Andre Agassi confessa il suo segreto: «Bisogna scegliere le donne con saggezza»

Incontro in 100 domande con il tennista più complicato degli ultimi 30 anni: malinconico, innamorato, finalmente padrone del suo destino

Agassi al Roland-Garros a Parigi, nel 1990.
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Lo confesso, sono un po’ in soggezione. Sto per intervistare Andre Agassi e il format della nostra lunga chiacchierata a Wimbledon è un botta e risposta, quasi sincopato. Senza mai fermarsi, con pochissime pause. Quasi una prova di resistenza. Mi è subito venuto in mente il drago, la macchina lancia palle descritta dal tennista nelle pagine di Open, la sua biografia. «Il drago respira e ha un cuore nero», racconta Agassi. «Per un attimo mi sembra quasi ridicolo, come la macchina delle praline che ingoia Augustus Gloop in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. Ma, quando il drago punta dritto su di me e spara una palla a 180chilometri all’ora, emette un ruggito da belva assetata di sangue». Ecco io mi sento come quella macchina: ogni pallina, una domanda... Agassi è appena arrivato. Indossa una maglietta antracite e sorseggia l’ennesimo caffè Lavazza, di cui è Global Ambassador dal 2016 e con cui condivide iniziative benefiche e impegno sociale. Qualcuno ha scritto che quando lo si incontra dal vivo dà l’impressione di grande forza e infinita fragilità. Che il suo corpo sembra fatto di carne e cristallo. E che i suoi occhi sono i più luminosi e malinconici dell’universo. È vero.

1) Chi è oggi Andre Agassi? Una persona che finalmente si gode il presente, senza pensare troppo a ciò che può accadere domani.

2) L’anno più bello della sua vita? Il 1999.

3) Perché? Ho incontrato mia moglie (Steffi Graf, ex tennista tedesca, ndr). E ho vinto il Roland Garros, l’unico dei tornei del Grande Slam che mi mancava.

4) La persona che più l’ha ispirata? Nelson Mandela.

5) In che cosa è stato importante? Le sue parole: «Io sono il padrone del mio destino. Io sono il capitano della mia anima», mi hanno fatto diventare un uomo.

6) Un giorno ha detto che ritirarsi dal tennis è un po’ come prepararsi alla morte. È sempre così pessimista? Ho cambiato idea. La mia vita fuori dal tennis è una scoperta continua.

7) Quanti caffè beve al giorno? Due espressi la mattina e un cappuccino al pomeriggio.

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8) Che cosa mangia a colazione? Non faccio quasi mai colazione, bevo solo caffè.

9) Che cos’è la Agassi Foundation for Education? È una realtà che si prende cura dei bambini più sfortunati ed emarginati in America.

10) Quanto la impegna la sua fondazione? Dalla mattina alla sera. È il lavoro della mia vita.

11) Perché l’istruzione è così importante? L’istruzione è essenziale. È l’unico modo per cambiare il futuro.

12) La sua come è stata? Mio padre non mi ha dato possibilità di scelta. Mi impegno a favore dei giovani proprio perché non ho avuto né istruzione né alternative.

13) La sua fondazione si prende cura anche degli immigrati in arrivo dal Messico? Sì. Molti dei problemi si risolvono se ci occupiamo anche del giardino che abbiamo dietro casa.

14) Due anni fa per la campagna Lavazza I’m back circa duecento suoi cloni hanno invaso le strade di New York per un flashmob. Cosa pensa della celebrità? È molto sopravvalutata.

15) La gente la ferma ancora per strada? Direi di sì, anche se un po’ meno rispetto al passato.

16) Cosa ha provato quando è diventato il numero uno al mondo? È stato il periodo più buio della mia vita. Non ho mai odiato così tanto il tennis. Ho sempre giocato per mio padre e dovevo trovare qualcosa che fosse davvero mio.

17) E alla fine l’ha trovato? Sì, grazie a tutti quei bambini che come me non hanno potuto studiare, ma che, diversamente da me, non hanno avuto la fortuna di poter giocare a tennis.

18) È nato a Las Vegas e qui ha deciso di vivere. Cos’ha questa città più delle altre? Due milioni di abitanti, buon cibo, un club di football in arrivo (i Raiders di Oakland hanno deciso di spostare la loro sede dalla California a Las Vegas, ndr), monti e deserto spettacolari. E la mia famiglia.

19) È stato difficile per Steffi, nata in Germania, vivere in Nevada? Diciamo che ho una moglie che mi ama molto.

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20) È complicato far crescere i figli in un posto noto per il gioco d’azzardo? Viviamo fuori dal centro e le assicuro che è un posto meraviglioso.

