Collezionare i 90s, i capi vintage di Calvin Klein e dove trovarli

Jeans dritti; top micro, da indossare sotto i blazer; lo spaghetti dress reso eterno da Kate Moss e Jacqueline Bessette, ai concerti indie-rock di Londra e alle feste wasp negli Hamptons: il vocabolario stilistico di Calvin Klein.

Getty Images

Come si fa a rendere seducente un paio di jeans, capo nato indosso ai nerboruti minatori e ai cercatori d'oro nel Klondike? Come si costruisce una narrativa persino controversa, partendo da un top in cotone stretch nero, di quelli che di solito si indossano in palestra? Suonare Calvin Klein. Il maestro del minimalismo americano ante litteram, che compie 78 anni il 19 novembre, è stato capace di raccontare una storia antica come la tela di quel denim, e renderla improvvisamente contemporanea, necessaria, fresca come un getto d'acqua inaspettato in piena estate. Un racconto grafico, perché le immagini e le campagne pubblicitarie associate al brand, hanno parlato (e fatto parlare) molto più di comunicati stampa prolissi e arzigogolati, di quelli che confondono con le parole, per poi non dire niente. «Cosa c'è tra me e i miei Calvin? Niente»: una riga di testo, che accompagnava la foto scattata da Richard Avedon, all'allora quindicenne Brooke Shields. In dei jeans bootcut, stretti quanto basta, e una camicia rosso borgogna in seta abbottonata q.b, per mostrare il ventre, ma nascondere il resto.

Oggi nessuno solleverebbe un sopracciglio: nel 1980 l'immagine, e la pubblicità per tv che ne conseguì, scatenò l'indignazione di famiglie preoccupate e network zelanti, che bandirono e criticarono l'advertising. Ma Calvin Klein non si scompose: «I jeans sono il sesso. E più stretti sono, meglio vendono», disse più tardi. E aveva ragione lui, perché lì iniziò un impero, di cui protagonisti a pari grado sono stati l'esordiente Kate Moss, peccaminosa nel suo essere acerba, gli spaghetti dress, unico grado di separazione tessile tra l'inglese ribelle e la statunitense wasp, Kate e Carolyn Bessette, l'intimo sportivo, eppure evocativo di una gioventù vigorosa, senza nostalgia da vecchio continente. Un racconto essenzialmente americano, nato lanciandosi senza paura nel futuro, da indossare ieri, oggi, domani.

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1 Forever young
Vestiaire Collective
Calvin Klein vestiairecollective.com

A indossarlo per prima fu un'acerba Kate Moss, immortalata nei bianco e nero del fidanzato di allora Mario Testino passati alla storia (della fotografia di moda). E che oggi si indossa anche sotto il blazer sartoriale.

28 euro

2 American dream
Vestiaire Collective
Calvin Klein 205W39NYC vestiairecollective.com

A sigaretta, essenziali e privi di fronzoli: come l'anima stessa del brand, di cui i jeans costituiscono l'emblema su tela di denim. L'etichetta in arancio fluo è la firma stilistica di Raf Simons, autore di un revival cerebrale con Calvin Klein 205W39NYC. 

71 euro

3 Back to the 90's
Vestiaire Collective
Calvin Klein Collection vestiairecollective.com

Uscire con una sottoveste (e sandali minimal): il diktat che metteva d'accordo Uk e Usa, la ribelle Kate Moss e Carolyn Bessette, algida bionda dal profilo aristocratico. Lo spaghetti dress, in seta (Calvin Klein Collection) con stampa optical, riporta indietro nel tempo, rimanendo contemporaneo.

85 euro 

4 Minimalismo su tela (rosa)
Vestiaire Collective
Calvin Klein 205W39NYC vestiairecollective.com

Profilo affusolato senza eccessi, la sensualità dello scamosciato, un fiocco per cingere la caviglia: Raf Simons disegna la femminilità intingendo il pennello in un rosa profondo.

127 euro

5 Nuovi classici
Vestiaire Collective
Calvin Klein 205W39NYC vestiairecollective.com

Il cappotto cammello dalla linea maschile, rigorosa, è un evergreen della narrazione americana, che si trasforma in strumento di seduzione (minimal) se indossato con lupetto nero e pantaloni in vinile.

355 euro

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