Joan Baez, la guerriera che imbraccia la chitarra come un fucile (che spara fiori)

Vita e miracoli di una musicista con la voce leggendaria, che canta i suoi amori e che, superati da un pezzo i 70, mette ancora tanta, tanta paura ai potenti

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Se dovessimo dare un volto, un corpo e una voce agli anni 70, la scelta può cadere solo fra due artiste straordinarie. Una è Janis Joplin, che non è più con noi. L’altra è Joan Baez, colei che ha saputo conquistarsi un ruolo fondamentale nella musica a stelle e strisce e molto oltre, la giramondo che mentre il mondo pulsava ritmicamente verso la disco-music si imponeva con il genere country con cui cercava, riuscendoci a mantenersi aggrappata alle sue radici. E fra le righe della sua biografia musicale densa ed emozionante ci sono anche tracce di gossip appassionanti, come la sua storia d'amore con Steve Jobs, il guru di Apple, quando lui aveva 27 anni e lei 41. Seguiamo passo dopo passo ogni episodio della sua vita appassionante.

Joan Baez, biografia. La futura eroina della canzone americana (e non è un’esagerazione definiral così) è nata a Staten Island, a New York, il 9 gennaio 1941. È figlia di Alberto Baez, un medico messicano. Il nonno di Joan, il reverendo Alberto Baez, si era convertito dal cattolicesimo per diventare un ministro metodista e si era trasferito negli Stati Uniti. Sua madre, Joan Bridge, nata a Edimburgo, in Scozia, era una professoressa di letteratura, figlia di un sacerdote anglicano inglese discendente dai duchi di Chandos. Un mix di culture molto interessante, anche perché Joan è bilingue anglo-spagnola sin dall’infanzia. Joan ha due sorelle Pauline e Mimi. A causa del lavoro di suo padre all'Unesco, la famiglia Baez si trasferisce molte volte, sia in varie città degli Usa sia in tantissimi paesi stranieri come Inghilterra, Francia, Svizzera, Spagna, Canada e Iraq. Grazie alla formazione cosmopolita che riceve, Joan si appassiona molto presto ai diritti civili e alle cause sociali più calde del momento. Ha imparato a suonare la chitarra facilmente e ha iniziato a esibirsi frequentemente a Boston.

Joan Baez e Bob Dylan. Secondo Bob Dylan, Joan Baez ha una delle voci più distinte della musica. Per la precisione, una voce da soprano messa al servizio della musica folk-rock che le ha permesso di cavalcare un’immaginaria onda musicale degli anni 60 come una surfista, soprattutto al Greenwich Village newyorkese. Dopo aver iniziato a Boston, infatti, si fece notare, anzi, meravigliò tutti al Newport Folk Festival nel 1959, con le sue vibranti interpretazioni del repertorio tradizionale. Joan ha interpretato molte delle canzoni di Bob Dylan (memorabile quando Joan Baez con Blowin in the wind tenne in incanto un pubblico enorme) ma ha anche lavorato con altri compositori come Phil Ochos, Tim Hardin e Donovan.

Joan Baez, canzoni di protesta. Joan Baez non è mai stata solo chiacchiere: nel 1964 si rifiuta di pagare più della metà delle sue tasse come disobbedienza civile contro le spese militari. Prende parte alla nascita del movimento di libertà di parola all'Università della California, a Berkeley e un anno dopo co-fonda l'Istituto per lo studio della nonviolenza vicino a casa sua, a Carmel Valley. Alla fine degli anni 60 ha già scritto un sacco di pezzi suoi. È il periodo in cui vive con Bob Dylan che lei, già famosa, lancia come artista. I due venivano considerati il re e la regina delle canzoni di protesta. Dylan parla della loro relazione in Visions of Johana e la Baez lo farà invece dieci anni più tardi, nel suo album Diamonds and Rust. Ovviamente, come ha fatto Jane Fonda, Joan combatte, nel movimento americano contro la guerra del Vietnam, una di quelle “macchie” nella biografia che molti nazionalisti in patria non le perdonano ancora. Ha anche fondato Humanitas, un'organizzazione internazionale dei diritti umani, nello stesso periodo.

Joan Baez, album storico. Nel 1976 ha registrato quello che è considerato il suo lavoro migliore: Gulf Winds con materiale interamente suo. Nel 1968, si è sposata con il giornalista attivista David Harris. Poco dopo, nel 1969, Harris viene arrestato e rimarrà in prigione per 20 mesi per aver fondato The Resistance, un’organizzazione che dissuade i giovani americani dall’arruolarsi per andare in guerra contro il Vietnam. Mentre lui è detenuto, Joan, che dal palco di Woodstock denuncia l’ingiusta detenzione del marito, vola ad Hanoi, la capitale vietnamita, e partecipa alla fondazione di Amnesty International. Quando David viene rilasciato, però, la coppia si divide dopo pochi mesi. Con la fine della guerra in Vietnam e il cambiamento degli scenari politici, Joan Baez e molti altri personaggi noti per l’attivismo diventano meno evidenti. Ma lei non viene certo dimenticata: anzi, diventa una figura iconica degli anni 70 ormai conclusi. Negli anni 80 e 90, ha mantenuto il suo attivismo ma ha anche sofferto di depressione, sottoponendosi alle terapie per tenere a bada il problema. A metà degli anni '90, ha iniziato a sperimentare i ritmi e i suoni africani e ha pubblicato una compilation delle sue hit nel 1996. Nel 2008 ha inciso un nuovo album: Day After Tomorrow. Joan Baez, cantante e scrittrice, un altro aspetto della sua intesa carriera. La Baez ha scritto due autobiografie, Daybreak (1968) e And a Voice to Sing With(1987). Nel 2009, un documentario sulla sua vita dal titolo How Sweet The Sound è stato premiato al Toronto Film Festival.

Joan Baez, amori. Ricapitoliamo. Il suo primo ragazzo fu Michael New, incontrato all'università. Joan era così cotta di lui che nel 1979, per ricordarlo. scrisse la canzone Michael. Poi ci fu la storia con Bob Dylan. In un primo momento, Dylan era più interessato alla sua sorella minore, Mimi, ma poi preferì lei. Dopo rapporti sporadici per quasi due anni, nel 1965, durante un tour di Dylan del Regno Unito, il loro rapporto cominciò a raffreddarsi. La Baez è stata poi sposata con David Harris dal 1968 al 1973, diventando madre di Gabriel Harris, nato nel dicembre del 1969. E infine, durante gli anni 80 fece scalpore la relazione fra Joan Baez e Steve Jobs, lo storico fondatore dell’Apple. Oggi Joan Baez è una signora dal patrimonio di 11 milioni di dollari e non ha mai tirato i remi in barca. Nel 2017 ha scritto Nasty Man, una canzone “dedicata” a Donald Trump e l’ha lanciata su Facebook dove è diventata virale. Lo stesso anno è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame, l’archivio a Cleveland che raccoglie nomi e informazioni sugli artisti più influenti della storia della musica. Il suo ultimo album è del 2018, Whistle Down the Wind. Ha 77 anni compiuti, ma i potenti la temono ancora. E hanno ragione da vendere.

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