«​Lavorare a L.A. per gli italiani è difficile, i ruoli per noi sono pochi. Ma stringo i denti e vado avanti»​: parola dell'attrice Sara Serraiocco

Dal debutto a Cannes nel 2013 al debutto in America nella serie tv Counterpart: storia di una giovane donna italiana pronta a conquistare Hollywood.

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Arnaud Pyvka

La sua storia è la prova che una grande occasione mancata può trasformarsi in una nuova avventura ancora più grande. Un provino non andato a buon fine per Star Wars l’ha portata ad aggiudicarsi il ruolo di protagonista in Counterpart, serie tv americana di fantascienza con il premio Oscar J.K. Simmons. Qui Sara Serraiocco, classe 1990 cresciuta a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, è Baldwin ma anche Nadia Fierro, assassina e contemporaneamente violoncellista di successo. Un doppio ruolo che ha decretato la sua svolta americana. «Ero completamente rasata a zero. Avevo un’immagine molto forte», racconta al telefono dalla West Coast, ricordando l’audizione che ha segnato il suo debutto in una produzione internazionale. Questa però è la seconda volta che il destino le offre una nuova strada: partita come ballerina e insegnante di danza, è stata costretta a fermarsi per un infortunio alla caviglia. Così, nel 2013, approda alla recitazione. Il debutto nei panni di una ragazza non vedente in Salvo, vincitore del Grand Prix della critica a Cannes. Poi il film Cloro del 2015, arrivato al Sundance Film Festival e alla Berlinale. L’opera prima di Marco Danieli La ragazza del mondo presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2016, e ancora Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi. L’ultimo è In viaggio con Adele, regia di Alessandro Capitani, in arrivo nelle sale italiane.

Per un’attrice esiste ancora il sogno americano o è solo un cliché? Esiste, eccome. Lavorare negli Stati Uniti per noi italiani è ancora molto difficile. Anzi, difficilissimo. È quasi un terno al lotto. Qui i ruoli per noi sono davvero pochissimi.Tu però ce l’hai fatta. Hai fatto un primo, grande, passo. Non è stata una passeggiata e non lo è tuttora. Ma stringo i denti e vado avanti. Qui a Los Angeles si ci sente comunque sempre stranieri.

Hai nostalgia del luogo in cui sei cresciuta? No, però ci torno spesso per rivedere la mia famiglia e gli amici più stretti che mi sono rimasti. Per me è fondamentale.

Hai trovato degli angoli in cui ti senti a casa anche lì? La vedo più come una base dalla quale partire alla scoperta di nuovi luoghi. È collegata con altri posti che voglio vedere e conoscere. Amo viaggiare e ogni volta che sono qui lascio la città alla ricerca di nuove esperienze. Sono appena stata tre giorni in Messico. Fantastico.

Sara Serraiocco indossa un abito in tulle e velluto di seta con top di pizzo di Bottega Veneta.
Arnaud Pyvka

Los Angeles però è anche Hollywood, il luogo della grande occasione. È difficile capire i suoi meccanismi, soprattutto se la si guarda dall’Italia. Di sicuro mi corrisponde, è il luogo dove cogliere al volo tutte le possibilità che la vita ti mette davanti. Bisogna sempre lavorare sodo, ma soprattutto farsi trovare sempre pronti.

Attitudine militare e molta disciplina. Te l’ha insegnato la danza? Certo che sì! È un imprinting mentale che ho sin da piccola e che ancora oggi mi accompagna. Il mio approccio al lavoro è sempre lo stesso: non temere nuove sfide, cogli l’imprevedibile e impegnati per dare sempre il meglio di te.

Sin dagli esordi ti sei messa in gioco anche con il tuo corpo. Ti viene naturale? Ho avuto la fortuna di lavorare con registi che mi hanno sempre messo alla prova. Iniziando da Giovanni Veronesi che ha deciso di tagliarmi i capelli a zero. Lì il mio cambio di look è stato drastico. Anche Cosimo Gomez mi ha cambiata molto in Brutti e cattivi. Per lui ho portato una parrucca di boccoli biondi e ho lavorato molto sul mio fisico. Lo stesso in Counterpart. Ho fatto un grande lavoro per arrivare a una figura quanto più possibile androgina.

Pensi che in America sia una condizione necessaria per avere maggiore riconoscimento? Mi ritengo molto fortunata, indipendentementre dall’esperienza americana. Anche in Italia mi è sempre stata data l’opportunità di mettermi in gioco. Soprattutto a livello fisico. Per me è però una condizione normale. Sono un’attrice, il continuo cambiamento è naturale e mai forzato, dipende dalla parte che devo recitare.

Qual è il limite? Non ho nessuna preclusione. Sarei comunque tutelata se una scena potesse mettere a repentaglio la mia vita. In America sono molto attenti a queste cose. Quando Baldwin si lancia dalla finestra ho ovviamente una controfigura. Però sfato un cliché: i migliori stunt che io abbia conosciuto sono italiani.

Fai la spola tra l’Italia e la California da due anni. Quando torni cosa porti con te? Il cielo visto da qui. È diverso, sempre limpido. Dovunque andrò è un ricordo che non dimenticherò mai.

In apertura Sara Serraiocco indossa una giacca in lana con paillettes e inserti in velluto. Collane di metallo e perle. Tutto Chanel. Le foto di Arnaud Pyvka sono tratte dal numero Marie Claire di settembre. Servizio Elisabetta Massari. Ha collaborato Sofia Brini. Trucco Nicoletta Pinna using Kiehl's e Uban Decay e Fulvia Tellone, entrambe per Simone Belli Agency. Si ringrazia Hotel Danieli. Produzione MG Matteo Gottardis.

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