Per Frances Bean Cobain essere figlia di Kurt Cobain è stato bellissimo

"Se fosse vissuto avrei avuto un papà. E sarebbe stata un'esperienza incredibile”.

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Getty Images

Pensare che pochi giorni dopo la sua nascita, Frances Bean Cobain è stata prelevata e portata via dai suoi genitori. Tutta colpa di un’intervista incauta che aveva rilasciato la madre Courtney Love, leader del gruppo le Hole, e dalla quale sembrava ammettere di aver assunto eroina in gravidanza. Il papà era il leader dei Nirvana, Kurt Cobain, e nessun assistente sociale se la sentì di lasciare la bambina con questi due artisti stravaganti, per usare un eufemismo, prima di accertarsi che fossero in grado di badare a lei. Frances tornò a casa presto, quando fu chiaro che i suoi genitori potevano anche essere i peggiori sbandati del mondo, ma per lei sarebbero stati sempre mamma e papà. Francese Bean Cobain è nata il 18 agosto del 1992 a Los Angeles, al Cedars-Sinai Medical Center. Il nome, Frances, il papà l’aveva preso da Frances McKee, la chitarrista della band scozzese indie-pop The Vaselinese anche il secondo nome “Bean” era stata un’idea sua perché durante la prima ecografia aveva detto che la piccola nel ventre della madre sembrava “un fagiolino”. Come suoi padrino e madrina i genitori scelsero Michael Stipe, il frontman dei REM, e l’attrice Drew Barrymore.

Frances è rimasta nel cono d’ombra gettato dalla scomparsa del padre fino al 2005, quando ha rilasciato la sua prima intervista a Teen Vogue. Quello che disse tolse ogni dubbio a chiunque fosse interessato alla storia della sua famiglia: Frances ama i suoi disastrosi genitori, anche il suo papà, nonostante tutto, e di lui forse le sono rimaste solo le cose belle, diventato un simbolo del femminismo perché si sposò con Courtney Love su una spiaggia tenendo in mano un bouquet anche lui, come simbolo della parità di genere. Ma non ha avuto una vita facile, Frances Bean Cobain, come lo è quella di qualsiasi ragazza che ha perso il padre a soli due anni e vive con la consapevolezza che a togliersela è stato lui stesso, raggiunti i fatidici 27 anni. Il 1 aprile 1994 Frances lo aveva visitato all'Exodus Recovery Center, un centro di riabilitazione a Marina Del Rey, in California, dove suonò per lei. Era l'ultima volta in cui lo avrebbe visto vivo. Ricordi vaghi, vista l’età, ma che sembra aver mantenuto. Frances ha passato i suoi primi anni tra Seattle e Los Angeles. Per un po' viene affidata alla nonna, dopo che sua madre è arrestata per droga nell'ottobre 2003. Dopo solo qualche ora dall'arresto la madre andò anche in overdose da antidolorifici.

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Nel settembre del 2008 diede una festa per il suo 16esimo compleanno alla House of Blues di Los Angeles e l’invito diceva RIP Childhood, una frase che secondo alcuni riassumeva il tema del suicidio. Non era ancora finita lì. Nel dicembre del 2009 un giudice la affidò in custodia temporanea alla nonna e alla zia paterne ed emise un ordine restrittivo che proibiva a Courteny Love di avere ogni contatto con la figlia. Le carte parlavano di accuse di violenza domestica a un minore. Eppure, in quell’intervista del 2005 aveva protestato per il modo in cui sua madre veniva trattata dalla stampa: «Quando sei molto spesso sui giornali può far male», e oggi quando parla di lei dice solo che hanno avuto un rapporto "complicato". Frances non è una fan del grunge, nell’intervista rivelò anche che fra i musicisti degli anni 90 preferisce gli Oasis ai Nirvana. Nell'agosto del 2010 ha ereditato il 37 per cento del patrimonio immobiliare di suo padre e poco dopo è saltato fuori che è lei, non la madre, a detenere i diritti sul nome e l'immagine di suo padre.

Tuttavia è riuscita a condurre una vita il più normale possibile. A scuola è stata brava e ha studiato arte al Bard College di New York. Nel 2005, a 13 anni, ha scelto personalmente il titolo e la copertina dell’album compilation dei Nirvana Silver: The Best of The Box e poi ha fatto qualcosa che nessuna ragazzina avrebbe osato: rifiuta il ruolo di Bella Swan nel progetto che stava riducendo in film la trilogia di Twilight, di Stephenie Meyer. Kristen Stewart quindi sarà la seconda scelta della produzione. Dopo l’intervista del 2006 ha posato indossando il golf marrone e i pantaloni del pigiama del padre per un servizio in cui i figli delle star indossavano abiti dei genitori. Ce la mette tutta per esorcizzare la sua storia. Per un’estate ha lavorato come stagista negli uffici di New York della rivista Rolling Stone e non si è tirata indietro quando le è stato chiesto di partecipare al documentario ufficiale prodotto dalla HBO Kurt Cobain: Montage of Heck. In quel film, diretto da Brett Morgen, Frances definiva il padre "un ragazzino goth di 15 anni, così entusiasta". L’edizione americana di Rolling Stone invece ricorda lei come una ragazza matura e volenterosa, che lavorava in un cubicolo proprio di fronte a un muro con un gigantesco dipinto di Kurt e diceva, con un po’ di ironia: "vedo mio papà tutti i giorni." Nel 2014 si è sposata con il musicista Isaiah Silva il 29 giugno 2014 ma ha divorziato due anni dopo.

L'ex marito di Frances ha poi intentato una causa civile contro Courtney Love, il suo manager Sam Lutfi e l'attore Ross Butler della serie Thirteen Reasons Why e altri, sostenendo che stavano ordendo un complotto per rapirlo e ucciderlo. E forse è più chiaro perché con Frances sia finita. L'ultimo fidanzato ufficiale di Frances è il rocker Matthew Cook, ma i paparazzi li beccavano sempre nel pieno di furiose litigate in pubblico e lei ha finito per lasciarlo. Per San Valentino del 2019, su Instagram Frances Bean Cobain ha postato un video per presentare il suo amore attuale: il suo nuovo cane. Oggi dice di essere consapevole che la sua biografia è stata "insolitamente sovraesposta alla morte" e ha imparato a conviverci. È una visual artist e una modella, ma la maggior parte delle sue entrate vengono dai diritti delle canzoni del padre, che il mondo non smette di ascoltare. Ha comprato una villa in stile spagnolo da 1,8 milioni di dollari a Hollywood, vicino al Sunset Strip. Ma come se seguisse i consigli di un analista, parla del papà con chiunque glielo chieda, e quando si riferisce a lui lo fa usando il suo nome. “Kurt arrivò al punto in cui dovette sacrificare la sua arte, perché il mondo glielo chiedeva ", ha detto nel 2015 in un’intervista, ancora a Rolling Stone a cui da ex stagista è rimasta molto legata. "Penso che fosse uno dei motivi per cui ha deciso di non restare qui perché pensava che tutti sarebbero stati più felici senza di lui. In realtà, se fosse vissuto avrei avuto un papà. E sarebbe stata un'esperienza incredibile”.

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