solo – perché non usarli come icone ispiratrici, del resto? Sì, anche. Ma non è esattamente così. O non è esattamente solo questo.

L'evidente richiamo al mito di Frankenstein evocato da Miuccia Prada per una collezione bellissima e tempestosa, con i modelli brancolanti il cui cammino è segnato solo da un tappeto di tenui, vecchie lampadine a filamento, e l'averla definita “una sfilata romantica”, dovrebbe suggerirci qualcosa.

Un outfit di Prada a-i 2019/2020 con applicazioni in eco-pelliccia.
Salvatore Dragone

I suoi abiti neri, decorati da cuori strappati, sulla musica di The Rocky Horror Picture Show, sono la divisa perfetta per chi mostro non lo è. Ma è considerato dai mostri - quelli veri - un “emarginato”, un “indesiderato”, un “fuori luogo”. Politicamente molto chiara e commercialmente vendibilissima, Prada dimostra ancora una volta di cogliere nel segno: mandare un messaggio inequivocabile che però si sostanzia nel decoro, nell'applicazione, nella trovata della spilla o dello zainetto. Il resto è una solida conferma dei "best of" della casa: e onestamente, in questi tempi così incerti, non è una scelta che potremmo definire innovativa, ma che ci sentiamo di condividere. E tra sei mesi vedremo. C'è del romanticismo, in senso letterario di Sturm und Drang, nello spirito di una settimana della moda che si riduce a un weekend e mezza giornata, nel cercare di mantenere le postazioni raggiunte benché calino compratori e addetti ai lavori. Ci vogliono coraggio e nervi saldi. La creatività troppo stravagante può attendere.

Perfetti esempi di un’antropologia potente, inquietante, feudale, dunque supercontemporanea sono i bambini spaventosi di Marni, disegnata da un Francesco Risso mai così in forma nel tratteggiare silhouette esagerate e giganti che di minaccioso non hanno nulla, pur avendo tutte le intenzioni di spaventarci: incarnazioni di eccessi e per questo originali e di paradossale grandezza.

Un’uscita di Marni per il prossimo autunno-inverno 2019/2020.
Salvatore Dragone

Mai viste, in generale, così tante pellicce come in questa tornata. Tutte o quasi sintetiche e proprio per questo motivo simboliche, metaforiche, allegoriche di una mascolinità che, se da un lato allude a L'animale che mi porto dentro, di Francesco Piccolo - quell'istintività ferina che confonde ferocia e dolcezza, desiderio e tenerezza di cui gli uomini di una volta avevano il codice e oggi sembrano averlo perso - e dall'altro a quei Freaks, immortalati da Tod Browning, così come i Little Monsters, come Lady Gaga chiama i suoi seguaci, che proprio nella loro inadeguatezza e irripetibile specificità, esibiscono una diversità che li fa uscire dall'ombra.

Un outfit di Emporio Armani per il prossimo autunno-inverno 2919/2020.
Daniele OberrauchGetty Images
Un outfit di Versace per il prossimo autunno-inverno 2919/2020.
Daniele OberrauchGetty Images

E gettano luce sulle vere creature terrorizzanti che popolano la nostra vita quotidiana, pullulano sugli schermi di notiziari, si moltiplicano nella tracotanza di chi sa di avere il potere. Che non è una clava, ma un dito schiacciato su un bottone, l'ennesimo tweet polemico, l'ulteriore selfie dannoso, il nocivo decreto legge (nota a margine: La Bestia è il nome che Luca Morisi, spin-doctor digitale di Matteo Salvini, ha dato al software per la comunicazione dei social della Lega).

Un outfit di Magliano per il prossimo autunno-inverno 2919/2020
Daniele OberrauchImaxtree
Un outfit di Nà21 per l’autunno-inverno 2919/2020
Daniele OberrauchImaxtree

Ma non c'è nulla di bestiale o di orribile in queste creazioni di lusso estremo firmate dai designer di moda più famosi. Piuttosto ci piace leggere queste tricotici défilé così ambigui, e dotati di peli superflui come non mai, alla stregua di un esercizio psicoanalitico: se disegni i mostri che hai dentro, e magari gli aggiungi qualcosa di buffo, non ti faranno più paura. Anzi, saranno i tuoi compagni di gioco.

Un outfit di DSquared2 per l’autunno-inverno 2919/2020
Salvatore DragoneImaxtree

I mostri, quelli veri, hanno noiosi doppiopetti blu, pantaloni grigi, mocassini neri e cravattone monocolore, felpe di pile, con qualche cambio di guardaroba derivante da incursioni nel mondo delle divise militari (altrui).

Un outfit di Marcelo Burlon per l’autunno-inverno 2919/2020
Salvatore DragoneImaxtree
Un outfit di MSGM per l’autunno-inverno 2919/2020
Daniele OberrauchImaxtree

Ciò che viene fuori dall'evocazione di questi demoni è la corrispondenza all'inerzia e al conformismo, al populismo e al sovranismo e da tutti gli “ismi” che ci fanno paura. E ci richiamano che è necessario scardinare la gabbia entro cui una certa, banale e irritante “tradizione” del bel vestire ha rivestito la fenomenologia del male.

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