Costumi da bagno a maniche lunghe (surfisti e bambini non c'entrano nulla)

Sottovalutato, trascurato, tormentato, questo è il capo beachwear che non avremmo mai indossato. Fino ad oggi.

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babesinbathers.com

Ho indossato un costume da bagno a maniche lunghe a Maui, Hawaii. Ho indossato un costume da bagno a maniche lunghe a Sumatra, Indonesia. Ho indossato un costume da bagno a maniche lunghe a Tamarindo, Costa Rica. Lì dove le onde superano i 200 metri di altezza, lì dove le mani sono impegnate da una tavola longboard da un lato e da una birra gelata dall’altro, lì dove Madre Natura bacia i cacciatori di cavalloni più coraggiosi, regalando loro la possibilità di sfidarla e, talvolta, batterla. Ho visitato i luoghi migliori per fare surf al mondo, con il costume da bagno migliore per fare surf, senza fare surf. La versione meno pretenziosa e più ludica della tutina in neoprene da predatrice di onde è il costume a maniche lunghe, ben accollato su petto e collo e, eventualmente, disimpegnato sulla schiena. Dove rouches, fiocchetti e oblò in versione XL lasciano scoperti i centimetri di pelle che il resto del cocktail nylon-spandex tende a occupare.

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Ho trascorso l’estate a non sentirmi vittima di bikini mignon, cercando due pezzi per donne normali, dotate di fianchi normali, seni normali, sederi normali. Ho passato gli ultimi due mesi a trovare risposte couture tra le cuciture gentili di costumi azzurro polvere, la sfumatura che glorifica qualsiasi stadio di abbronzatura. Mi sono accorta di come siamo restii a parlare di moda ecosostenibile, sì anche nel 2019, sì quanti sono a conoscenza di indie brand di bikini interamente realizzati con plastica riciclata??? Provare a scucire cliché couture significa anche investire su un capo beachwear finora relegato a surfisti e bambini, prevalentemente dalla carnagione lunare. È così che l’investigazione online sui costumi da bagno a maniche lunghe su Instagram ha avuto inizio. E una fine abbastanza breve, durata un paio di scroll verso il basso, di fronte al profilo del brand Babes in bathers.

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Newyorkesissimo, tanto da essere venduto solo in tre boutique della Grande Mela, rispettivamente a Brooklyn, Rockaway Beach e Montauk, il brand di costumi Babes in bathers ha lanciato il pezzo unico in edizione limitata (come tutte le collezioni di maison) che ha già un posto - meritatissimo - nella rosa dei nostri body autunnali. Ruffle Maillot all’anagrafe, il costume intero del brand indie americano è realizzato e tinto a mano, ideato in modo tale da resistere ai lavaggi di stagioni su stagioni su stagioni e alle nuotate interminabili e, last but not least, onorare le forme di ogni fisico, dal debole per gli sport o meno. “Ci auguriamo che, indossando i nostri costumi, gli uomini e le donne possano essere orgogliosi dei loro corpi veri e delle loro forme vere”, recita la prefazione sul sito del brand Babes in bathers. Lì dove alla voce moda ci sono i costumi da bagno più minimal(isti) dell’estate, lì dove alla voce avanguardia ci sono le tecniche di produzione più stress free del fashion industry, lì dove alla voce dibattito ci sono le scelte che non avremmo mai preso. Fino a oggi.

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