Rania di Giordania, la chirurgia estetica e la saga di un (presunto) diritto alla critica scortese

"Guarda com'è cambiata", "guarda com'è imbruttita", "ma cosa le è successo?": quando un viso appartiene alla comunità internazionale, accogliere critiche è un dovere?

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Rania di Giordania è sempre stata un punto fermo, un riferimento irremovibile ma intoccabile. Le sue caviglie e i suoi polsi aristocratici (che ne avrebbero fatto un’ottima sposa Windsor, visto che sembrano caratteristiche fondamentali per entrare nella casata), i piani del viso che riflettono la luce in quel modo che i fotografi professionisti adorano per l’alta resa, i suoi girovita/girofianchi conservati bene e tornati a ogni figlio (ne ha quattro) sempre, rigorosamente, entro i centimetri pre-parto in un’area del mondo dove un po’ di carne in più è apprezzata: cose che ce la fanno ammirare dall’anno zero al di là di tante, innumerevoli altre qualità. In quanti sanno che è anche Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, che con la bellezza non ha nulla a che fare? Doti che il futuro re Abdullah II aveva visto in lei, tanto da farne il membro immagine della famiglia, tanto da lasciare che gli rubi la scena, doti che l’hanno resa un simbolo per le donne mediorientali (ma anche di un sacco di altri posti dove le donne lottano per la loro indipendenza).

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Rania di Giordania oggi ha 48 anni, un’età che già solo negli anni 80 avrebbe fatto di lei una signora pre-agé. Grazie al cielo non è più così e se una 40enne viene ancora definita “ragazza”, una alle soglie dei 50 entra appena appena nella maturità. Se oggi questo è possibile dipende dal progresso, dalla medicina, del fitness esteso alle donne che ti permette di avere 4 figli senza diventare una sacca informe, dalle creme viso e corpo che sono sempre più efficaci, dal benessere che è aumentato, dall’alimentazione che non è più affidata al caso. Ma anche da tanta forza di volontà. Allora perché la stanno attaccando?

Rania di Giordania da ragazza.
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Negli ultimi tempi si è parlato molto di una sua “trasformazione”, di come sia diventata “irriconoscibile”, come si sia “imbruttita”. Vengono mostrati impietosamente scatti (venuti male) in cui i lineamenti sembrano rigidi o gonfi dove non dovrebbero essere. Sembra una scoperta rivoluzionaria: la regina Rania di Giordania oggi, invece di soccombere agli anni che passano sta sperimentando la medicina estetica. Come OGNI donna sul pianeta che sente il bisogno di farlo, ognuna con i mezzi alla sua portata, nel pieno diritto di farlo. Sbaglia chi pensa che sia una schiavitù: bisogna arrivarci per provare quel filo di panico e di amor proprio davanti allo specchio che ti induce a tentare il tutto per tutto, per allontanare il normale corso della natura. Ma poi bisogna mettere in conto gli altri che stanno lì a indovinare quante punture hai fatto, e quando ne dovresti rifare quando si riassorbono.

Rania di Giordania con Melania Trump.
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Era successo anche a Carla Bruni, che a un certo punto sembrava effettivamente un filo alterata nei connotati, anni fa. Poi, qualsiasi cosa avesse fatto, si è dispersa e Carlà, che ha probabilmente trovato la formula magica giusta per lei, e ora è fresca e radiosa. Attaccare Rania perché sta sperimentando le manovre per difendere un viso che non appartiene solo a lei, ma a tutta la comunità internazionale, è questione di lana caprina? Sarà mica come dire che un vino Sassicaia è da biasimare perché se cade sulla tovaglia la macchia, dimenticando il gusto e il bouquet? Sì, forse lo è. Lasciamola fare, tanto non ci ha deluso mai, e in ogni caso ha il diritto anche di deluderci.

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