La storia di Jayne Mansfield, la pin up delle pin up con il QI di Einstein

Le sue curve mozzavano il fiato agli uomini ma la sua intelligenza rischiava di respingerli: la vita intricata di una diva-parodia di Marilyn, con lo stesso tragico destino.

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Hanno avuto un destino per certi versi somigliante Jayne Mansfield e Marilyn Monroe. Entrambe erano belle, bionde, e costrette a fingersi sciocchine. Se Marilyn Monroe cercava un riscatto intellettuale leggendo sul set l’Ulisse di James Joyce, Jayne Mansfield doveva gestire con cautela il suo quoziente di intelligenza 148. Se si considera che la media mondiale è di 100, e quello di Stephen Hawking era di 160, si capisce quanto un numero simile avrebbe potuto intimidire i suoi fan, senza contare le cinque lingue che parlava, e la bravura con cui suonava il violino. Ma soprattutto, lei e Marilyn hanno in comune la scomparsa prematura, nonostante Jayne avesse cercato in tutti i modi di sfuggire le sregolatezze che stroncavano le vite delle star in quell’epoca, fu la malasorte a decidere per lei. Oggi la storia di Jayne Mansfield, misure da maggiorata e sensualità irresistibile, è ancora ricca di fascino, con un finale commovente.

Jayne Mansfield, biografia. Vera Jayne Palmer era nata il 19 aprile 1933 a Bryn Mawr, in Pennsylvania, da un papà facoltoso avvocato e una mamma insegnante. Quando Jayne aveva tre anni suo padre morì per un attacco di cuore mentre guidava l’auto con tutta la famiglia dentro. Sembrava un presagio per la futura star, che a causa dello shock è sempre riuscita a ricordare perfettamente il padre come era da vivo, nonostante fosse stata così piccola. Dopo il lutto, sua madre si è risposata e si è trasferita a Dallas col nuovo marito e la figlia. Qui Jayne studia musica e recitazione e partecipa alle produzioni teatrali del college. A volte, nei weekend, scende in strada e suona il violino per i passanti. A 16 anni, a un party di Natale, incontra Paul Mansfield, un ragazzo di 20, e i due si innamorano in modo così fulmineo da sposarsi di nascosto, nel gennaio del 1950. Alla fine dell’anno, giovanissima, dà alla luce la sua prima figlia, Jayne Marie. Nel frattempo il fisico della giovane Jayne è esploso in una serie di curve che lasciano senza fiato gli uomini. Inizia a competere in concorsi di bellezza per tentare il salto nel mondo della moda e del cinema e, mentre il marito è sul fronte in Corea del Nord, ne vince parecchi. Quando Paul torna dal fronte, Jayne ha solo 21 anni, lui 25. Lei lo convince a trasferirsi in California, vuole mettere un piede nel magico mondo di Hollywood. Intraprende gli studi di recitazione alla UCLA e posa per molte riviste, tra cui il neonato magazine Playboy. Anzi, le foto di Jayne Mansfield per Playboy diventeranno un cult.

Jayne Mansfield, filmografia. I primi tempi a Los Angeles non sono esattamente come Jayne si aspettava. Ai provini viene respinta ed è costretta a lavorare come venditrice di caramelle nei cinema. Quando, nel 1954, viene ingaggiata come una delle modelle testimonial della General Electric la sua immagine viene tagliata via dalle stampe finali perché in foto risultava troppo provocante. Tuttavia, quello stesso anno comincia a fare delle piccole apparizioni televisive. Nel 1955 fa il suo debutto cinematografico con piccoli ruoli da bomba sexy, il cliché che le resterà addosso per tutta la carriera. I suoi primi film sono Tempo di furore (1955), con Janet Leight e Peggy Lee, e La baia dell'inferno (1955). Il primo ruolo importante è però in Lo scassinatore (1956), seguito da L’adescatrice(1956) e Gangster cerca moglie (1956) di Frank Tashlin, un film in cui c’erano leggendari personaggi del rock 'n' roll come Gene Vincent, Little Richard e Fats Domino. Nel 1957 è apparsa in due dei suoi migliori film, Baciala per me, e nella commedia La bionda esplosiva. Nel frattempo Marilyn Monroe comincia a essere un po’ contrariata dal modo in cui Jayne sembra interpretare volutamente una sua parodia.

