"Vi spiego perché il femminismo non è una festa di gala per pochi"

La scrittrice e attivista nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie & l'empowerment femminile che no, "non significa non depilarsi..."

image
Getty Images

Ha ancora senso parlare di femminismo oggi? Le resistenze che il termine incontra ancora nel 2019 sono le stesse di sempre. E allora via libera alla lettura di cosa ha detto Chimamanda Ngozi Adichie di Dovremmo essere tutti femministi, il suo pamphlet più famoso (tratto da un celebre discorso al TEDxEuston) assieme ai romanzi Metà di un sole giallo e Americanah, nell’intervista rilasciata a Marie Claire Brasil che l’ha voluta in copertina nel numero di aprile. Chimamanda Ngozi Adichie anni 41, tra le 100 persone più influenti del mondo secondo il TIME nel 2015, amata e celebrata persino da Beyoncé, un marito, una figlia. Chimamanda Ngozi Adichie libri in numero di 6, tra romanzi bellissimi e saggi chirurgici, ha affrontato i grandi temi che spesso sono inglobati nel grande tema onnicomprensivo del femminismo: la libertà di scelta, il discorso dei generi, la paura del diverso, il problema del sessismo e del razzismo, i sentimenti. Inanellando una serie di risposte agli stereotipi sul femminismo che solitamente funzionano da respingente per l’adesione alla causa.

Si può diventare femministi? Sì, si può. Ed è un bene. Per prima cosa, bisogna convincere anche gli uomini ad impegnarsi nell’essere davvero femministi. Le alleanze sono quelle che permettono di arrivare alla parità di genere, professionale e privata. “Dobbiamo smetterla di pensare al femminismo come una festa di gala dove sono invitate poche persone” ha spiegato Chimamanda Ngozi Adichie. “Il nostro obiettivo è l’uguaglianza. Dovremmo arrivare al punto di non aver bisogno del femminismo, non più. Perché succeda, bisogna coinvolgere tutto il mondo e per questo abbiamo bisogno di uomini femministi che cambino gli altri uomini”. Se la rivoluzione non è un pranzo di gala, la rivoluzione femminista non ha nulla a che fare con le feste su invito. Piuttosto, è un racconto di alleanze aperte ed inclusive, volte al dialogo paziente e allo sgretolamento di tutte quelle convinzioni (come le domande poste) che ancora resistono. Si deve tendere la mano a chi vuole comprendere, si deve respingere chi vuole provocare o si ritiene superiore per questioni di razza o religione.

A cosa serve il femminismo? “A Lagos, una città cosmopolita, può succedere che un uomo e una donna entrino in un ristorante e chi li accoglie dica “Buona sera signore”, ignorando la donna. Per questo di solito parlo con gli uomini e suggerisco loro di rispondere “Questo è inaccettabile, sono entrato qui con un altro essere umano che è uguale a me, dovrebbe riconoscere la presenza di entrambi”” riporta la scrittrice nigeriana. Il femminismo serve a questo: a far riconoscere l'uguaglianza. E il primo lavoro va fatto sugli alleati, perché bisogna cambiare è la percezione del femminismo come una minaccia alla sessualità. L’allargamento del movimento femminista serve a questo. “Se non sono cooptati per il femminismo, gli uomini non parteciperanno di loro spontanea volontà. Mio marito lo fa perché ho parlato di questo con lui, fino a quel punto nemmeno se ne era accorto” ha concluso Chimamanda Ngozi Adichie.

“Non ho bisogno del femminismo, non sono una vittima”. La risposta di Chimamanda Ngozi Adichie arriva epifanica come una presa di coscienza: “Il femminismo ha a che fare con la giustizia. Non c’è ancora uguaglianza nel mondo, quindi dobbiamo impegnarci perché ci sia. Grazie al femminismo le donne possono votare, comprare una macchina o una casa, senza che un uomo firmi il documento o la liberatoria che dà loro il permesso” chiarisce la scrittrice. Non serve riconoscersi come vittime o essere vittime per sentirsi profondamente femministe, anzi.

“Non sono femminista, sono femminile”. Si può essere entrambe, una cosa non esclude l’altra. La convinzione che una femminista deprechi la femminilità è ampiamente superata. Su Instagram Chimamanda Ngozi Adichie si fa fotografare come un’icona di stile per i suoi look sempre coloratissimi, studiati e portati con un’eleganza scherzosa e fenomenale. E come lei ci sono le deputate del congresso USA in look total white, ci sono le donne nicaraguensi di #SoyPicoRojo che usano il rossetto rosso per manifestare. Ricordiamolo sempre: il look non intacca minimamente la credibilità, le competenze, l'intelligenza di una persona o i suoi ideali.

“Non mi serve il femminismo perché voglio sposarmi e avere figli”. Secondo la scrittrice nigeriana, il femminismo non è contro il matrimonio o contro l’avere figli, è contro le imposizioni: le libertà di scelta sul formare una famiglia, sullo sposarsi e tutto ciò che riguardi lo stato civile, è la base del femminismo. “Il femminismo vuole che le donne scelgano. Io sono femminista, felice di esserlo, e ho un marito e una figlia” ha spiegato Chimamanda.

“Perché non si evita l’aborto invece di uccidere bambini?”. L’argomento è estremamente delicato e un assunto così è decisamente brutale. Chimamanda Ngozi Adichie è diretta: “Nessuno vuole uccidere bambini. Il femminismo dice che le donne devono avere la possibilità di scegliere di fare quel che vogliono dei loro corpi. Una gravidanza può uccidere una donna, per questo una donna deve poter prendere le decisioni relative alla gravidanza”. Continua la scrittrice: “Tu puoi decidere di non abortire, certo, ma non devi imporre questa decisione agli altri. E ricorda che non importa se sia illegale o meno, l’aborto ci sarà comunque. Ci sono ragazze che muoiono in diverse parti del mondo. Poi dobbiamo parlare anche di sessualità e contraccezione, le due cose sono collegate”.

“Non depilarsi è ridicolo e disgustoso, non è empowerment”. Uno degli stereotipi più duri da estirpare è quello che lega femminismo&depilazione. Con un sorriso divertito, Chimamanda Ngozi Adichie parla di depilazione come questione culturale: “Depilarsi è una scelta. Quando ero bambina in Nigeria, le donne non depilate erano considerate molto attraenti. Ora che il mondo è più globalizzato, le donne si depilano di più, ma ci sono zone del mondo dove le donne non si depilano ed è visto come attraente. Io non mi sono depilata finché non sono arrivata negli Stati Uniti, ho imparato qui cosa fosse la depilazione” ha raccontato nel video. E con molta più serietà, Chimamanda Ngozi Adichie ha concluso il suo intervento con un invito nemmeno troppo velato: “Se le persone decidono di non depilarsi, che problema c’è? Ci sono così tante cose di cui preoccuparsi nel mondo, che problema ti poni se una non si depila? Vai a leggerti un libro”. Magari uno dei suoi, che male non fa.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Gossip