Comprereste questo paio di slip in jeans (quando non saranno più sold out)?

Fenomenologia dell'oggetto di underwear più dibattuto della stagione. Astenersi devoti delle culotte in cashmere...

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Szymon BrzoskaImaxtree

Fotoromanzo delle tendenze moda Primavera Estate 2019. Capitolo numero uno: il ritorno dei sandali eleganti più dibattuti degli anni Novanta. Ovvero il paio di scarpe aperte tacco midi, zeppa in pvc, caviglia stringata & laccatissima che ci chiedono di fare un giro in mansarda (o sull’e-shop caldo di turno). Capitolo numero due: i costumi animalier. Punto. O meglio, ci sarebbe altro da aggiungere di fronte agli interi/bikini/trikini di sorta declinati in tutte le sfumature zoologiche conosciute? No, se non che stiamo parlando di uno dei massimi sistemi couture più evergreen di sempre. Piaccia o non piaccia. Capitolo numero tre: le mutandine di jeans di Y/Project. Okay, riavvolgiamo e sillabiamo più lentamente. Trending topic estivo (oppure a-stagionale?!) dell’anno: gli slip in denim di Y/Project brand che ha fatto della tela de Nîmes il suo core business, che ci ha chiesto di fasciarci le gambe nude di spirali in vernice laccata o stivali cuissardes monumentali. E che per la sua Spring Summer 2019 ha deciso di invitare amanti e non del denim tout court alla sua celebrazione più intima. Come? Lanciando il paio di Y/Project Navy Denim Panties, ovvero il capo di lingerie particolare oggetto di débâcle virale.

Tre tasche, passanti per la cintura, bottoni e dettagli in rame, lavaggio 00s o monochrome, a vita alta, 100% cotone. Particolare, quest’ultimo, non indifferente considerando quanto a stretto contatto i denim slip venduti online dal retailer canadese Ssense dovranno essere indossati. Da chi li considera la cosa più brutta mai vista in tutta la mia vita a chi epici, li vorrei se solo non fossero sold out da settimane o, ancora, perfetti per Beyoncé, Rihanna o Lady Gaga, non di certo per noi comuni mortali, i commenti dolceamari (forse, più amari che dolci) degli internauti dal debole per l’indie couture sono destinati a fare giurisprudenza tra i casi futuri di trend virali. Il brand parigino delle playful proportions, ispe dixit, fondato da Glenn Martens nel 2013 sembrerebbe aver agito seguendo la filosofia del n’importe quoi. Tanto nel fissare i prezzi degli shorts/mutandine in jeans da 275 euro al paio circa, quanto nel lanciare un un capo di underwear realizzato con il tessuto più lontano dalla seta impalpabile o dallo chiffon croccante di cui sono fatti i sogni (dei completini intimi).

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