I limoni sono una moda, una scelta di costume un impero del fatturato fashion

Quando è successo che i limoni sono diventati la texture (e non solo il colore) della MODA?

Fresh lemonade stylish poster, trendy graphics
Aleksei_DerinGetty Images

Finito il tempo (e la stagione) dell'ananas – anche se nessuno si aspettava francamente durasse a lungo – in cima alla classica dei frutti più modaioli torna con prepotenza il limone. Perché, oltre alle infinite e molto reali proprietà benefiche – una bomba di vitamina C che fa bene al cuore, alla pressione, a prevenire calcoli renali, anemia, con proprietà depurative, antiossidanti – la realtà è che, di proprietà amate dal mondo social e di Instagram, ha di certo la telegenia.

Colore acceso quanto basta per attirare l'attenzione sugli schermi di computer e cellulari, dalla silhouette bold eppure lontano da macchiette e ridicolizzazioni – alle quali avocado e ananas si sono spesso prestate – nelle menti di instagrammer e proto-influencer statunitensi evoca un mondo legato all'infanzia. Appaiono dalle nebbie nostalgiche del passato case con l'erba tagliata da poco nel giardino, labrador sonnacchiosi, steccati in legno e banchetto fuori dalla porta, dove ci si metteva alla prova con le proprie capacità imprenditoriali, lanciandosi nel primo esperimento di marketing che molti trentenni americani di oggi ricordano: vendere la limonata. Da questa parte del mondo, invece, il frutto è sempre stato storicamente correlato alle immagini da cartolina delle località vacanziere, da Amalfi a Ravello, fascinazione estiva che storicamente Dolce & Gabbana ha raccontato meglio di altri, tra suggestioni sicule di pranzi in campagna, mandolino e abito “della domenica” , sublimandolo nella sfilata della primavera/estate 2016. Ancora prima, per onore di cronaca, bisogna citare gli abiti con fantasia di Stella McCartney, nell'anno di grazia 2011.

Uno scatto dalla sfilata Dolce & Gabbana Ready to Wear Spring/Summer 2018
Victor VIRGILEGetty Images

Se però il tag #lemons su Instagram ha raggiunto quota 1 milione di citazioni, la materia merita uno studio più approfondito: il primo stand risale al 1879, quando viene citato dal The New York Times, parlando di un negoziante del Wisconsin che, fuori dal suo esercizio commerciale, allestisce una bancarella dalla quale vende limonata. La poesia della quotidianità agrumata è sublimata da Pablo Neruda che nel suo libro Le odi elementari del 1957 ne decanta la sensualità e il misticismo (Si gremirono rive, mercati,di luce, d'oro silvestre,e aprimmo le due metà del miracolo, acido congelato che stillava dagli emisferi di una stella, e il liquore più profondo della natura, intrasferibile, vivo, irriducibile, nacque dalla freschezza del limone, dalla sua casa fragrante, dalla sua agra, segreta simmetria). E proprio quella sua segreta simmetria, pop eppure di un'algida eleganza, emoziona anche Roy Lichtenstein che lo immagina in diverse sue opere, (Cubist still life with lemons o Glass and lemons in a mirror). Gli Stone Roses, padri putativi del brit-pop, lo stampano sul loro primo album omonimo, prendendo ad ispirazione gli schizzi di colore di Pollock.

Ispirazioni più o meno intellettuali, che però non spiegano la sua rinnovata fama presso il pubblico nazional-popolare di tutti i ceti e latitudini. Non solo un frutto, ma, nello slang americano, un vero e proprio stile di vita, capace di trarre il meglio dalle situazioni più difficili: “When life gives you lemons, make lemonade!”. Il riferimento è qui all'amarezza di certe fasi della vita, e del succo, amaro, eppure buonissimo, di limone. La frase pare sia stata inizialmente coniata dall'anarchico cristiano Elbert Hubbard, per l'obituario del suo amico Marshall Pinckney Wilder, capace di divenire noto attore negli anni del cinema muto, nonostante fosse affetto da nanismo. (“Ha raccolto i limoni che il Fato gli aveva tirato, e ha costruito un banchetto per vendere limonata”). Ad utilizzare la frase, tirandone fuori un concept album da triplo disco di platino con film dedicato su HBO, è però la Santa Madre Beyoncé, figura il cui stato, presso le donne americane, è vicino, vicinissimo, alla beatificazione laica. L'album, del 2016 – inizialmente rilasciando su Tidal, il servizio di streaming di proprietà, house organ del mondo secondo Bey e suo marito Jay-Z, e dopo 3 anni arrivato su Spotify – parte proprio da quello stesso esprit, e l'onomastica non potrebbe essere più sfacciata: Lemonade. Flusso di coscienza tra il funk e il soul, con l'album, Beyoncé trae il meglio da un dolore, vero e privato, e poi trasformato in arte, derivante dal tradimento di Jay-Z, mai citato eppure sempre presente. Se le canzoni e i loro testi sono anche espressione di una più forte coscienza sociale e femminista di Bey, ormai in prima fila accanto alle donne afro-americane, il titolo si deve però ad un'augusta ava acquisita. Era Hattie Bianco, nonna di Jay-Z, che utilizzava l'espressione, e un audio risalente al 2015, alla festa dei 90 anni della Bianco, si può ascoltare alla fine di Freedom, singolo estratto dall'album (“Nella mia vita ho avuto alti e bassi, mi sono stati offerti dei limoni, ma ho fatto una limonata”). E così, Bey fornisce il lasciapassare ufficiale alle donne del globo per l'utilizzo concettuale e stilistico dei limoni, spaccando vetri delle macchine in un impeto di rabbia contro il fedifrago, nel video di Hold up, in un iconico abito a balze giallo (però senape, firmato da Peter Dundas per Roberto Cavalli per la primavera/estate 2016).

Rasserenato, di certo più appagato da una vita al sole dei campi a sud della Francia, è il limone secondo Jacquemus, marchio di Simon Porte che ha portato una ventata di sensuale freschezza negli armadi delle francesi. Se inizialmente il frutto era orpello decorativo perfetto per orecchini, da abbinare ad abiti total black, drappeggiati e sensualissimi come una notte a Casablanca (la sfilata è quella della spring/summer 2018) la trasmutazione in lemma da interior design è avvenuto più di recente, a Marzo, quando Simon Porte ha inaugurato Citron, cafè parigino tra vasi in terracotta e sedie in paglia intrecciata, trasposizione in pieno centro di una romantica limonaia provenzale. Se la joint venture si è avvalsa economicamente della potenza del gruppo Kaspia, l'idea originale è attribuibile all'estro di Simon, distillato esuberante di una romantica saudade. E mentre si sfila per le passerelle, immaginando la prossima estate, non si fa fatica a immaginare che la seconda primavera del limone, sia ancora lontana dal considerarsi conclusa.

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