21) Se non vivesse a Las Vegas? Vivrei a San Francisco oppure in Nuova Zelanda.

22) In Nuova Zelanda? È un posto magico, la gente è simpatica e la vita semplice.

23) In Open racconta che il primo regalo che diede a Steffi fu una scatola di “strane candele”. Che avevano di strano? Erano uniche. Non le avevo mai viste prima. Avevano un odore particolare e un curioso design. Difficile da spiegare. Mi sembrava un dono perfetto.

24) E si ricorda il primo regalo che Stef le diede? Certo, è stato il suo “sì”.

25) Fognini e Pennetta si sono sposati da poco: funzionano i matrimoni tra tennisti? Il mio sì.

26) La cosa più folle che ha fatto per amore? Stalkerare Steffi fino a quando non m’ha detto sì.

27) Strategia vincente a quanto pare... Sono stato fortunato. Di solito le donne scappano davanti a troppa insistenza.

28) Steffi ha detto che il suo sogno è diventare fotografa per National Geographic. E il suo? Coinvolgere sempre più bambini nella mia missione.

29) Quando era piccolo il suo nemico era il“drago”, la macchina lancia palline modi creata da suo padre. Quando era tennista il suo avversario era Pete Sampras. Oggi chi sono i suoi draghi? Con la maturità ho imparato a combattere e a minimizzare questi nemici, soprattutto quelli che ho dentro me stesso.

30) Quanto la nascita dei figli ha cambiato la sua vita? Ha stravolto tutto.

31) In che modo? Mi ha fatto guardare il mondo anche attraverso gli occhi degli altri.

32) Le qualità che un padre deve avere? Essere comprensivo, paziente ed empatico.

33) Che cosa dirà a suo figlio Jaden sulle donne? Di sceglierle con saggezza.

34) E cosa non dirà? Uhm, difficile. Più che altro gli consiglierei di tenere per sé quanto sia importante sceglierle con saggezza.

35) Jaden ha grande talento per il baseball. Come lo aiuterà? Gli starò accanto ovunque. Per rincuorarlo davanti alle sconfitte e non farlo volare troppo in alto di fronte alle vittorie.

36) La sua filosofia di vita in tre parole? Il passato non c’è più, il futuro non c’è ancora, l’unica cosa di cui siamo certi è il presente.

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37) Sua figlia Jaz Elle che passioni ha? Ama la danza e l’equitazione.

38) Si sente in sintonia con i ragazzi di oggi? Non molto, non riesco proprio a capirli.

39) Con quale soprannome chiama Steffi ? Baby.

40) E il suo? Mi chiamano tutti Andre.

41) Sente ancora la solitudine dei giorni in cui giocava a tennis? No, quella solitudine è finita.

42) Il primo grande amore Mandy, Barbra Streisand, Brooke Shields, Steffi: che cosa ha imparato dalle donne? A sceglierle con saggezza (ride).

43) Che cosa pensa di Donald Trump? È il presidente del mio Paese e per questo lo sostengo.

44) Sempre e comunque? Le persone possono avere diversi punti di vista però non sono mai state le differenze a interessarmi, ma i loro obiettivi.

45) Quanto sono cambiati gli Stati Uniti? Sono molto più divisi rispetto al passato.

46) Gli immigrati hanno fatto l’America e continuano ad arrivare: bisogna chiudere le frontiere? È importante occuparsi dei più deboli. E fornire loro le opportunità per vivere in modo dignitoso.

47) Voterebbe per un presidente donna? L’essere uomo o donna non è un fattore decisivo per la mia scelta. In politica non è mai una questione di genere. Ma di sensibilità e intelligenza.

48) E nel tennis, quanta differenza c’è fra quello maschile e quello femminile? Anche qui non è questione di differenze, ma di proporzioni. È come mettere sul ring un peso massimo con un peso leggero. Ognuno è bravo nella sua categoria.

49) Perché dice che il tennista è un uomo solo? In campo siamo soli con noi stessi. Nessuno ti parla, non c’è time out e non ti puoi nascondere.

50) Se le dico Wimbledon? Penso alla mia vita che si stravolge, al prestigio di questo luogo e allo stress che mi provocava allenarmi sull’erba.

51) Cosa odia del mondo del tennis? Non c’è mai tempo per godere dei propri successi.

52) In che senso? Che quando vinci devi provare a tutti che non è stato un caso e devi continuare a vincere.

53) E cosa le manca di più? L’allenamento.

54) Cos’è il talento? È ciò che ti permette di fare divinamente qualcosa in modo naturale.

55) Chi è il miglior tennista con cui ha mai giocato? Direi Roger Federer. Purtroppo non ho avuto mai l’occasione di sfidare Rafa Nadal al suo massimo.

