L'appello di Judy Dench per Kevin Spacey "per favore, fatelo lavorare ancora"

A quasi un anno dalla messa al bando del protagonista di House of Cards, l'attrice 83enne invoca il perdono per lui e, pur biasimandolo, invita a non dimenticare tutto ciò che ha fatto di bello.

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“Non posso approvare la sua esclusione dal mondo del cinema”. L’appello di Judy Dench per Kevin Spacey risuona forte e chiaro dalla voce della voce della grande attrice inglese ospite premiata al San Sebastian Intl Film Festival, e non ammette mezze misure. Dench si riferisce allo scandalo da cui, nell’ottobre del 2017, è stato travolto l’interprete di film culto come I soliti sospetti, American Beauty, Seven, The Big Kahuna, e in questi ultimi anni della serie House of Cards, dopo le accuse di molestie da parte dell’attore Anthony Rapp risalenti all’epoca in cui aveva 14 anni, infilate nel calderone del #metoo. Tutto ciò aveva portato al licenziamento di Spacey dalla serie Netflix e alla cancellazione del suo cameo nel ruolo di Jean Paul Getty dal film di Ridley Scott All The Money in The World, in cui è stato sostituito da Christopher Plummer. E c'è già chi si chiede Kevin Spacey che fine ha fatto. Ma in molti, fra gli addetti ai lavori, si sono ribellati per la messa al bando dell’attore, e Judy Dench ne è diventata ora la capobanda.

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"Qualunque cosa abbia fatto, non è giusto che lo si tagli fuori da ogni film", ha tuonato dal palco del festival l’attrice da Oscar. “Dovremo rifare sempre quello che è successo quando è stato sostituito da Christopher Plummer? Dobbiamo continuare a farlo nel corso della storia? Dovremo sempre tornare indietro nel tempo e chiunque si sia comportato male in qualche modo, o chi ha infranto la legge, o chi ha commesso un qualche tipo di offesa, farlo sparire per sempre? Tagliarlo fuori? Escluderlo dalla nostra storia? Non lo so…”. Per rincarare la dose Dench, 83 anni, al cinema con il film Red Joan, ha anche dichiarato fieramente che Kevin Spacey, 59, è “un suo buon amico” e che al tempo della morte di suo marito Michael Williams, nel 2001, le è stato di conforto inestimabile "e mi ha tenuta su di morale”. Poi dall’alto della sua autorevole età e della sua importanza artistica, ha dato una bella lavata di capo ai boss dello showbusiness. Se non può farlo lei, chi altri? Ma cosa succederà ora? Qualcuno già si chiede: se dovessimo riabilitare Kevin Spacey, cosa ne sarà di tutti gli accusati del #metoo? La verità è che Hollywood, silenziosamente, dopo aver buttato fuori tutti dalla porta, li sta già facendo rientrare dalla finestra. Perché lui no? Per la risposta ci sarà da attendere.

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