Gli abiti di Maison Martin Margiela all'asta, per amore e per onore

Sock sweater, Tabi e gilet in tela: i capi vintage imprescindibili realizzati da Martin Margiela, per prepararsi all'asta di Sotheby's a settembre.

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sothebys.com

Sfuggente al punto da diventare mitologico, elusivo già prima dell'avvento dei social, quando non mostrarsi non era ancora un atto di ribellione estrema, ma semplicemente una mattana incomprensibile ai più, che negli anni 90 volevano apparire e apparire di più, meglio degli altri. Martin Margiela è l'ultimo insondabile mistero che il fashion system abbia mai prodotto e, forse, proprio per questo suo nascondersi, lo cercano in tanti. Che da diversi anni lo “omaggiano” senza posa, da quando, esattamente un decennio fa, ha abbandonato il suo marchio eponimo e il mondo della moda, troppo diverso da lui, lasciando dietro di sé solo una foto rubata, nella quale si scorge il suo viso molto giovane bellissimo. Il marchio acquistato dalla Only the Brave, conglomerata del patron di Diesel Renzo Rosso, ha oggi alla sua guida creativa John Galliano, che, contro ogni previsione, ha trovato nuova linfa vitale in una maison diametralmente opposta alla grandeur alla quale aveva abituato giornalisti e clienti molto affezionati nel suo precedente impiego da Dior. Il minimalismo assoluto, quasi ascetico, che rifugge estetiche muscolari e il classico concetto associato al termine “bellezza” sono stilemi creati ex novo da Martin in quel 1989 di esattamente 30 anni fa, quando fondò il brand. E, insieme ad altri visionari come Rei Kawakubo, Yohji Yamamoto e Helmut Lang, immaginò una versione anarchica e molto intellettuale del guardaroba di lui e lei.

Abito Martin Margiela,Spring-Summer2006. Valore stimato: 8-10mila euro.
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Sarà forse per questo che fa notizia il fatto che, durante le prossime sfilate parigine, dal 19 settembre al primo ottobre, la sede francese di Sotheby's organizzerà una vendita all'asta di 220 pezzi vintage, e rarissimi, disegnati da Martin. Il Sacro Graal di addetti ai lavori e appassionati, le sue creazioni hanno già dimostrato di poter andare oltre le aspettative quando, lo scorso marzo Artcurial organizzò un'altra vendita, racimolando 275 mila dollari, il doppio delle previsioni, al netto del dato, basilare, che alcuni dei suoi vestiti sono creati per vivere il tempo di una sfilata, e mai nella realtà della vita quotidiana. Il Plastic dress del 1992, realizzato appunto, con plastica e nastro adesivo, è stato venduto per 26,662 dollari, 10 volte quanto ci si aspettava. Della prossima vendita settembrina, proveniente da una collezione privata, WWD ha già evidenziato le rarità sulle quali si accapiglieranno i compratori: si parte da un gilet da uomo della sua Artisanal Collection del 2006, realizzata con carte da gioco – prezzo che oscillerà tra gli 8 e i 10 mila euro, in ragione dell'esclusività del capo, di cui esistono solo altri 4 pezzi al mondo – ad una giacca dell'inverno 1999, e un altro capospalla risalente alla Stockman collection della primavera 1997.

Coat Maison Margiela,Spring-Summer2006.Valore stimato: 5-6mila euro.
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Due mostre ospitate a Parigi lo scorso anno, una al Galliera, l'altra al Musée de Les Arts Décoratifs, la febbre da Margiela è risalita negli scorsi 24 mesi – ma in realtà non è mai scesa, a guardare le collezioni di Demna Gvasalia, suo allievo – e toccherà il picco a breve. Si attende infatti per quest'anno il documentario Margiela in his own words, di Reiner Holzemer, che, si sussurra, vedrà coinvolto lo stesso Martin, anche se, trattandosi dell'enigmatico creativo, nulla si può dare per scontato, ieri come oggi. Le ultime dichiarazioni più o meno ufficiose, raccontavano di un suo costante interesse sul fashion system, che “osserva, senza trarne piacere alcuno”.

Piumino Maison Margiela,Fall-Winter1999-2000.Valore stimato: 8-10mila euro.
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Ma quali sono i pezzi imprescindibili per i seguaci del marchio, e che si possono trovare online senza dover rinunciare a pagare l'affitto? Alle basi del lessico made in Antwerp – la scuola di design che ha nutrito il talento di Martin, e di altri, parimenti iconici creativi, come Ann Demeulemeester e Walter Van Beirendonck – ci sono di certo le Tabi, le scarpe vintage più richieste dell'anno scorso, secondo il sito Byronesque, che organizza vendite monotematiche, ognuna dedicata ad un marchio – e ad un creativo – specifico. Così, se ora si può comprare il Balenciaga realizzato da Nicholas Ghesquière nei primi Duemila, si possono comunque trovare ancora delle Tabi in versione stivaletto, total white dall'appeal used. Le più richieste, e rare, rimangono quelle declinate su una versione cuissardes, o in quella Mary Jane, con doppio cinturino alla caviglia – quelle con un cinturino solo sono arrivate dopo, e nella lista dei desiderata assoluti degli adepti, sono di conseguenza molto più in basso. Altro pezzo entrato di diritto nella mitologia aurea di molti – e nell'armadio di pochi fortunati – è il top sagomato in tela della collezione Stockman, della primavera 1997. Difficile, difficilissimo trovarlo online – anche se un modello simile si ritrova nella sezione vintage di Vestiaire Collective. L'originale, di quella specifica collezione, sarà nella vendita all'asta parigina, ed era in mostra al Palais Galliera lo scorso anno.

Gonna a pieghe Maison Margiela,Artisanal,Spring-Summer2001.Valore stimato: 2-3mila euro.
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E in mostra al Palais Galliera era anche il sock sweater, maglione intessuto con calzini – nello specifico, otto paia – prodotto nella versione originale, in verde militare, per l'autunno/inverno 1991-1992. Fattibile, invece è l'acquisto di una delle sue t-shirt boxy, squadrate, Eighties, over, con le spalle che sembrano sfidare la forza di gravità. Ritrovabili su Byronesque, sembrano uscite da una collezione molto recente di Vetements. In realtà, è vero il contrario. Perché lo stilista senza volto, ha detto tutto quello che c'era da dire, molto prima degli altri, senza neanche bisogno di mostrarsi. E, a giudicare dai prezzi e dalla nostalgia che attanaglia la moda, a dieci anni dal suo addio, non ha ancora trovato un erede.

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