"Come vestirsi per stare in casa" ha cambiato le ricerche online di moda (e non solo)

Dai pigiami ai leggings Spanx, passando per la lingerie seducente di Agent Provocateur, e la (ri)conferma dell'esistenza di una sola fashion icon, nel castello di Windsor: la regina. Cosa dicono i risultati di Lyst.

Portrait of young woman wearing hoodie in studio
Andriy OnufriyenkoGetty Images

Cosa desideriamo comprare, in tempi di Covid-19, quando l'emergenza sanitaria ci costringe a stare a casa? Cosa cerchiamo online, sognando il momento nel quale potremo indossarlo domani? Sono queste le domande che si è posto Lyst, la maggiore piattaforma di ricerca mondiale del settore moda, alla quale si rivolgono annualmente circa 100 milioni di acquirenti, cercando gli oggetti del desiderio visto su una passerella o in un servizio fotografico. E i dati che l'azienda ha elaborato, su base settimanale e divisa per paesi, raccontano uno spaccato sull'evoluzione di questo mese di quarantena: le nostre "Stay at home searches" della settimana del 23 marzo, ad esempio?


Se in Francia continuavano a esercitare l'ottimismo, acquistando le borse a tracolla Riviera di Jacquemus in colori accesi, sperando di poter rivedere presto le rive della Senna o i campi della Provenza, in Inghilterra si portavano avanti, comprando tute e felpe con cappuccio, arrivando addirittura a includere il cardigan nelle loro ricerche, forse per indossare qualcosa di confortevole (e presentabile) durante le riunioni di lavoro su Zoom. A scendere in fondo alla lista degli accessori più cercati, sono stati portafogli, zaini e occhiali da sole, praticamente inservibili quando l'unico panorama da esplorare è quello dal balcone di casa propria. Un dato, però, la diceva già lunga: i prodotti più cercati da donna erano già i leggings (e nello specifico quelli di Spanx), mentre gli uomini desideravano ardentemente infilarsi ai piedi le Asics Gel Pulse 10, e dirigersi nel più vicino parco per esercitare il loro diritto al running.

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E in effetti a Londra, solo 2 giorni dopo, è iniziato il boom nelle richieste dei leggings da yoga, forse prevedendo workout casalinghi in diretta streaming con i propri personal trainer, o seguendo uno dei tanti corsi disponibili online. E sempre, a Londra (e anche a New York) ormai impegnati in una nuova vita casalinga, da vivere senza abbrutirsi, sono salite le ricerche di lingerie (un 9% in più con il sensualissimo Agent Provocateur e Bluebella tra i marchi più popolari). Gli italiani, ormai convertitisi alla felpa come nuovo business suit, le cercavano però delle maggiori maison, da Balenciaga allo streetwear di Heron Preston e Off-White. In America, invece, ci si è concessi i guilty pleasure di infilarsi in casa gli Ugg – anche se, a dire la verità, gli americani indossano da sempre i boot del brand anche per uscire a fare compere – e le ben più cerebrali Birkenstock. A dirigere però la classifica dei marchi più cercati della settimana nel mondo erano Nike (di cui in Germania ci si accaparrava le tute, mentre in Francia si optava per le Air max 98), Gucci e Off-White.

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La settimana seguente, la prima di Aprile, gli spagnoli si sono dimostrati già recalcitranti alla quarantena, e hanno preso a sognare delle estati sulla costa, iniziando ad acquistare tuniche, caftani, espadrillas e costumi. Se la lingerie continuava a macinare richieste (+15%, con il set logato di Gucci che si classificava come il prodotto più cercato della categoria) la febbre da attività fisica è continuata a salire: in Inghilterra si cercavano praticamente solo pantaloni da tuta, da jogging e sneakers ( e in Germania le più cercate erano le Vans Blue Ultrarange Exo LX ), mentre la Francia abdicava al suo solito je ne sais quoi ricercando online per la maggior parte pantaloni da pigiama e leggings. Il turning point per delle ricerche che, altrimenti, sarebbero verosimilmente rimaste simili per tutta la durata della quarantena, è stato il discorso della Regina al popolo inglese, quel We will meet again di domenica 5 aprile. E che Elisabetta II fosse a suo modo una fashion icon al pari di Kate e Meghan era cosa nota, ma ha comunque stupito il fatto che le ricerche di abiti di colore verde, come quello indossato proprio dalla sovrana, salissero del 52%, mentre invece, la ricerca delle spille schizzasse, in sole 3 ore, ad un +115%.

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Il brand in prima fila per soddisfare i desideri di chi volesse appuntarsi un fiore di zirconi (anche se nel caso della Regina si tratta sicuramente di diamanti al cui centro si posiziona una pietra di giada, ma durante la quarantena non pare il caso di andare così per il sottile), è ovviamente Chanel. Riconfermando la sovrana d'Inghilterra come modello aspirazionale a cui tutto il mondo guarda, per quella sua capacità di rimanere ferma e impassibile, come solo i veri leader, anche e soprattutto durante i momenti più difficili.

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