Il primo matrimonio è sempre un disastro? Provate a chiederlo a Carolina di Monaco (lei sa)

Troppo giovane lei, troppo farfallone lui: come una principessa incappò nelle nozze più malriuscite degli ultimi 40 anni.

Era l’estate del 1980 e People, dall’America, si chiedeva “è già finita fra la principessa e il suo playboy?”. La principessa era Carolina di Monaco, 23 anni, bella come una diva di Hollywood. Il playboy era Philippe Junot, 17 anni più di lei, che aveva sposato due anni prima. La loro relazione era iniziata quando Carolina, poco più che adolescente, era a Parigi per studiare ma frequentava parecchi locali notturni alla moda. E per lui, finanziere bancario col vizio del collezionismo di belle donne, la principessina fresca come una rosa rappresentava forse la cattura più prestigiosa. E a palazzo? Nessuno era d’accordo. Né mamma Grace, né papà Ranieri di Monaco, che per lei progettavano ben altro consorte, addirittura Carlo d'Inghilterra (a posteriori, nemmeno con lui sarebbe andato poi così di lusso). Ma non ci fu niente da fare: si diceva al tempo che Carolina fosse una ragazza così casta e pura che Junot, pazzo di desiderio, la sposò pur di averla (nel senso carnale). E che lei, pazza d’amore, si incaponì contro tutto e tutti.

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Due anni dopo, quando le voci dell’imminente divorzio si facevano insistenti, lui era l'unico portavoce della coppia (lei taceva) e minimizzava su Paris Match: “il matrimonio è fatto di due fasi: prima il divertimento, poi la riflessione”. E la rivista contestava che le cose erano cambiate, perché da come dicevano in principio, per loro la fase del divertimento sembrava non dovesse terminare mai. La loro vita era infatti tutta una lunga festa nelle discoteche di New York, passeggiate romantiche a Parigi e un’infinita vacanza in località esotiche dove la ventenne e il quarantenne posavano per languidi servizi fotografici in spiaggia con fiori tra i capelli. Il dolce far niente di chi è ricco e innamorato. In verità tutto questo durò molto poco, e non passò molto prima che le foto diventassero di facciata. L’idillio era già finito pochi mesi dopo il “sì”.

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Ma cosa era successo? Perché in 24 mesi Carolina di Monaco e Philippe Junot erano già pronti per dividere le loro strade, e addirittura lei è riuscita a ottenere l’annullamento dalla Sacra Rota? Il motivo è dei più banali possibili, fra quelli che fanno precipitare un rapporto: playboy si nasce e non si cambia. O meglio: si cambia solo quando la vecchiaia si avvicina e la paura di restare single incombe. E al tempo Junot non era ancora abbastanza "maturo" per questi timori. Accadeva così che durante i viaggi di lavoro di lui, mentre lei rimaneva a casa, si faceva avvistare con non troppa discrezione in compagnia di altre (affascinanti) donne. Insomma, dava l’impressione di non aver messo da parte il suo hobby nonostante il giuramento di fedeltà fatto in chiesa quel 28 giugno 1978, con una cerimonia ben lontana dallo sfarzo di quella che aveva unito Grace Kelly al principe Ranieri. I quali si erano ritrovati a dover mettere in campo (invano) ogni strategia possibile per sventare quello della figlia.

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Poco dopo la luna di miele, lui aveva già iniziato ad allontanarsi spesso da lei per lavoro. Lui dichiarava che la loro era solo una separazione "fisica", non dello spirito. Ma molti amici lo smentivano con spifferate anonime ai giornali, in cui lo definivano “un opportunista” che si rendeva conto di quanto perdere una come Carolina di Monaco non sarebbe stata una buona idea. Al tempo non c’erano smartphone con la fotocamera, i vip avevano meno paura di essere fotografati e svergognati sui giornali. Ma le voci di presunte libertà del marito irritavano tanto Carolina che cominciò a frequentare un caro amico, Roberto Rossellini Jr, il figlio di Ingrid Bergman e Rossellini senior, il regista. Poi, la fine. Per Carolina sarà dura ammettere che avevano ragione mamma e papà, ma nessuno gliene farà mai una colpa. L’annullamento della Sacra Rota arrivò 12 anni dopo, nel 1992, per “l'incapacità da parte dell'uomo convenuto di assumere gli obblighi essenziali del matrimonio per cause di natura psichica”. Cosa fa Philippe Junot oggi? Lui si risposerà nel 1987 con Nina Wendelboe-Larsen, dalla quale avrà tre figli prima di divorziare ancora, e avrà una quarta figlia da un altra donna. La principessa intanto è si risposata con l'uomo di cui tutte vorremmo incontrare un clone nella vita: Stefano Casiraghi il principe azzurro senza corona. Anche con lui il destino stava riservando a Carolina una punizione immeritata. Ma questa è un altro capitolo nel romanzo della principessa più sfortunata in amore di tutto l’universo, e ci piace fermarci qui, e immaginarla mentre ancora non sapeva cosa stava per accaderle.

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