Da modella cover face a designer, Valerija Kelava ci racconta come è nato Just a Corpse

Dalla storia di copertina di Marie Claire ottobre 2021 alla storia di un corpo che balla.

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Just a Corpse

Questa è la mia seconda volta con Valerija Kelava (la modella di copertina di Marie Claire ottobre 2021), la prima volta che l’ho incontrata è stata a Parigi nel 2016, sono passati cinque anni e lei è sempre bella come allora: è una donna speciale, una bellezza unica con le sue orecchie un po' a sventola, e quei grandi occhi blu/grigi con cui osserva curiosa quello che le succede intorno. Valerija è una top model, una professionista a tutto tondo, si guarda allo specchio pronta per lo scatto e si sistema da sola per entrare in quel personaggio in cui io e il fotografo Jan Welters le abbiamo chiesto di calarsi. Il servizio con cui la ritrovo è “Lady Tarots” una donna un po’ eccentrica che ama la moda, il colore, è appariscente e positiva in un futuro luccicante dove non ci sono confini tra giorno e sera, dentro e fuori. La foto della cover di ottobre, inaspettata, è lei con quello sguardo così forte e un po' freddo, così elegante ma moderno, lo scatto alle 8 di sera dopo una lunga giornata in giro per Parigi, finalmente “ride” manca solo una foto, ed è quella la cover! E Jan urla “DONE”! Forse fare la modella non le basta più, ha lavorato con i più grandi fotografi, Juergen Teller, Steven Meisel, tante sono state le sfilate che fatto in questi anni, e moltissime le copertine su cui è apparsa ma ora è felice quando mi racconta del progetto che ha realizzato con il designer Uroš Belantič (famoso per le sue creazioni nell’ambito della danza). Si chiama JUST A CORPSE ed è una collezione che prende spunti dalla danza, un luxury leisure, che mette al centro il corpo e la sua vitalità.

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Come hai scelto il nome del brand “JUST A CORPSE”?
Era il risultato di un gioco di parole dal francese “just au corps” che nella traduzione letterale sarebbe un body, ci è piaciuto il tocco inglese perché ha innescato molte associazioni.

Da dove nasce questa collaborazione tra te e Uroš, hai sempre sognato di ampliare i tuoi orizzonti nel settore della moda, da modella alla creatrice stessa?
Sono sempre stata assorbita dall’arte, dal cinema, dalla fotografia, dallo stile, dall’abbigliamento. In qualche modo sapevo che avrei lavorato nella moda, anche se non avevo una completa chiarezza sul perché, su come e cosa esattamente, lo sapevo e basta. Il tentativo di fare la modella è stato come far prendere vita alle mie ispirazioni. Ho incontrato Uroš al mio primo casting, ho iniziato a lavorare per il suo brand a 14 anni, e presto sono stata coinvolta più profondamente in tutto il processo creativo, entusiasta di essere coinvolta, da quel momento abbiamo condiviso un viaggio lungo una vita e Just A Corpse sembra essere un capitolo di quel romanzo che stiamo scrivendo insieme. Fare la modella mi ha permesso di comprendere i processi necessari alla creazione delle immagini.

Quanto è importante per te e per il brand la ricerca di tessuti sostenibili? Dove vengono prodotte le collezioni?
Consideriamo la collaborazione con aziende a conduzione familiare, fornitori regionali, il coinvolgimento di talenti e lavoratori locali è una parte cruciale per un contributo alla sostenibilità. Produciamo solo quello che vendiamo per evitare eccessi di scorte che è uno dei maggiori fattori di inquinamento nell’industria dell’abbigliamento. I nostri capi sono sviluppati nel nostro atelier a Lubiana e prodotti nelle vicine fabbriche in Slovenia e Croazia, il 90% dei tessuti proviene dai principali produttori del Nord Italia: siamo un po' italiani anche noi! Facciamo fatica a trovare tessuti riciclabili che offrono quel tocco raffinato e cool per cui i nostri capi sono famosi. Man mano che l’azienda cresce, cresce anche il potere di sensibilizzare i fornitori che hanno già fatto passi da gigante nella tecnologia e sono finalmente riusciti a produrre una versione riciclata del nostro tessuto principale, che spero supererà presto tutti i test di qualità.

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La tavolozza dei colori è molto organica, con tessuti morbidi ed elastici per assicurare una performance di abbigliamento di lusso sportivo, quante collezioni create ogni anno?
Non seguiamo la natura ciclica delle collezioni. Viene lanciata una nuova edizione quando si accumula una quantità sufficiente di contenuti creativi e sentiamo che c’è una storia nuova da condividere con i nostri fedelissimi clienti. Una o due volte l’anno dipende.

Quanto influisce la tua esperienza di top model nella creazione dell’immagine?
Tanto! Sono molto coinvolta nell’immagine, la mia esperienza di modella mi ha dato regalato le conoscenze tecniche e visive necessarie.

Colleghe/amici ti supportano in questo tuo progetto?
La maggior parte dei miei amici d’infanzia e qualche collega, collaborano con me in un modo o nell’altro. Il più grande onore e supporto per me è vederli indossare con entusiasmo i nostri capi. Non molti sono ballerini, ma troveranno sempre un modo per mixare i nostri capi con i loro jeans o altro.

Hai qualche esperienza nella danza?
Ho avuto una breve formazione di hip-hop da adolescente, ma non sono mai riuscita a connettermi con la rigidità della formazione della danza. Sono sempre stata ispirata dalla danza e dal ballo, anche se senza una guida particolare. La danza è una bellissima espressione di energia del corpo.

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