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56) A proposito di Federer, crede in Dio? Sì (ride).

57) Secondo lei dove si va quando si muore? Dove ci meritiamo.

58) Roger Federer o Pete Sampras? Roger.

59) Borg o McEnroe? Borg.

60) Lo scrittore Martin Amis considera il tennis una forma d’arte. E lei? Anche io.

61) Cosa le viene in mente se le dico Nick Bollettieri (l’allenatore storico di Agassi, ndr)? Penso a un fighter, a un combattente.

62) La qualità più importante che deve avere un tennista? La disciplina.

63) Che rapporto ha con la vittoria? Con il tempo ho imparato a capire che più dei risultati è importante il lavoro che fai per ottenerli.

64) E invece con la sconfitta? La gestisco. Sono cresciuto molto grazie ai miei insuccessi.

65) I numeri uno del tennis fra 10 anni? Alexander Zverev e Nick Kyrgios.

66) Proprio il 23enne Kyrgios ha recentemente detto: «Odio il tennis, ma non so fare altro». Mi ricorda qualcuno...

67) Un desiderio che ha realizzato? Dare voce e potere ai bambini che non ne hanno.

68) Un dono di natura che vorrebbe avere? Essere un grande snowboarder.

69) Snowboarder? Dice sul serio? Proprio così. Impazzisco per lo snowboard.

70) Il film della sua vita? Viaggio in Inghilterra di Richard Attenborough.

71) La più bella canzone di sempre? Non ne ho idea. La musica non è il mio forte.

72) Ma non la chiamavano la rockstar del tennis? Sì, ma era solo per il mio look.

73) È vero che ama cucinare: qual è il suo cavallo di battaglia tra i fornelli? Sono un vero asso a cucinare le bistecche. Almeno così dicono.

74) Quanto è importante il suo ruolo di testimonial? Molto. Lavazza, per esempio, sostiene la mia fondazione e fa grandi cose per il tennis.

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75) La sua casa va a fuoco: cosa porta con sé? Le persone che amo, qualche foto e due dei miei tre cani. Uno lo lascerei a casa (ride).

76) Chi dei tre è lo sfortunato? Non glielo dirò.

77) Il libro che ha sul suo comodino? Nessuno, non amo leggere prima di addormentarmi.

78) Un sogno che aveva da bambino? Di certo, non diventare un tennista. Quello per me non è mai stato un sogno, ma un dovere.

79) Un suo rimpianto? Aver lasciato lo sponsor Nike per due anni. Ma poi per fortuna siamo tornati insieme.

80) La prima cosa che fa quando si sveglia? Dico buongiorno a mia moglie e le do un bacio.

81) La parola che usa di più? Pletora.

82) Perché proprio pletora? Per una pletora di motivi (ride).

83) E la parolaccia? Bullshit, stronzate.

84) Quante persone oggi considera amici? Uno, due, tre... Credo di avere sei buoni amici.

85) La sua paura più grande? Fallire la missione con la mia fondazione.

86) Come si vede fra vent’anni? Spero vivo.

87) Come si rilassa? Cucinando e guardando i miei figli fare ciò che amano.

88) A chi vorrebbe dire “mi dispiace”, se potesse? A tutte quelle persone a cui ho dato meno di quanto meritassero.

89) Il momento più imbarazzante? Quando ho fatto uso di droghe. È stato molto umiliante.

90) Se potesse trasformarsi in qualcuno o qualcosa? Mi piacerebbe essere il ragazzino che porta l’asciugamano di Steffi durante un suo match.

91) Le persone più importanti della sua vita? I miei figli Jaden e Jaz.

92) Ha degli account Facebook o Instagram? Sì, ma non me ne occupo personalmente.

93) Cosa vuole comunicare attraverso il suo profilo Twitter? Esattamente ciò che scrivo.

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94) Che foto ha sul suo desktop? Un patchwork di immagini dei miei figli a tutte le età.

95) Che poster aveva da bambino nella sua cameretta? Non c’erano poster a casa mia.

96) Se potesse riportare in vita qualcuno che non c’è più? Farei tornare Martin Luther King.

97) Cosa c’è scritto sulla collanina che indossa? Daddy Rocks. Me l’ha regalata mio figlio quando aveva 4 anni. È preziosissima.

98) Perché fa tanta beneficenza? Per restituire parte del tanto che il tennis mi ha dato.

Art SEITZ

99) Cosa farà dopo l’intervista? Vedo un paio di amici e vado a cena. Ho voglia di cibo indiano.

100) C’è una domanda che si sarebbe aspettato le facessi e non le ho fatto? Sinceramente no, è difficile da credere ma abbiamo parlato di tutto. Almeno di quello che si può raccontare.

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