Jayne Mansfield, marito nuovo. Paul Mansfield intanto non è molto entusiasta di vedere la moglie sul set nei panni di una bomba erotica per cui il loro rapporto si incrina e poi va in briciole portandoli a divorzio nel 1955. Jayne decide di mantenere il cognome del marito, visto che ormai la gente comincia a conoscerla così. Da quel momento diventa un’inarrestabile amministratrice della sua immagine, sa come farsi notare. Durante la festa di presentazione del film Il tesoro sommerso, riesce a rubare alla protagonista Jane Russell l’attenzione dei paparazzi cadendo nella piscina e perdendo provvidenzialmente il top del vestito. Spalline che cadono, stoffe che si strappano in punti strategici, zip che si aprono a tradimento diventano il suo marchio di fabbrica e ogni volta che fa un’apparizione pubblica i paparazzi la tengono d’occhio in attesa delle sue sorprese. Passerà alla storia una foto in cui una come Sofia Loren, che non aveva da invidiare nulla a nessuna guarda la scollatura della collega con un po' di rivalità. Il trucco funziona, Jayne viene messa sotto contratto dalla Warner Bross. Nel 1958 si sposa di nuovo, stavolta con l’ungherese Mickey Hargitay, Mr. Universo e attore occasionale che era apparso con lei in un film. Con lui Jayne figli ne ha altri tre: Mickley Jr (1958) Zolton (1960) e Mariska (1964), che diventerà attrice culto della serie Law & Order. Dedicandosi alla sua vita familiare, Jayne rimane lontana dal cinema fino al 1959, quabdo torna con La bionda e lo sceriffo (1959), seguito da Londra a mezzanotte (1960) diretto da Terence Young. L’immagine ormai iconica di Jayne Mansfield sexy resiste, ma rischia di appannarsi. Negli anni '60 lavora in produzioni mediocri ma resta sempre una delle più fotografate in assoluto, una presenzialista accanita dei party con un posto fisso nelle rubriche di gossip. In Promises! Promises! del 1963 è la prima attrice ad apparire nuda in un film per i circuiti normali. Nel 1964 divorzia da Hargitay e sposa lo stesso anno il regista Matt Cimber, con il quale ha un altro figlio, Antonio (1966). Ma si separarono pochi mesi dopo.

Jayne Mansfield, incidente. La notte del 29 giugno 1967 Jayne è di ritorno da una ospitata nello stato del Mississippi e si sta dirigendo A New Orleans per un’intervista radiofonica. Alla guida della Buick su cui viaggia c’è un autista ingaggiato per l'occasione. A bordo insieme a lei ci sono tre figli, i suoi due cagnolini e il suo nuovo compagno, l’avvocato Brody che segue la sua pratica di divorzio. Alle due di notte, dietro una curva, l’autista si trova davanti un trattore reso invisibile dal nuovolone di pesticida che stava irrorando sui campi e lo prende in pieno. Nell’impatto perdono la vita tutti: l’autista, Brody e Jayne. Muoiono persino i cani, ma si salvano i tre ragazzi, praticamente illesi. La stampa dell’epoca diffonde dettagli raccapriccianti dell’incidente, si diffonde la voce che la testa della diva fosse rotolata lontana dal corpo e che sia stata scambiata, da chi l'ha ritrovata, per una di quelle teste finte su cui vengono conservate le parrucche. Una leggenda smentita di recente dall’addetto alle pompe funebri che si occupò della sua inumazione. La vita della bombshell Jayne Mansfield finì così, in modo quasi imbarazzante, a soli 34 anni. Nel 1980 in una serie tv intitolata La storia di Jayne Mansfield l’attrice più bionda e formosa della storia venne interpretata da Loni Anderson mentre Arnold Schwarzenegger ha vestito i panni di Mickey Hargitay. Oggi, pochi possono dire di aver visto un film di Jayne Mansfield, opere per lo più dimenticabili. Ma per un curioso fenomeno, tutti sanno chi sia, tutti riconoscono il suo volto. Anche questo è essere una diva, e un'icona.

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